venerdì 15 agosto 2014

Tlc: Antitrust indaga su servizi sms a pagamento di Tim e Vodafone


Prima offerti gratis dalle due compagnie, ora sono a pagamento. Per il roaming che scende, un servizio che sale. Dopo le polemiche da parte dei consumatori, ora arriva anche l'Antitrust. Nel mirino dell'Agcom le modifiche introdotte da Tim e Vodafone per i servizi informativi di chiamata. L'Authority ha avviato una verifica per assicurare che l'introduzione di un pagamento per i servizi informativi di chiamata "LoSai" e "ChiamaOra" di Tim e "Chiamami" e "Recall" di Vodafone, adesso a pagamento, avvenga senza arrecare pregiudizio agli utenti.

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha avviato una verifica, per quanto di competenza, volta ad assicurare che l’introduzione di un pagamento per i servizi informativi di chiamata - "LoSai" e "ChiamaOra" di TIM (1.90 euro/quadrimestre prepagate; 0,48 euro/mese abbonamenti) e "Chiamami" e "Recall" di Vodafone (0,06 euro/giorno di utilizzo solo prepagate consumer), offerti gratuitamente fino al 11 agosto u.s. per TIM e fino al 21 luglio u.s. per Vodafone - avvenga senza arrecare pregiudizio agli utenti. 

I servizi entrano in funzione quando il cellulare è spento o non raggiungibile e inviano un Sms che segnala chi ha contattato l'utente. A seguito delle audizioni svolte agli inizi di luglio u.s., spiega un nota, l'Agcom ha chiesto ed ottenuto l’adozione, da parte dei due operatori, di misure aggiuntive di trasparenza a tutela degli utenti. In particolare, per scongiurare addebiti inconsapevoli agli utenti che non abbiano letto il messaggio SMS informativo inviato dall’operatore per avvertire della modifica, gli operatori hanno adempiuto all’impegno di: 

a) richiamare l'informativa sulla manovra nella homepage dei siti web degli operatori; b) pubblicare nuovamente l’annuncio relativo alla manovra su quotidiani di rilevanza nazionale; c) modificare il messaggio informativo inviato ad ogni fruizione del servizio informativo di chiamata, per renderne più chiara l’onerosità. Si fa presente che i servizi in questione possono essere disattivati in qualsiasi momento contattando il proprio operatore, seguendo le istruzioni dell’albero di navigazione (IVR- Interactive Voice Response) del numero di assistenza clienti oppure quelle presenti nell’area di “self-caring” del sito web del gestore. 

L'istruttoria - conclude l'Agcom - prosegue per verificare, in concreto, gli effetti della manovra e la relativa coerenza con le disposizioni del Codice delle comunicazioni elettroniche poste a presidio dei diritti di consumatori ed utenti, oltre che per limitare il contenzioso tra questi operatori e gli utenti inconsapevoli che chiedano il riaccredito degli importi addebitati per tali servizi. Naturalmente il costo può essere evitato: i gestori hanno informato i loro singoli clienti della variazione e in questi avvisi ci sono anche le indicazioni su come disattivare il servizio. 

Adesso l’Antitrust ha circa cinque mesi di tempo per chiudere l’istruttoria e valutare se sanzionare le aziende. TIM e Vodafone hanno già avvisato gli utenti, naturalmente via sms, fornendo anche le informazioni su come disdire il servizio, senza alcun aggravio. Per TIM, ricorda Federconsumatori, gli utenti possono contattare il 119 o il 40920, mentre gli utenti di Vodafone il 42070 o il 42592 e chiedere all’operatore di disattivare i servizi di cui non intendono usufruire. La disattivazione, sottolinea Federconsumatori, deve essere effettuata dalle compagnie telefoniche completamente gratis.


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