sabato 17 maggio 2014

Acqua trasformata in plasma con un depuratore che la rende potabile


Un depuratore rivoluzionario progettato in Cile, che trasforma l'acqua in plasma e in grado di eliminare tutti i virus e batteri. Dell'innovativo dispositivo di depurazione ne beneficeranno entro la fine dell'anno 10.000 famiglie di Haiti, Bolivia, Ghana e Chile. L'inventore cileno Alfredo Zolezzi ha brevettato un innovativo sistema per purificare l'acqua trasformandola in un plasma che uccide tutti i virus e i batteri in essa contenuti, rendendola potabile. Si tratta di uno strumento unico nel suo genere che, per la sua sperimentazione operativa, verrà installato nelle zone povere di Haiti, Bolivia, Chile e Ghana.

"In questa prima fase pilota - ha spiegato l'inventore - riteniamo di poter aiutare almeno 10mila persone; raccogliendo informazioni, misurando l'impatto, i costi e le prestazioni. Poi pian piano aumenteremo a 100mila persone ed entro la fine del prossimo anno avremo raggiunto centinaia di migliaia di persone". Il sistema, una volta a regime, potrà dare un importante contributo per affrontare il problema dell'approvvigionamento idrico in tutte quelle aree del pianeta in cui ancora manca l'acqua potabile; un problema che - si stima - colpisce 768 milioni di persone in tutto il mondo. 

"Senza depuratore abbiamo sempre problemi di salute con l'acqua, soprattutto allo stomaco - ha confessato questa donna - anche facendola bollire la situazione non migliora. Ma da quando stiamo provando questo sistema va molto meglio, l'acqua è cristallina e ha un buon sapore". La differenza con i più diffusi depuratori sta nel fatto che questi ultimi filtrano l'acqua mentre questo nuovo sistema la trasforma letteralmente in un nuovo stato della materia - il plasma appunto - distruggendo tutte le impurità, prima di farla tornare allo stato originale, completamente depurata. L'obiettivo è distribuire lo strumento in tutto il mondo entro il 2015.


Il dispositivo di Zolezzi accelera l'acqua attraverso una scossa elettrica. Il prodotto, un tubo lungo circa 30 centimetri, è alimentato da energia elettrica, ma si può anche alimentare da una batteria che soddisfa i requisiti specifici. Inoltre, lo scienziato ha detto che richiede pochissima energia e infrastrutture, le condizioni ideali per l'utilizzo in villaggi remoti e poveri. Zolezzi chiarisce dal suo laboratorio di innovazione che non intende fare soldi dalla sua scoperta, il suo obiettivo ora è quello di creare una partnership con importanti aziende e organizzazioni internazionali al fine di garantire che la tecnologia raggiunga i più bisognosi.

Prima di trasportare il depuratore per il mondo, Zolezzi ha testato le sue prestazioni con varie famiglie del campo di San José de Cerrillos, un quartiere povero di Santiago dove non c'era acqua corrente. "L'acqua veniva fuori sporca e dava molti problemi di salute, in particolare dello stomaco. Appena si serviva  acqua, ci si ammalava", ha detto a AFP Rosa Reyes Vargas, ex dirigente di quartiere del campo. "Il purificatore d'acqua era cristallino, lasciandola limpida e dal sapore ricco", ha aggiunto la donna, che da allora è stata trasferita, insieme ad altre famiglie in un quartiere edilizio sociale di Santiago. 

Rosita riconosce di essersi affezionata al dispositivo: "Era come una parte di me, come un bambino", dice del depuratore che ha trasformato la vita del loro villaggio, per tutti i bambini. "Sono quelli che soffrono di più, ci si ammala e si deve continuamente andare in bagno, ma che stanno soffrendo molto". E ora che Rosita non vive nel campo, le manca l'apparecchio. "Nella vita è meglio vivere senza luce, ma non con l'acqua, perché l'acqua è vita, è necessaria per vivere", ha sottolineato. Zolezzi ha anche progettato delle varianti del depuratore in modo che possano essere realizzati nelle future stampanti 3D.

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