venerdì 17 marzo 2017

Check Point, WhatsApp e Telegram: foto per hackerare account web


L’ultima falla scoperta nei popolari servizi di messaggistica consentiva agli hacker di avere il controllo completo di account, chat, immagini, file audio e video e contatti. I ricercatori di Check Point® Software Technologies Ltd. (NASDAQ: CHKP) hanno scoperto una nuova vulnerabilità nelle piattaforme online di WhatsApp & Telegram (WhatsApp Web e Telegram Web), due dei più popolari servizi di messaggistica del mondo. Sfruttando questa vulnerabilità, gli hacker potrebbero prendere il controllo completo sugli account e accedere alle conversazioni personali e di gruppo delle vittime, alle foto, ai video e agli altri file condivisi, alla lista dei contatti e molto altro ancora.

Nelle ultime versioni è stato adottato un sistema di crittografia che però è alla base della nuova falla. “Questa nuova vulnerabilità espone centinaia di milioni di utenti WhatsApp Web e Telegram Web al rischio di vedersi sottrarre il proprio account”, ha dichiarato Oded Vanunu, head of product vulnerability research presso Check Point. “Inviando semplicemente una foto dall’aspetto innocente, un utente malintenzionato potrebbe ottenere il controllo sull’account, accedere alla cronologia dei messaggi, a tutte le foto che sono state condivise, e inviare messaggi per conto dell’utente”. La vulnerabilità consente a un utente malintenzionato di inviare alla vittima del codice malevolo, nascosto all’interno di un’immagine dall’aspetto innocente.

Non appena la vittima clicca sull’immagine, l’hacker può ottenere il pieno accesso ai dati archiviati dall’utente WhatsApp o Telegram, avendo così il controllo dell’account della vittima prescelta. L’hacker può quindi inviare file malevoli ai contatti della vittima, creando potenzialmente un attacco diffuso. Check Point ha comunicato queste informazioni ai team di sicurezza di WhatsApp e Telegram l’8 marzo 2017. WhatsApp e Telegram hanno rilevato il problema di sicurezza e sviluppato una correzione per i client Web a livello globale. “Fortunatamente, WhatsApp e Telegram hanno risposto in modo rapido e responsabile e hanno rilasciato una mitigazione contro lo sfruttamento di questa falla in tutti i client web”, ha aggiunto Oded Vanunu.


Gli utenti di WhatsApp Web e Telegram Web che desiderano essere sicuri di usare la versione più recente dell’app devono riavviare il browser. WhatsApp e Telegram utilizzano la crittografia end-to-end come misura di sicurezza dei dati, per garantire che solo le persone che stanno comunicando possano leggere i messaggi e nessun altro nel mezzo. Ed è proprio la crittografia end-to-end a essere all’origine di questa vulnerabilità. Poiché i messaggi vengono crittografati dal lato del mittente, WhatsApp e Telegram non potevano vederne il contenuto, ed erano dunque incapaci di impedire l’invio di messaggi malevoli. Dopo aver risolto questa falla, il contenuto viene ora convalidato prima della crittografia, consentendo quindi di bloccare i file dannosi.

Entrambe le versioni web sono una sorta di mirror di tutti i messaggi inviati e ricevuti dall’applicazione mobile e sono completamente sincronizzati con i dispositivi degli utenti. WhatsApp conta oltre 1 miliardo di utenti in tutto il mondo, ed è il più diffuso servizio di messaggistica disponibile oggi. La versione web dell’app è disponibile su tutti i browser e le piattaforme supportate da WhatsApp, tra cui Android, iPhone (iOS), Windows Phone 8.x, BlackBerry, BB10 e smartphone Nokia. Telegram è un’app di messaggistica cloud-based mobile e desktop che conta oltre 100 milioni di utenti mensili attivi, che inviano oltre 15 miliardi di messaggi al giorno. Per ulteriori dettagli tecnici, è possibile consultare il blog di Check Point: http://bit.ly/2mzoyPM.

Nel mese di settembre 2015, Check Point rivelò un’altra grave vulnerabilità in WhatsApp Web, che consentiva agli hacker di inviare agli utenti una vCard apparentemente innocente e che invece conteneva del codice dannoso. Tutto quello di cui il malintenzionato aveva bisogno era il numero di cellulare associato all’account preso di mira. In alcuni casi addirittura era possibile acquisire il pieno controllo del sistema terminale. Una volta che Check Point divulgò la vulnerabilità di WhatsApp, fu anche in quel caso immediatamente risolta dalla società. Per proteggersi è buona prassi non aprire file sospetti e link provenienti da utenti sconosciuti. Per ulteriori informazioni su Check Point e consigli, visitare https://www.checkpoint.com/




Fonte: Team Lewis

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