lunedì 5 maggio 2014

Red Hat fornisce al CERN piattaforma per applicazioni mission-critical


Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato che il CERN, organizzazione europea per la ricerca nucleare, ha implementato Red Hat Enterprise Linux, Red Hat Enterprise Virtualization e i servizi Red Hat Technical Account Management per disporre di una piattaforma stabile e affidabile per applicazioni mission-critical. Il progetto comprende circa 600 server con Red Hat Enterprise Linux gestiti dal CERN presso il data center di Ginevra che svolge funzioni di database, application server, e backup e recovery.


Al CERN, Red Hat Enterprise Linux gestisce alcune delle applicazioni più critiche, compreso il Large Hadron Collider Logging Server e i sistemi centrali finanziario e delle risorse umane per il personale dell’ente e i suoi 11.000 utenti. Data la natura di queste applicazioni, la stabilità del sistema operativo è cruciale per un’operatività efficiente, un’esigenza soddisfatta dall’affidabilità e dall’alta disponibilità offerte da Red Hat Enterprise Linux. Al di là dell’uptime, Red Hat Enterprise Linux richiede un’attività di amministrazione minima e offre al CERN elevata flessibilità e ridotti tempi di implementazione per applicazioni e servizi chiave.

Oltre ad avvalersi di un’infrastruttura basata su Red Hat Enterprise Linux, il CERN dispone inoltre di Red Hat Enterprise Virtualization nel suo sofisticato esperimento LHCb, che si focalizza principalmente sull’identificazione delle differenze tra materia e antimateria. Un’infrastruttura IT stabile e affidabile, come quella fornita dalle soluzioni Red Hat, è critica per il laboratorio LHCb dato che supporta il controllo, la configurazione e il monitoraggio delle funzionalità di circa un milione di sistemi e processi, compresi i sensori di temperatura, i rivelatori e le unità di fornitura di energia, così come tutti i processi software.

L’infrastruttura è composta di server fisici two-socket ed è virtualizzata con Red Hat Enterprise Virtualization su blade server Dell M610 (con processori Intel Nahalem o Ivy Bridge con RAM da 96GB a 256GB per server) e una SAN Brocade FC8 con un sistema di storage di dati NatApp. L’infrastruttura è stata progettata per l’alta disponibilità e per essere completamente ridondante, funzionalità critica per il CERN dato che un downtime del sistema del controllo quasi sempre risulta in una perdita di dati. Al di là delle tecnologie cruciali fornite, la sottoscrizione Red Hat del CERN abilita l’organizzazione a trarre vantaggio dai servizi Red Hat Technical Account Management (TAM).

Grazie a questi, il CERN dispone di un tecnico dedicato che aiuta l’istituto a trarre il massimo vantaggio dall’investimento nelle soluzioni Red Hat, offrendo consulenza e supporto nei processi decisionali strategici e operativi. Cliente Red Hat di lunga data, il CERN si avvale anche di altre soluzioni. Per esempio, utilizza Red Hat JBoss Fuse, una piattaforma enterprise service bus (ESB) robusta e flessibile, per integrare applicazioni, dati, servizi e dispositivi. Basata su diffuse tecnologie open source, JBoss Fuse offre servizi per la trasformazione, il routing e le assegnazioni dei log.

“Apprezziamo la stabilità e la disponibilità delle soluzioni Red Hat”, commenta Tim Bell, group leader IT operating system and infrastructure services presso il CERN. “Si tratta di caratteristiche molto importanti per noi perché utilizziamo queste soluzioni in aree estremamente critiche in cui il supporto commerciale, la resilienza e l’affidabilità sono requisiti fondamentali”.

“Siamo molto soddisfatti del fatto che un istituto di ricerca così prestigioso come il CERN non solo abbia scelto le soluzioni Red Hat, ma che li utilizzi in aree così critiche della sua organizzazione. Nel caso di Red Hat Enterprise Linux è un’ulteriore conferma del successo della piattaforma nel supporto di applicazioni mission-critical, indipendentemente del loro scopo finale o composizione. Naturalmente speriamo in ulteriori collaborazioni con il CERN e siamo contenti di sapere che con le nostre soluzioni siamo in grado di contribuire a iniziative di ricerca così innovative”, conclude Leonard Bodmer, country manager Red Hat Switzerland.



Fonte: Axicom Italia

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