sabato 28 febbraio 2015

Terrorismo: Anonymous, nostro obiettivo è eliminare Isis da Internet


"Vogliamo tagliare fuori da internet chiunque sia minimamente interconnesso con l'Isis: questo è il nostro obiettivo. Nelle ultime due settimane abbiamo cancellato 2000 profili jihadisti su Facebook e Twitter": queste le parole del collettivo Anonymous in un'intervista esclusiva rilasciata a Servizio Pubblico, il programma condotto da Michele Santoro, andato in onda giovedì scorso su La7 alle 21.10. "Avete trovato account italiani associati allo Stato islamico?", ha chiesto la giornalista Francesca Di Stefano. "Si legge di un italiano tra le loro fila, ma è soltanto una voce non confermata", è la risposta di Anonymous.

E' la prima volta - scrive AskaNews - che gli hacktivisti mascherati accettano di parlare con una trasmissione della tv italiana. Gli hacker di Anonymous continuano l'attacco in rete contro i jihadisti dell'Isis, l'azione iniziata dopo gli attentati a Parigi. "Per troppo tempo in passato avete usato Internet come un importante vettore per la vostra propaganda. Noi abbiamo visto i vostri giornali, video, registrazioni su molte piattaforme. Internet è per la libertà di parola, non per l'odio. Voi avete attirato la nostra attenzione eseguendo di recente azioni indirizzate a tutto il mondo. Questo compreso uccidere persone innocenti, anche diversi musulmani in nome di Allah". 

È quanto riporta un post sul blog di Anonymous Italia. I musulmani sono le prime vittime di questi vostri folli gesti. Non possiamo nemmeno parlare di voi come barbari. I barbari almeno avevano un obbiettivo. Non abbiamo paura, siamo arrabbiati, siamo determinati e non torneremo indietro per via delle vostre minacce. Le legioni aumentano, sono organizzate, identificano, fanno cadere e riportano in questo momento la vostra propaganda in tutto il mondo in tutte le lingue - prosegue il testo -. Noi siamo liberi, nessuno ci dice cosa pensare. Noi siamo uno, noi siamo uniti. Noi siamo legione. Noi siamo determinati a portare a termine questo compito a tutti i costi".


"In realtà un team internazionale di hacker: dell'Asia Orientale, del vicino Oriente, dell'Europa Occidentale e dell'America ha unito le forze insieme ad Anonymous. Noi abbiamo trovato la più grande propaganda nella vostra causa, coloro che sono coinvolti in questi messaggi saranno incorniciati - precisa il post di Anonymous -. Noi siamo un'idea e non potete uccidere ciò che non vive. Il lavoro è iniziato. Molti dei vostri siti web sono ora down e abbiamo identificato i vostri programmatori principali. Tutta la vostra rete è down. Insieme a molti dei vostri account twitter, profili facebook e di altri social network che utilizzate per la propaganda sono down". 

"Questo è solo l'inizio. Noi siamo determinati. Internet non è per la vostra propaganda. Tick, Tock. Tick e Tock. Il tempo è scaduto. Jihadisti, stiamo arrivando. Vi stiamo chiudendo su voi stessi. Questo è l'inizio della fine", conclude il comunicato. Secondo quanto riporta ANSA, smantellata in Spagna una rete che reclutava "foreign fighters" per l'Isis, nel corso di un'operazione della Guardia civile che ha portato all'arresto di quattro persone a Melilla, a Barcellona e a Girona (Catalogna). Secondo fonti del ministero degli Interni, uno degli arrestati gestiva una comunità virtuale in internet, dove editava materiale propagandistico jihadista: pagina Web che è arrivata ad avere oltre un migliaio di follower.

Dalle indagini, si legge su El Periodico, è emerso che interagivano in Facebook con una piattaforma internet amministrata da Melilla. Nella rete sociale, avevano contatti con fautori del fondamentalismo islamico anche in America Latina e altri paesi come Belgio, Francia, Pakistan, Marocco, Arabia Saudita, Stati Uniti, Turchia e Tunisi. Due degli arrestati si dedicavano al reclutamento di donne che, dopo l'indottrinamento, finivano con l'integrarsi nell'Isis. L'attività di reclutamento non si limitava all'ambito virtuale, ma si svolgeva anche in riunioni private a domicilio, dove venivano mostrati video più attuali dell'Isis, per captare combattenti da inviare nelle zone di conflitto.




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