giovedì 8 luglio 2010

Rubavano identità delle aziende per truffe, 12 denunciati

Clonavano siti Internet delle aziende, impossessandosi delle loro identità, per acquistare merce che poi non pagavano: agli investigatori della Polizia Postale della Spezia sono stati necessari due anni di indagini per smantellare un'associazione di truffatori on-line (12 le persone denunciate), che colpiva anche all'estero.



Tutto aveva avuto inizio nel giugno 2008, e a far scattare l'inchiesta era stata la denuncia di un'impresa spezzina, la Pomodoro Costruzioni. Il titolare aveva ricevuto richieste di pagamento da parte della Holz Schmidt di Marburg, in Germania, azienda che mai aveva contattato. La polizia spezzina, in collaborazione con quella di Bolzano, e il commissariato tedesco di Mittelhessen, alla fine avevano scoperto che tutte e due dicevano il vero: l'impresa tedesca aveva ricevuto tre ordini di legname da costruzione, per oltre 150mila euro, da una ditta Pomodoro, ma si trattava di un clone.

Per scoprire chi potesse nascondersi dietro le copie virtuali la Polposta ha organizzato una falsa spedizione di legnami appoggiandosi al Centro nautico e sommozzatori della polizia spezzina (Cnes), un viaggio 'controllatò, con agenti camuffati da camionisti. Si è così arrivati ad individuare i componenti dell'associazione. All'interno del gruppo ognuno aveva un incarico: c'era chi procacciava gli affari, creando i cloni e prendendo i contatti per acquisti e consegne; chi si occupava della logistica; o di trovare clienti compiacenti. L'organizzazione si avvaleva inoltre di autotrasportatori e persino di una guardia giurata.

Otto le persone denunciate a Viterbo, (tra questi i membri di un'intera famiglia). Il gruppo faceva sparire la merce ordinata e la smistava attraverso un nucleo di quattro ricettatori (con precedenti per truffa), che operavano su Brescia. In un capannone di 5mila metri quadrati a Montichiari, è stata rinvenuta merce rubata per oltre un milione di euro. Buona parte del materiale recuperato (idropulitrici, piastrelle, saldatrici, condizionatori d'aria) è stato restituito alle aziende truffate (oltre alla tedesca, una dozzina in Italia). L'operazione si è avvalsa dell'appoggio delle Procure della Spezia, di Viterbo e di Brescia. Le autorità tedesche hanno elogiato il dirigente del compartimento ligure della Polposta Armando Puccinelli e lo staff spezzino, coordinato dal commissario capo Ivano Gabrielli, per i risultati dell'indagine.
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