giovedì 29 aprile 2010

Caso Cucchi: il Parlamento pubblicherà tutti gli atti sul web


I documenti relativi alla vicenda di Stefano Cucchi, il giovane morto in circostanze ancora non chiarite il 22 ottobre 2009 in un ospedale di Roma una settimana dopo essere stato arrestato per droga, saranno desecretati e posti sul web a disposizione del pubblico.  A sei mesi dall'evento che ha scandalizzato l'opinione pubblica, per le circostanze poco chiare in cui è avvolta, il senatore Ignazio Marinola, presidente della commissione d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale, ha disposto che vengano pubblicati sul sito web del senato gli atti relativi all'inchiesta condotta sulla morte del ragazzo.

In un comunicato, la senatrice eletta nel Pd ha definito la decisione - presa a maggioranza, "un atto di trasparenza che gioverà alle istituzioni, tutto il materiale sarà infatti disponibile sul sito Internet e consultabile dai cittadini che potranno leggere uno spaccato impressionante sull'assistenza sanitaria, e non solo, ad un detenuto". Tra il materiale reso pubblico, e che sarà trasmesso alla Procura di Roma che indaga sul caso, anche i testi delle audizioni. 

“Un passo giusto e ragionevole la desecretazione degli atti della commissione Marino sulla morte di Stefano Cucchi perché può aiutare la giustizia a fare piena luce sul fatto”. E’ l'opinione del segretario del Psi, Riccardo Nencini. "E’ interesse di tutti individuare finalmente le responsabilità di quello che fino a prova del contrario è stato un omicidio. Su questa vicenda – conclude Nencini - continueremo a tenere desta l’attenzione in ogni modo, anche utilizzando il nostro sito web e su Facebook”.

Secondo la conclusione della Commissione, resa nota lo scorso 17 marzo, il 31enne sarebbe morto per disidratazione ma anche per responsabilità dei medici dell'ospedale dove era ricoverato, che non si sarebbero resi conto della gravità della sua situazione. Secondo la ricostruzione della Commissione, sarebbe stato lo stesso Cucchi, già alcune ore dopo il ricovero, a rifiutare cure e cibo in segno di protesta perché non gli veniva permesso di avere contatti col proprio avvocato. L'uomo, secondo il rapporto, era arrivato in ospedale con "traumi lesivi al viso e alle vertebre (che i consulenti tecnici della Commissione ritengono essere stati probabilmente inferti)" apparentemente "recenti".

Via: Reuters

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