domenica 1 marzo 2015

Cyberbullismo, progetto teatrale itinerante di Polizia e Baci Perugina


E' partita da Cagliari una suggestiva rappresentazione teatrale sul delicato tema del cyberbullismo che va ad integrarsi con la campagna educativa itinerante di “Una vita da social” alla sua 2^ edizione. Ancora una volta la Polizia di Stato scende in campo, questa volta con un marchio storico come Baci Perugina, con un solo grande obiettivo: “rendere la rete sempre più sicura per evitare che i gravissimi episodi di cronaca culminati con il suicidio di alcuni adolescenti ed il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto della rete”, possano ripetersi.

Lo storico Bacio Perugina, che deve il suo successo all’importanza di un messaggio d’amore contenuto al suo interno, sposa la campagna educativa itinerante di “Una Vita da Social” della Polizia di Stato con la rappresentazione teatrale “Like-Storie di vita online”. L’obiettivo dello spettacolo, infatti, è quello di prevenire episodi di cyberbullismo, attraverso un’opera di responsabilizzazione in merito all’uso della “parola”. “Baci Perugina, da sempre icona del messaggio d’amore - afferma Manuela Kron, Direttore Corporate Affairs del Gruppo Nestlé in Italia - è lieta di essere parte attiva all’interno della campagna per sostenere il proprio messaggio contro gli atti e le parole offensive che circolano in rete ma non solo”. 

Il tour teatrale farà tappa nelle principali città italiane – Cagliari, Milano, Perugia, Torino, Roma, Firenze, Palermo, Padova, Ravenna, Bari – e ha avuto inizio il 26 febbraio a Cagliari presso l’Auditorium del Conservatorio Giovanni Pierluigi da Palestrina. Lo spettacolo ha preso spunto da una drammatica vicenda di cronaca avvenuta a Roma il 20 novembre 2012, quando il quattordicenne Andrea Spezzacatena, studente di liceo, si tolse la vita all’interno della propria abitazione. Solo in un secondo momento la famiglia scoprì che Andrea era stato vittima di pesanti attacchi alla sua persona tramite un social network e accusato di essere gay e conosciuto con l’appellativo “il ragazzo dai pantaloni rosa”. 

Durante lo spettacolo, dedicato agli studenti delle scuole, l’autore ha fatto capire l’importanza delle parole in tutte le sue sfumature attraverso filmati, letture, musiche e testimonianze dirette. “Like-Storie di vita online” non lancia accuse e non intende processare alcuno – afferma Luca Pagliari, autore dello spettacolo – è impossibile stabilire quale peso abbiano avuto le frasi terribili rinvenute in varie chat, sulla scelta compiuta da Andrea. La nuda cronaca offre però spunto per avviare importanti considerazioni sul peso delle parole, sul loro valore e sulla loro potenza. Sulle nostre responsabilità, sul senso profondo della diversità.” 

In occasione dello spettacolo, Baci Perugina ha coinvolto tutti gli studenti facendoli diventare interpreti di frasi con un messaggio d’amore, trasformandoli in cartigli virtuali da far vivere sui social network. Questo per dimostrare che un uso positivo della rete è fondamentale e la sensibilizzazione diventa di primaria importanza. Tramite l’hashtag #UNAPAROLAEUNBACIO da condividere sul canale Twitter Baci Perugina (@baciperugina) e la pagina Facebook Una vita da social, i ragazzi delle scuole hanno postato le loro frasi e condividerne contenuti. 

“Questa ulteriore iniziativa – dichiara Antonio Apruzzese Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni – vuole riprodurre i comportamenti di prevaricazione e violenza operati sulla rete e non solo, per far riflettere i ragazzi su quanto sia dirompente e drammatico per chi lo subisce. Va anche detto – continua Apruzzese - che dopo gli incontri di sensibilizzazione nelle scuole sono aumentate in maniera esponenziale le segnalazioni e le denunce da parte di minori nei confronti di altri coetanei per soprusi subiti.”

“Ciò a significare – conclude Apruzzese - l’effetto prodotto nei ragazzi che hanno acquisito maggiore consapevolezza e coraggio nel rappresentare le proprie situazioni di disagio.” Trecento i casi di cyberbullismo segnalati alla Polizia Postale e delle Comunicazioni nel 2014, il doppio dell’anno precedente, trenta i minorenni denunciati all’Autorità Giudiziaria per aver diffuso immagini pedopornografiche sul web, aver perseguitato, diffamato e molestato coetanei, usando i nuovi media. Link utili: http://www.poliziadistato.it/http://www.nestle.it/http://www.interno.gov.it/it. Di seguito un prospetto riassuntivo dei dati per l’anno 2014:





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