sabato 10 aprile 2010

Molecola, software della Guardia di Finanza individua beni delle mafie


A prima vista potrebbe sembrare uno dei tanti sistemi informatici. Guardandolo e analizzandolo nei particolari si scopre subito, e senza difficoltà, che il nome è quello dei più azzeccati. “Molecola”, come quelle che compongono il più elementare sistema fisico. Ma “molecola” è anche il software che da più di due anni ha permesso allo SCICO della Guardia di Finanza di far mettere a segno colpi a nove cifre e far scattare le manette ai più pericolosi criminali. 

Molecola, che per il generale Sirico è come “un figlio in perfetta uniforme”, è un sistema informatico collegato alle numerose banche dati in uso al Corpo, che permette di scoprire ogni passaggio patrimoniale e finanziario della criminalità organizzata. Ovviamente, se pur geniale e ultramoderno, non sostituisce, e mai sarà in grado di farlo, gli strumenti professionali di un investigatore. Ma rende la vita molto più facile e, soprattutto, senza errori.

Oggi le mafie non sono più quelle di una volta, fatte di violenze e brutalità. Sono state sostituite nei decenni da “una terza generazione”, una sorta di borghesia capace di stupire in fatto di investimenti finanziari e intuito valutario. Queste abilità sembrano, però, affievolirsi, davanti a “Molecola”. Oggi i capitali provenienti dai traffici internazionali della criminalità organizzata vengono immessi sul mercato attraverso l’acquisto di immobili e attività commerciali, partecipazioni azionarie, partecipazioni societarie. 

Molto spesso servendosi dei cosiddetti prestanome. E così “molecola” viene usato proprio per intercettare le più piccole e apparentemente insospettabili transazioni.  Nulla sfugge. Si parte, ovviamente, dalle indagini. Quelle fatte dagli uomini del generale Sirico e dai vari GICO sul territorio nazionale, secondo le più tradizionali tecniche. Poi si immagazzina tutto nel nuovo e potente software.

Da qui, come in una rete da pescatore, iniziano a confluire sia le notizie sui patrimoni, sia quelle sui redditi e sulle partecipazioni societarie che i dati acquisiti attraverso i vari accertamenti bancari. Semmai partendo da una telefonata o dall’acquisto in un negozio con un bancomat o con una carta di credito. Da qui si segue “l’odore dei soldi” e si arriva a incastrare il mafioso e a confiscare i beni occultati. 

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