sabato 28 marzo 2015

Ora legale: risparmio per 90 milioni e disagi emotivi per 15% italiani


Durante il periodo di ora legale, che partirà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, con lo spostamento delle lancette degli orologi un’ora in avanti, Terna prevede, nei prossimi 7 mesi, un risparmio complessivo dei consumi di energia elettrica pari a 555,8 milioni di kilowattora. Si tratta di una quantità di energia corrispondente al fabbisogno annuo medio di circa 200 mila famiglie. In termini economici, considerando che un kilowattora costa in media al cliente finale circa 16,21 centesimi di euro al netto delle imposte, la stima del risparmio economico relativo all’ora legale per il 2015 è pari a circa 90 milioni di euro.

Dal 2004 al 2014 il risparmio energetico complessivo del Paese è stato di circa 6 miliardi e 720 milioni di kilowattora, pari ad un valore economico di circa 990 milioni di euro. Nel periodo primavera-estate, il mese che segna il maggior risparmio energetico stimato è Aprile, con 144,2 milioni di kilowattora (pari al 26% del totale). In autunno, invece, il primato va al mese di Ottobre con 147,4 milioni di kilowattora risparmiati. Ciò è dovuto al fatto che Aprile ha giornate più “corte” in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell’intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un’ora, quindi, si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. 

Nei mesi estivi, da giugno ad agosto, invece, poiché le giornate sono già più “lunghe” rispetto ad aprile, l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità. Va inoltre ricordato che la maggiore richiesta di energia elettrica nei mesi estivi più caldi è dovuta all’utilizzo dei condizionatori d’aria, ed è quindi indipendente dall’ora legale, poiché legata esclusivamente a fattori climatici e di temperatura e non al maggior numero di ore di luce naturale. 

Dalla homepage del sito Terna, www.terna.it, è visibile la “curva di carico”, che rappresenta l’andamento del consumo di energia elettrica in Italia in tempo reale. L’ora solare verrà ripristinata nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2015. Per il Codacons è un cambiamento che non trova tutti favorevoli. “Circa l'80% dei cittadini italiani, infatti - afferma il Codacons -, accoglierebbe con favore una eventuale abolizione del passaggio da ora solare a ora legale, e preferirebbe mantenere tutto l'anno l'ora legale. Questo perchè il passaggio da un orario all'altro comporta conseguenze per l’uomo e non è immune da svantaggi”. 

Per tale motivo il Codacons chiede di abolire l'ora solare, mantenendo tutto l'anno l'orario legale. “Sono numerosi gli ‘effetti collaterali’ legati allo spostamento delle lancette in avanti - afferma il Codacons - innanzitutto si registra nell'essere umano una sorta di ‘jet lag’ che produce un'alterazione dei ritmi cardiaci, effetto che dura mediamente sei giorni a partire dal cambio d'orario. Seguono poi stress, stanchezza, spossatezza, inappetenza, problemi d’umore e difficoltà di concentrazione. Per non parlare dei disagi legati all'aggiustamento dell'orario: aggiornamenti sistemi informatici, orari dei treni, termostati temporizzati, dvd, agende elettroniche, radiosveglie, orologi nelle auto, problemi nelle transazioni finanziarie ecc.” 

Col ritorno dell’ora legale tornano anche disagi emotivi e psicofisici che colpiranno il 15% degli italiani, ovvero più di 9 milioni. Affaticamento, irritabilità, emicrania e insonnia, sono i principali sintomi dello spostamento delle lancette un' ora avanti. Almeno secondo quanto riferito dagli esperti dell' Università La Sapienza di Roma. Neanche i bambini saranno risparmiati. Secondo Codacons un bambino su 2 accuserà disturbi del sonno a causa dell’ora legale. I sessanta minuti di sonno in meno saranno quindi estremamente deleteri per la salute degli italiani e gli effetti negativi colpiranno sia i “gufi”, le persone che prediligono coricarsi alle ore piccole, sia le “allodole”, i mattutini che amano godersi le prime ore di luce del giorno.

Secondo lo psichiatra Michele Cucchi, direttore Sanitario del Centro Medico Sant'Agostino di Milano, ad influire sui processi fisici e mentali è la cronobiologia, una branca della biologia che studia i fenomeni ciclici negli organismi viventi e il loro adattamento ai relativi ritmi solare e lunare. “Le attività ormonali e cerebrali che regolano il sonno e le malattie dell’umore - ha spiegato l’esperto - sono contraddistinte da una ritmicità periodica, determinata dal susseguirsi dei giorni, delle stagioni e degli anni. A dimostrare questo processo esistono molte teorie derivate da evidenze scientifiche, che indicano la depressione come malattia tipica dei ritmi biologici”.  I disagi sarebbero dovuti alle variazioni della quantità di luce che assorbiamo nell’arco di una giornata.




Fonti: Terna | Codacons

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