venerdì 10 aprile 2020

Kingston, data center tra fantascienza e realtà: Top 5 film più iconici


Non solo ricoprono un ruolo cruciale nella nostra quotidianità ma alcuni iconici esempi cinematografici sono anche entrati a pieno titolo nella cultura popolare. I big data, e di conseguenza i data center che li contengono, conservano e proteggono, hanno cambiato in modi che spesso fatichiamo a comprendere molti aspetti della nostra vita: dal lavoro, alle relazioni interpersonali, passando per gli acquisti e arrivando alla gestione della salute e delle emergenze. Con la nostra consapevolezza o meno, i data center distribuiti ai quattro angoli del globo racchiudono infatti una quantità infinita di informazioni che ci riguardano, con impatti altrettanto infiniti sulla quotidianità.

Di riflesso, si sono quindi guadagnati a pieno titolo un posto d’onore nella cultura popolare: nel passato più o meno recente, moltissimi scrittori, sceneggiatori e registi hanno compreso la crescente importanza che queste entità misteriose avrebbero gradualmente assunto, e non hanno mancato di sfruttarle come espediente narrativo. Per rendere omaggio a tutti questi riferimenti, Kingston Technology Europe Co LLP, leader mondiale in soluzioni tecnologiche e prodotti storage, ha stilato un elenco di 5 iconici film in cui i dati sono, letteralmente, al “centro”: • 2001 Odissea nello Spazio (1968). Quando si parla di tecnologia nel cinema, il capolavoro di Stanley Kubrick, cineasta e grande sceneggiatore, per molti versi letteralmente profetico, non può non essere citato.


Il supercomputer di bordo della nave spaziale Discovery, HAL (Heuristically programmed ALgorithmic Computer) 9000, alimentato da intelligenza artificiale, si ribella dopo che due astronauti hanno cercato di aggirarlo e il solo modo per fermarlo è smantellarne il cervello (tradotto, il data center che conserva le informazioni necessarie per alimentare l’intelligenza artificiale). • Matrix (1999). Oggi, nella realtà, l’industria dei data center investe sempre più in fonti di energia alternative e rinnovabili; in Matrix, invece, le macchine in rivolta scoprono che gli esseri umani sono la batteria perfetta per quelli che potremmo definire i loro “data center”: l’energia che le persone producono è infatti superiore a quella necessaria per mantenerle in vita, in una sorta di simulata realtà virtuale.

Ocean’s Eleven (2001). Il 7 dicembre del 2001 esce nei cinema americani il film di Steven Soderbergh, remake della pellicola del 1960 “Colpo Grosso”. Con l’arrivo del nuovo millennio, la rappresentazione dei data center sul grande schermo si fa più vivida e realistica. Nel film, uno dei membri della banda guidata da Denny Ocean-aka George Clooney, si infiltra nel data center del casino che intende derubare, il celeberrimo Bellagio di Las Vegas, per inserirsi, con troppa facilità, nel flusso delle videocamere di sorveglianza. • Die hard – Vivere o morire (2007). In questo episodio della serie, il detective John McClane, interpretato da Bruce Willis, deve fare i conti con il terrorismo informatico, combattendo contro i “russi” che hanno violato le infrastrutture vitali per il Paese.

In questo scenario, l’hacker Warlock ha a disposizione nel suo scantinato una sorta di data center “home-made” e, inoltre, nel film si parla di SSD crittografati per proteggere informazioni sensibili, cruciali per la salvaguardia della nazione (erroneamente conservate in un unico data center di backup). • Skyfall (2012). Il ventitreesimo capitolo delle avventure di James Bond, diretto da Sam Mendes, è stato addirittura definito, a suo tempo, “il film sui data center dell’anno”. Il franchise, che ha celebrato il suo 50° anniversario, ha davvero tutto. All’interno del covo del cattivo, lo 007 più famoso di tutti i tempi incappa in un data center letteralmente scioccante: tutti i cavi sono infatti esposti, senza nessuna copertura a protezione. Per fortuna, è solo una rappresentazione cinematografica!


“L’immaginazione e la fantasia traggono sempre ispirazione dalla realtà. Oggi i data center ricoprono un ruolo concreto e cruciale per il business come per la quotidianità delle persone. Proprio per questo, è fondamentale che mantengano le migliori prestazioni, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, nonostante la mole in continuo aumento di dati e informazioni da processare, elaborare e conservare” ha dichiarato Stefania Prando, Business Development Manager di Kingston Technology. “Kingston supporta i data center progettando appositi drive a stato solido (Ssd) in grado di garantire performance costanti ed elevata qualità. Da sempre il nostro impegno consiste nel fornire risposte e soluzioni tecnologiche alle nuove esigenze chiave che guidano la trasformazione dei data center”.

“Continueremo a perseguire questa strada anche nel futuro, garantendo valore aggiunto e affidabilità, oltre alla nostra trentennale esperienza”, ha concluso. Per esempio il nuovo SSD data center DC1000M è progettato per supportare un’ampia gamma di carichi di lavoro ad alta intensità di dati. Il DC500R è progettato per carichi di lavoro ad elevata intensità di lettura come funzionalità di avvio, ambienti server web, virtualizzazione, database operativi e analisi in tempo reale. Il DC500M è un potente SSD progettato per applicazioni che prevedono carichi di lavoro misti, in cui le operazioni includono un misto di operazioni di lettura e scrittura. Entrambi gli SSD della serie DC500 implementano i requisiti di QoS di Kingston per garantire prestazioni degli I/O casuali costanti e uniformi.






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