mercoledì 14 settembre 2011

Violati account Gmail in Iran, Google invita a cambiare password


Google ha inviato un'email di allerta agli utenti iraniani del suo servizio Gmail, su un'azione di pirateria informatica che potrebbe permettere agli hacker l'accesso alla loro corrispondenza. "I sistemi interni di Google non sono compromessi, ma stiamo contattando utenti che potrebbero essere stati colpiti fornendo loro una serie di indicazioni, perche' la nostra' priorita' e' garantire la privacy e la sicurezza dei nostri user", si legge sul blog di Eric Grosse, responsabile della sicurezza di Google. L'azione di hackeraggio potrebbe riguardare circa 300mila utenti iraniani di Gmail, che potrebbero essere indotti a entrare in una falsa pagina di Google e da li' in una versione non protetta della loro casella di posta. Per questo si chiede agli utenti di usare una serie di accortezze, tra cui cambiare la password della loro casella. Non è comunque da escludere la possibilità che siano stati violati account in possesso di persone di altra nazionalità. Autore dell'azione di pirateria informatica sarebbe uno studente 21enne di ingegneria informatica che si fa chiamare sul Web 'Comodohacker' e che si definisce seguace dell'ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema della Repubblica islamica. Afferma di agire in modo indipendente, ma lascia intendere di poter inoltrare le informazioni raccolte al governo. Comodohacker sarebbe il responsabile dell'attacco alla Certificate Authority DigiNotar che ha portato alla compromissione di oltre 500 certificati SSL, di siti come Facebook, Skype, Mozilla, Microsoft, Yahoo, Android e Twitter. Chrome, Firefox, Internet Explorer e Adobe hanno inserito i certificati DigiNotar nella blacklist, tuttavia c'è sempre il rischio che gli account violati in precedenza possano essere stati configurati in modo da favorire altri accessi non autorizzati in futuro. Comodohacker afferma, inoltre, di aver messo mano a tutte le informazioni gestite tramite i server della GlobalSign, che è una delle Certificate Authority più importanti della Rete.

Via: Adnkronos

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