domenica 3 gennaio 2016

Anonymous: attentato Isis sventato a Firenze, Polizia non conferma


Avrebbe dovuto verificarsi a Firenze l'attentato dell'Isis che sarebbe stato sventato da Anonymous. È lo stesso gruppo di hacker che, dopo il video del 28 dicembre, lo afferma in un nuovo videomessaggio. Fonti investigative, come riporta l'Ansa, affermano che i riscontri fatti fino ad ora su tale ipotesi hanno dato esito negativo. Il 28 dicembre Anonymous aveva fatto sapere nel suo videomessaggio di aver sventato un attentato dello Stato islamico in Italia, ma senza indicare la località in cui doveva verificarsi e annunciando "maggiori dettagli presto in un video", che ha reso noto giovedì 31 dicembre. L'obiettivo indicato era il capoluogo toscano, da colpire entro Capodanno.

Dunque Anonymous ha subito tentato di impedire questo attacco. L'annuncio degli attivisti è stato fatto con un videomessaggio diffuso su Vimeo e con un comunicato pubblicato su Pastebin. "Il giorno 25 dicembre 2015 - rende noto il collettivo - abbiamo ricevuto una segnalazione relativa un profilo twitter collegato ai vertici dell'Isis, dove era in corso una prima comunicazione su un possibile obbiettivo italiano già stabilito e apparentemente pronto per essere colpito. Questo breve messaggio privato in quel momento indicava che Firenze sarebbe stato un obbiettivo entro capodanno, dunque Anonymous si è subito attivato per tentare di sventare questo attacco, che comunque risultato reale o falso non può essere sottovalutato tenendo conto dei soggetti che ne stavano parlando". 


"Per questo motivo abbiamo inscenato una talpa all'interno dello Stato islamico sfruttando lo stesso account accreditato e facendo credere che qualche fratello infedele ad Allah avrebbe comunicato agli italiani il giorno del giudizio di dio, così impedendo che questo attacco venisse attuato. Anonymous - continua il comunicato - agisce dietro un computer, non imbraccia armi e non tollera la violenza, non cerca fama e potere, non dobbiamo dare conto a forze di polizia e governi. Il nostro compito è quello di impedire le comunicazioni tra i terroristi e disturbare i loro piani, anche se questo può comportare rischiare la propria vita. [...] #OpParis non si fermerà, noi non ci fermeremo, siamo uniti e continueremo ad esserlo a discapito di chi crede o meno nei nostri valori [...]".


Fonti investigative hanno affermato che i riscontri finora fatti in proposito hanno dato esito negativo, così come gli accertamenti sull'account twitter dal quale sarebbe partito il messaggio che avrebbe messo sulle tracce gli hackivisti di Anonymous, anche se la Polizia Postale continua a monitorare la rete. Le stessi fonti investigative sottolineano tuttavia possibile essersi imbattuti in rete in una conversazione tra jihadisti che pianificavano attacchi, ma, in occasione del videomessaggio del 28 dicembre, avevano già definito "difficile e pericoloso, il fatto che il collettivo abbia iniziato un'operazione ad alto impatto, sotto copertura, pericolosa perché dal finale incerto". Un'operazione azzardata che, secondo gli investigatori, non sembrerebbe appartenere al modus operandi di Anonymous.

La notizia, inizialmente ripresa dal Daily Mail e poi da altri quotidiani francesi e inglesi era stata confermata da uno dei portavoce italiani di #OpParis all'agenzia Ansa. Per ricostruire la vicenda Repubblica.it ha sentito l'anon chiamato "X", all'origine della diffusione del tweet di avvertimento: "In this month we are working in silence. We have already foiled 1 attack #Isis against #Italy, we hope to block others. #OpParis #Anonymous". E la ricostruzione fornita è parsa plausibile visti gli screenshot pubblicati ma finora non è stata possibile una verifica su fonti incrociate. La comunità degli Anon che ha dato vita alla controffensiva contro i terroristi dopo le stragi parigine del 13 novembre inizialmente non aveva voluto confermare la soffiata e perfino "X" era finito nel mirino dai canali di comunicazione del collettivo attivista.



Via: MET

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