martedì 27 aprile 2010

Il 50% delle farmacie virtuali è un'esca dei pirati informatici


Circa la meta' dei siti internet che vendono farmaci a prezzi stracciati, il piu' delle volte senza bisogno di ricetta medica, "rappresenta in realta' una vera e propria 'esca' dei pirati informatici, che mirano a infettare i computer degli utenti, a sottrarre identita' digitali e dati o a clonare le carte di credito utilizzate per il pagamento a scopi criminali". A dirlo è Domenico Di Giorgio, coordinatore delle attivita' anti-contraffazione dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), intervenuto ieri mattina a Roma a un incontro organizzato dall'Ufficio brevetti e marchi (Uibm) del ministero dello Sviluppo economico in occasione della Giornata mondiale per la proprieta' intellettuale.

"Bisogna dire che l'Italia, al contrario della maggior parte dei Paesi anche in Europa, e' poco coinvolta dal problema del traffico di medicinali falsi nei canali tradizionali - ha detto Di Giorgio - in quanto il nostro sistema di controlli e tracciatura del farmaco non permette la penetrazione di questi prodotti in farmacia. Resta pero' una piccola percentuale di persone che si rivolge al web per acquistare soprattutto medicinali contro la disfunzione erettile, anabolizzanti o anoressizzanti. L'Aifa ha dunque avviato uno studio che verra' concluso e presentato a breve, per caratterizzare questi siti e approfondire la conoscenza del problema, anche con la collaborazione di altri Paesi". 

"Dai primi dati, emersi con l'analisi di alcuni social network sportivi, si evince che per le ultime due categorie di farmaci il 'canale' preferito non e' la Rete, bensi' le palestre". I siti web "non sono dunque la corsia preferenziale di chi traffica con questi prodotti. Mentre per quanto riguarda i medicinali anti-impotenza, la questione e' piu' 'sommersa' e deve essere approfondita".

Fonte: AdnKronos

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