domenica 18 maggio 2014

Trovati in Patagonia resti fossili del dinosauro più grande del mondo


Gli scienziati hanno annunciato che sono state trovate le ossa del dinosauro più grande mai rinvenuto. Non ha ancora un nome anche se potrebbe essere Titanosauro, ma è già famoso. Si tratta del più grande dinosauro mai scoperto, o forse del più grande animale ad aver mai solcato la Terra di cui si abbia notizia: un sauropode di 40 metri di lunghezza, 20 metri di altezza e 77 tonnellate di peso, di cui sono stati ritrovati i resti in un campo a 250 chilometri da Trelew, nella Patagonia argentina

È stato un contadino locale, Aurelio Hernandez, che si è imbattuto per primo con un osso che gli è parso strano, mentre percorreva un terreno noto come La Flecha. La proprietaria, Alba Mayo, racconta che "ci siamo messi subito in contatto con il Museo Egidio Feruglio, e poco dopo hanno iniziato gli studi tecnici. La prima campagna di scavo è iniziata nel gennaio dell'anno scorso". A condurla è stato un gruppo di paleontologi del museo argentino, che si trova a Trelew, a circa 250 chilometri dal sito del ritrovamento. 

Il dinosauro precedente che detiene il record per dimensione era l'Argentinosaurus, scoperto nel 1987 nella provincia di Neuquen, a nord di Chubut. Il contadino che lo aveva trovato pensò che  l'osso della gamba fosse un albero pietrificato così non è stato identificato nella letteratura scientifica fino al 1993. Il peso del sauropode è stato originariamente stimato in 100 tonnellate, ma è stato successivamente rivisto a soli 70 tonnellate. Era lungo 35 metri e pesava tra le 80 e le 100 tonnellate.

"Quando ci siamo messi a scavare per estrarre un osso che sapevamo era un femore (lungo quando un uomo) siamo rimasti sorpresi dalle sue dimensioni: era il più grande che avessimo mai visto per questo tipo di animale", ha riferito José Luis Carballido, uno dei responsabili dello scavo, aggiungendo che "la sorpresa è andata aumentando quando siamo andati avanti con il lavoro". I ricercatori, infatti, hanno scoperto costole, ossa del bacino, una coda completa, un omero completo.


"Abbiamo capito che erano animali enormi, erbivori che mangiavano e si muovevano in gruppo", ha spiegato Carballido. Per peso e dimensioni, il nuovo dinosauro batterebbe di sette chilogrammi il record detenuto dall'Argentinasauro, il più grande dinosauro finora conosciuto. Per avere un'idea delle dimensioni, hanno detto i ricercatori, basti pensare che il dinosauro appena scoperto "è lungo come due tir con il rimorchio, uno dietro l'altro, e pesa come 14 elefanti africani".

I resti del dinosauro sono stati ritrovati in una formazione geologica nota come il Gruppo Chubut - dal fiume che ha dato anche il nome al Chubutisaurius, un altro sauropode scoperto in quella stessa regione nel 1965 - che secondo i paleontologi appartiene al periodo Cretacico (o Creatceo) superiore, cioè al periodo compreso fra 90 e 100 milioni di anni fa. I paleontologi pensano che faccia parte di un gruppo eterogeneo di dinosauri sauropodi, caratterizzati dai loro colli lunghi e la coda e le piccole teste.

Secondo Carballido, si tratta di una delle cinque scoperte più importanti degli ultimi 20 anni nel campo della paleontologia, perché tranne per il cranio è stato ricostruito tutto lo scheletro della specie, "il che ci permetterà di rispondere a molte domande che ci facciamo e conoscere per prima volta e con esattezza questioni legate con l'anatomia e la morfologia di animali di queste dimensioni". Il suo peso è stata stimato misurando la circonferenza del femore e dell'omero, nella coscia, che supportano il resto del peso dell'animale.

L'intero scheletro dell'animale è stato recuperato, e si pensa che gli altri  sei esemplari carnivori siano tra i 200 fossili trovati finora. Resta ora da trovare un nome per la nuova specie, che viveva nelle foreste della Patagonia tra i 95 e i 100 milioni di anni fa. Secondo gli scienziati argentini "deve descrivere la sua grandiosità e ricordare sia la regione sia i proprietari della fattoria che hanno trovato i primi resti". O forse potrebbe ricordare Aurelio Hernandez, il contadino che scoprì i primi resti ed è morto due anni prima che iniziassero gli scavi. 


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