mercoledì 22 aprile 2020

Codacons: COVID-19 originato in laboratorio? Esposto alla Procura


Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano chiedendo di valutare tutti gli elementi che sollevano dubbi sull’origine dell’epidemia di coronavirus in Cina. Se l’intelligence Usa sta indagando sull’ipotesi che il COVID-19 arrivi da un laboratorio P4 di virologia di Wuhan, dove si conducevano rischiose ricerche sui coronavirus dei pipistrelli, l’associazione di consumatori vuole vederci chiaro. Gli scienziati cinesi sostengono che il virus sia probabilmente passato da un animale agli umani in un mercato che vendeva animali selvatici. Ma l’esistenza della struttura ha alimentato le teorie secondo cui il germe sia stato diffuso dall’istituto cinese.

Il Codacons ha presentato infatti un esposto alla magistratura chiedendo di valutare tutti gli elementi che sollevano dubbi sulla vicenda e impongono verifiche approfondite. “Il virus Sars-Cov-2 potrebbe essere stato creato in laboratorio o forse prelevato da un pipistrello portato in laboratorio e poi sfuggito al controllo degli scienziati cinesi – si legge nell’esposto dell’associazione – di conseguenza rimettendo in discussione o rendendola compatibile con la realtà anche la tesi fortemente sostenuta dalla comunità scientifica secondo la quale l’attuale coronavirus, abbia origine naturale”. La risposta a tale questione, per il Codacons, “è di rilevante importanza ai fini della responsabilità in merito alla possibile causa della diffusione del virus e all’esplosione della pandemia, con tutte le conseguenze ormai note tra contagi in tutto il mondo e decessi”.


Questo poiché, “se come sostenuto dalle notizie di seguito riportate, emergesse la tesi della creazione o uscita da un laboratorio cinese del virus e che tale virus sia poi sfuggito al controllo, si aprirebbero scenari idonei a configurare il reato di epidemia e verificare l’applicabilità dell’art. 10 del c.p. e quindi l’operatività della legge penale italiana a causa delle migliaia di italiani morti”. Chat di WhatsApp intasate dal servizio Rai su un “supervirus” creato in un laboratorio cinese. Nel convulso momento legato all’inizio dell’emergenza Coronavirus in Italia tornò di attualità, cominciando a circolare in rete e nelle applicazioni di messaggistica private, un video messo in onda nel novembre del 2015 dal Tgr Leonardo firmato da Maurizio Menicucci, in cui si sosteneva che scienziati cinesi avessero creato un “supervirus polmonare da pipistelli e topi” per “motivi di studio”.

“Un gruppo di ricercatori cinesi – sosteneva il servizio – ha innestato una proteina superficiale presa dai pipistrelli su un virus che provoca la Sars ricavato da topi”, creando “un supervirus che potrebbe colpire l’uomo. Si sospettava che la proteina potesse rendere l’ibrido adatto a colpire l’uomo e l’esperimento lo ha confermato. E proprio questa molecola detta ‘SHC014’ che permette al coronavirus di attaccarsi alle nostre cellule respiratorie scatenando la sindrome. Secondo i ricercatori l’organismo originale, e a maggior ragione quello ingegnerizzato, può contagiare l’uomo direttamente dai pipistrelli senza passare per la specie intermedia come il topo”. “La comunità scientifica smentisce però, con forza e compattezza, che il virus Sars-Cov-2, l’attuale coronavirus, sia stato creato o lavorato in laboratorio: l’origine di questo virus è naturale”.

“La questione legata ai dubbi e agli interrogativi in relazione alla creazione del Sars-Cov-2 non rimane confinata nel nostro paese ma assume rilevanza mondiale – dice il Codacons – tanto che tutti i media riportano alla ribalta la notizia secondo la quale dirigenti dell’intelligence Usa e della sicurezza nazionale americana starebbero esaminando tra le possibilità quella che il nuovo coronavirus sia nato, o trasportato da un mercato, in un laboratorio di Wuhan e che si sia diffuso a causa di un incidente. Lo riferirebbe la Cnn citando varie fonti a conoscenza del dossier, che ritengono però prematuro trarre qualsiasi conclusione”. Secondo la CNN ci sarebbero due cablogrammi diplomatici tra Usa e Pechino che risalgono al 2018. In questi cable gli Stati Uniti puntavano il dito contro le carenze in termini di sicurezza del laboratorio di virologia di Wuhan.


“A sostegno della tesi secondo cui il coronavirus SARS-CoV-2 responsabile della pandemia di Covid-19, che avrebbe già ucciso oltre 120mila persone in tutto il mondo, possa essere un virus manipolato, rilasciato accidentalmente da un laboratorio cinese in cerca di un vaccino contro l’AIDS, sarebbe intervenuto il Prof. Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina nel 2008”, aggiunge l’associazione dei consumatori. “E’ di tutta evidenza, quindi, che sia indispensabile, necessario e doveroso approfondire definitivamente la vicenda, non solo e soprattutto nell’ottica di tutela della salute ma anche nell’ottica di trasparenza nei confronti della collettività”, conclude il Codacons. Anche l’Australia intanto ha messo in dubbio la trasparenza di Pechino nella gestione dell’epidemia e ha chiesto un’indagine internazionale sull’origine del virus e la sua diffusione nel mondo.

“Penso sia importante e noi insisteremo assolutamente su questo”, ha assicurato la ministra degli Esteri australiana Marise Payne in un'intervista alla ABC. Anche secondo il presidente francese Emmanuel Macron “in Cina sono successe cose che noi non sappiamo”. Il Movimento ha chiesto inoltre alla Procura di procedere ad assumere a sommarie informazioni testimoniali il direttore di Tgcom24 Paolo Liguori, gli autori del servizio di Tg3 Leonardo, il Prof. Luc Montagnier, gli autori del servizio andato in onda sul canale Il vaso di pandora condotta da Carlo Savegnago a febbraio 2020 dal titolo “Economia. Coronavirus detonatore di una crisi planetaria?”, il Dr. Livio Giuliani, e il Segretario di Stato Usa, Pompeo. Codacons ha inviato anche una lettera al presidente Trump chiedendogli di fornire alla magistratura italiana tutti gli elementi in suo possesso.


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