domenica 18 aprile 2010

Nube vulcano: basta con i voli bufala delle simulazioni al computer


La chiusura dei cieli europei è inutile, perché il rischio per gli aerei causato dalla nube emessa dal vulcano islandese è una bufala generata dal computer, senza alcun riscontro reale. A innescare la polemica con questa teoria è Joachim Hunold, presidente di Air Berlin, la seconda compagnia aerea tedesca. Secondo Hunold lo stop è basato unicamente sulle simulazioni al computer del Vulcanic Ash Advisory Centre di Londra.

In un'intervista al tabloid domenicale tedesco Bild am Sonntag, il presidente di Air Berlin spiega che «la chiusura dello spazio aereo è avvenuta unicamente sulla base di questa simulazione».  Ma Hunold rincara ancora la dose, quando spiega che «in Germania non è stato fatto salire nemmeno un pallone aerostatico per misurare la quantità di cenere vulcanica che si trova nell'atmosfera».

La conferma che i cieli tedeschi sono "puliti", infatti, arriva dal portavoce della Lufthansa, Klaus Walther, il quale spiega che nei voli di test compiuti con un Boeing 747 ed un Airbus 340 da Monaco a Francoforte non si è riscontrata la minima traccia di cenere vulcanica. «A Francoforte gli aerei sono stati esaminati dai nostri tecnici - precisa Walther - che non hanno trovato il benché minimo graffio sugli oblò della cabina di pilotaggio, né sulla superficie della carlinga, né tantomeno all'interno dei reattori».

Il portavoce della Lufthansa sottolinea anche che «il divieto di volare, deciso in base a calcoli al computer, ha prodotto un danno economico di miliardi di euro. Per questo chiediamo che in futuro, prima di ogni divieto di volo, vengano effettuate misurazioni affidabili». Anche la compagnia olandese Klm ha effettuato un volo test fino ad un altezza di 13mila metri senza trovare nulla di anormale. La compagnia ha precisato che se altri voli confermeranno questo dato, oggi verranno ripresi sette collegamenti tra Duesseldorf e Amsterdam. Un portavoce della Klm ha precisato che i voli test sono stati effettuati su richiesta dell'Unione europea.

Via: Tgcom

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