venerdì 1 maggio 2020

Coronavirus, fake news e malware a tema restano alti: report Agcom


In tempi di pandemia, la disinformazione abbonda. In molti casi, le persone condividono in realtà notizie false per divertimento. Ma le fake news più preoccupanti concernenti il nuovo Coronavirus riguardano improbabili cure. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) spiega che al momento nessun medicinale ha ancora dimostrato di essere sicuro ed efficace nel trattamento del Covid-19. L’European Medicines Agency (EMA) sta valutando i dati su 20 farmaci e una dozzina di vaccini, due dei quali sono già entrati nella sperimentazione clinica di fase I, che è il primo studio necessario condotto in volontari sani, benché le tempistiche per lo sviluppo siano difficili da prevedere.

A tal proposito l’AGCOM ha pubblicato il secondo numero dell’Osservatorio sulla disinformazione online – Speciale Coronavirus: cresce l’incidenza della disinformazione sul totale delle notizie attraverso Internet. I temi? Dalle teorie del complotto ai rischi del tutto infondati che aumentano l’angoscia e confondono le idee. In particolare, nel secondo mese dell’emergenza epidemiologica in Italia, l’attenzione attribuita dalle fonti di disinformazione al Coronavirus rimane elevata (37% del totale, nella settimana dal 13 al 19 aprile), pur attestandosi su valori inferiori rispetto a quelli registrati tra il 10 e il 20 marzo. Un trend decrescente si osserva anche per l’offerta d’informazione, mentre torna ad aumentare l’incidenza della disinformazione sul totale delle notizie online relative al Coronavirus (con un valore compreso tra il 5% e il 6%). 

È quanto rileva il secondo numero dell’Osservatorio sulla disinformazione online – Speciale Coronavirus, pubblicato nella giornata del 28 aprile dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. L’analisi del contenuto testuale di tutti gli articoli di disinformazione sul Coronavirus evidenzia l’emergere di alcune narrazioni prevalenti sull’epidemia, quali i rischi, le teorie complottiste e la cronaca, imperniate su una comunicazione basata sull’utilizzo ricorrente di termini atti a far leva sulle emozioni negative. Dal lato degli utenti, dopo aver toccato valori molto elevati nelle settimane più critiche dell’emergenza, si registra una diminuzione delle ricerche effettuate in rete sul Coronavirus, così come delle interazioni dei cittadini sui social con i contenuti inerenti all’argomento, e del tempo speso nella visione di video online sul tema.


In linea generale, durante l’epidemia, in Europa si riscontra un’impennata dei consumi dei servizi di comunicazione online. Nelle settimane dell’emergenza, l’Italia è il Paese che mostra i tassi di crescita più elevati sia per la fruizione d’informazione online, sia per l’utilizzo di social network e siti e app di messaggistica. A livello globale, inoltre, nei primi mesi del 2020 si rileva un cospicuo incremento di minacce e attacchi informatici, molti dei quali fondati sullo sfruttamento del veicolo socio-psicologico della pandemia in atto. Dall’inizio dell’anno, sono stati registrati 16.000 nuovi domini internet legati al Covid-19, di cui circa il 20% con finalità malevole. Ad esempio, Trend Micro Research ha recentemente analizzato un malware a tema coronavirus che sovrascrive il record di avvio principale (MBR) dei sistemi, rendendolo non avviabile.

Un altro tipo di malware noto come “CovidLock” crittografa i dati chiave su un dispositivo mobile. Monitorando i nomi di dominio associati al coronavirus, DomainTools ha individuato un sito che promette un tracker dell’epidemia in tempo reale disponibile come app Android. Sebbene l’app affermi di offrire immagini di mappe e altri dati statistici sul Covid-19, in realtà fornisce un ransomware. Durante l’installazione, l’app tenta di convincere l’utente a concedergli l’accesso amministrativo promettendo determinati tipi di informazioni. Tale accesso consente di bloccare tutti i contatti, le foto, i video e gli account dei social media, a meno che l’utente non accetti di pagare il riscatto in Bitcoin. Se il riscatto non viene pagato, l’attaccante minaccia di rilasciare pubblicamente tutte le informazioni private e di cancellare la memoria del telefono.

La realizzazione del secondo numero dell’Osservatorio si è avvalsa della collaborazione di alcuni soggetti aderenti al Tavolo Piattaforme digitali e Big data – Emergenza Covid-19, in particolare Auditel (per l’approfondimento sui video online), ComScore (per il confronto internazionale), Newsguard (per il fact-checking delle principali notizie false diffuse nel mondo), Sensemakers- Shareablee (per l’analisi sui contenuti social) e Sogei (per quanto riguarda gli attacchi informatici legati al coronavirus), nonché delle prime elaborazioni svolte dalla Task Force di data science, attivata da AGCOM sul tema della disinformazione online durante l’emergenza Covid-19. Ulteriori informazioni e documenti sono disponibili sul sito web dell’Autorità, nella sezione dedicata al Tavolo Piattafome digitali e Big data – Emergenza Covid-19 e alla relativa pagina https://agcom-ses.github.io/COVID/



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