mercoledì 27 ottobre 2010

Farmaci contraffatti: bluff il 50% di quelli venduti sul Web


Le autorita' di controllo hanno accertato che una percentuale elevatissima di medicinali acquistati attraverso i canali di vendita online presenta concentrazioni di principio attivo non corrispondenti a quelle dichiarate, oppure sostanze diverse da quelle indicate e, in alcuni casi, nessun principio attivo. E' il quadro della situazione della contraffazione dei farmaci in Italia, delineato dagli esperti intervenuti alla tavola rotonda 'Le minacce alla qualita' del farmaco', organizzata da Mipharm a Milano.

Secondo il servizio di verifica statunitense Legiscript, poi, il 99% delle farmacie on line non rispetta gli standard di legge: l'85% dei siti non chiede la prescrizione per la vendita dei farmaci, anche quando obbligatoria per Legge, mentre per l'8% dei siti è sufficiente una ricetta inviata via fax e quindi ad alto rischio di falsificazione. Evitare di entrare in contatto con farmaci contraffatti nel nostro Paese e' pero' molto facile: basta rivolgersi a farmacie e parafarmacie. Nel panorama internazionale, infatti, la rete di distribuzione farmaceutica italiana e' considerata tra le piu' sicure, grazie anche al sistema di tracciabilita' attraverso il bollino ottico, che consente il monitoraggio dei medicinali dalla produzione alla consegna in farmacia, garantendo all'utente un elevato livello di sicurezza.

Il rischio e' inferiore allo 0,1%, di fronte a una media europea dell'1% e a un preoccupante 6-7% a livello globale. Ma fuori dai luoghi 'ufficiali' acquistare un farmaco contraffatto e' semplicissimo: basta un collegamento a Internet. Il principale veicolo di distribuzione di farmaci contraffatti e illegali, infatti, e' rappresentato dall'e-commerce farmaceutico, fenomeno in costante aumento, cui fa ricorso una parte non trascurabile della popolazione italiana sulla base di presunte garanzie di economicita' e anonimato.

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