martedì 7 novembre 2017

Switch off, nuovo digitale terrestre dal 2022: decoder o cambiare tv


Dal primo gennaio 2017 i televisori sprovvisti di DVB-T2 e/o codec HEVC non possono essere messi in vendita, salvo che non abbiano in bundle un decoder esterno compatibile. Il DVB-T2 è un'estensione dello standard di trasmissione televisiva digitale DVB-T che, secondo una direttiva della Commissione europea, dovrà essere accolto da tutti i Paesi dell'Unione entro il 2020, con una possibile proroga al 2022. Il passaggio allo standard DVB-T2 si rende necessario per liberare la banda 700, ossia le frequenze comprese tra 694 e 790 Mhz, assegnandole alla telecomunicazione mobile 5G. Si tratta di frequenze cosiddette "nobili" in grado di fornire servizi mobili di alta qualità.

A definire le modalità della transizione che porterà la nuova TV digitale è l'Articolo 89 della Legge di Bilancio in cui si spiega "Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G". Tutto ha origine dal Piano della Commissione Europea sul 5G, ovvero far posto nelle frequenze per la nuova modalità della telefonia mobile. Il Parlamento ha approvato il primo giugno un piano d'azione preparato dalla Commissione europea per diffondere il 5G nell'Unione. "La chiave di tutto è l'armonizzazione dei processi di assegnazione dello spettro delle frequenze. Gli Stati membri devono evitare decisioni frammentarie se vogliamo raggiungere gli obiettivi di copertura 5G", ha detto Michał Boni (PPE), relatore sulla società europea dei Gigabit e il 5G. Questo eviterà i ritardi che si sono già verificati con la copertura internet 4G LTE. 

La partnership pubblico-privato del valore di 700 milioni di euro per finanziare il 5G è stata lanciata nel 2013 e con gli interventi privati dovrebbe raggiungere i 3,5 miliardi di euro entro il 2025. Il 5G sarà il volano dell'economia. Secondo le stime della Commissione europea la messa in pratica della tecnologia 5G ha il potenziale di creare due milioni di posti di lavoro. Il 5G dovrebbe essere presente sul mercato nel 2020 e la copertura di aree urbane e dei maggiori assi stradali e ferroviari dovrebbe arrivare entro il 2025. In Italia, inoltre, dopo aver completato il passaggio alla nuova modalità, verrà adottato il codec HEVC, più efficiente degli attuali formati MPEG2 e MPEG4 H.264. L'HEVC H.265 supporta l'ultra definizione (UHDTV 8K) delle immagini (7680×4320 pixel), cioè quattro volte maggiore del formato 4K.


Lo switch off con la liberazione della banda 700 Mhz avverrà con una transizione di due anni, dal 2020 al 2022, anche se il Governo italiano ha iniziato il percorso già lo scorso anno quando ha previsto che dal primo gennaio del 2017 fosse obbligatoria la commercializzazione esclusivamente di televisori con tecnologia T2-HEVC al fine di avviare con largo anticipo il naturale ricambio degli apparecchi. Solo a partire dal 2020 é previsto lo spegnimento delle frequenze in uso alle emittenti locali e la costruzione del Mux1 della Rai per aree geografiche. Questa fase di transizione, che durerà fino al 2022, non prevede in alcun modo l'introduzione di tecnologia T2-HEVC ma l'uso di tecnologia MPEG-4 già diffusa da qualche anno nei televisori e che nel 2020 sarà disponibile per tutta la popolazione.

Contrariamente a quanto emerso in alcuni articoli di stampa, spiega il ministero dello Sviluppo economico, la tecnologia T2-HEVC sarà introdotta solo nel 2022 quando nello switch off saranno coinvolte tutte le emittenti nazionali. Per quella data si prevede che il naturale ricambio dei televisori con le nuove tecnologie avviato con 5 anni e mezzo di anticipo sarà sufficiente a garantire la transizione senza particolari problemi per le famiglie. In ogni caso, nella legge di stabilità 2018 é stato previsto un costante monitoraggio della diffusione dei televisori di nuova generazione tra le famiglie e sono stati previsti incentivi per 25 milioni di euro all'anno per quattro anni, dal 2019 al 2022, al fine di agevolare e accelerare il processo di ricambio così da garantire nel 2022 a tutta la popolazione le televisioni con la nuova tecnologia.

Come si ricorderà la Commissione europea, per favorire lo sviluppo del 5G, ha fissato al 2020 per tutta Europa lo swicth off per la liberazione della banda 700 prevedendo la possibilità per gli Stati membri di arrivare al 2022 per completare il percorso. L'Italia ha scelto di arrivare al 2022 anche per garantire il naturale ricambio dei televisori, tenendo conto che, a differenza di altri paesi, la TV è utilizzata principalmente tramite digitale terrestre. Coloro che non possiedono una TV compatibile dovranno cambiarla o acquistare un decoder, in modo simile a quanto avvenne per il passaggio da analogico a digitale. Dal 1° gennaio 2017 tutte le TV vendute in Italia devono integrare un decoder DVB-T2 con supporto al codec H.265/HEVC e possono sintonizzare qualsiasi altra tipologia di trasmissione che utilizza i precedenti e gli attuali standard.





Via: ANSA

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