sabato 20 dicembre 2014

Sony ritira dal mercato il film The Interview dopo attacchi e minacce


Sony Pictures (NYSE:SNE) ha ceduto alle pressioni degli hacker che avevano attaccato il suo sistema informatico e ritirerà dal mercato il film The Interview, la pellicola che ironizza sul regime dittatoriale nordcoreano e sul suo leader Kim Jong-Un. Cancellata non soltanto la data di uscita di Natale, ma anche ogni progetto d'uscita in tv on-demand o con l'home video. La decisione della Sony è arrivata mercoledì scorso, dopo la minaccia di un attentato terroristico tipo 11 settembre contro le sale che avessero deciso di proiettare la pellicola. E il presidente degli Stati Uniti Barack Obama avverte: "È stato un errore ritirare il film".

Gli hacker che hanno rivendicato l'attacco si definiscono i Guardians of Peace o #GOP (Guardiani della Pace). L'FBI ha riferito che il governo degli Stati Uniti ha la prova che la Corea del Nord sta dietro l'attacco. Ma la Corea del Nord ha negato di avere legami con gli attacchi dei pirati informatici. Sony, nel frattempo, ha detto di non avere ulteriori piani per l'uscita del film. "Siamo profondamente addolorati per questo sforzo sfacciato di sopprimere la distribuzione di un film, e nel processo, facciamo un danno alla nostra società, ai nostri dipendenti e al pubblico americano", ha detto un portavoce di Sony in un comunicato. 

Il presidente Obama ha definito un "errore" la decisione di Sony di ritirare la sua pellicola, in seguito alle minacce di terrorismo. "Non possiamo avere una società in cui qualcuno a causa di un dittatore si possa iniziare a imporre la censura qui negli Stati Uniti", ha detto il presidente nella sua conferenza stampa di fine anno. "Sono apprezzabili le preoccupazioni della Sony, ma, avrei voluto che avessero parlato prima con me. Gli hacker anno causato un sacco di danni e risponderemo. Risponderemo proporzionalmente, risponderemo in un luogo, tempo e modi che sceglieremo", ha aggiunto il presidente.

Reagendo alle parole del presidente Obama, il CEO di Sony Pictures Michael Lynton, ha detto: "In primo luogo, sono rimasto sorpreso dall'osservazione. Ma credo che in realtà il presidente e io la pensiamo allo stesso modo. Siamo ovviamente entrambi forti sostenitori del Primo Emendamento". Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti ha respinto la minaccia terroristica è la bollata come "mancante di credibilità". In precedenza venerdì, l'FBI ha detto di avere informazioni sufficienti per confermare che la Corea del Nord sta dietro l'hacking di Sony Pictures. L'hack ha causato gravi ripercussioni alla Sony.

Tra i dati rubati sono state rese pubbliche anche alcune email imbarazzanti inviate dai suoi dirigenti. E' raro che gli Stati Uniti accusino pubblicamente i paesi sospettati di un coinvolgimento in cyber intrusioni. Ma le azioni del malware contro Sony hanno notevoli somiglianze con quelle degli attacchi alle banche della Corea del Sud e media l'anno scorso. Gli esperti di sicurezza non sono mai riusciti a individuare questi hacker. La Corea del Nord ha negato le accuse sul suo coinvolgimento. "Il nostro Paese non ha alcun legame con questi hacker" ha dichiarato il consigliere politico di Pyongyang all'Onu, Kim Song.




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