giovedì 9 gennaio 2014

Sole: rinviato lancio Cygnus, aurore boreali ed effetti su traffico aereo


E' allarme per gli effetti di una gigantesca eruzione solare che stanno per raggiungere il Pianeta e potrebbero provocare perturbazioni nelle linee elettriche. La statunitense Orbital Science Corporation, dopo le preoccupazioni espresse dagli astronomi della National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) ha annunciato il rinvio del lancio della navicella senza equipaggio "Cygnus" per la prima missione di rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale "Alpha", inizialmente previsto per mercoledì 8 gennaio, a causa della forte attività solare.

L'eruzione solare infatti potrebbe causare un forte aumento dei campi magnetici in grado di danneggiare i sistemi elettronici della capsula: non è stata comunicata alcuna data per il lancio della Cygnus, che trasporta un carico di 1,4 tonnellate.  Se il meteo spaziale lo consentirà, Cygnus potrà partire giovedì alle 19:10 (ora italiana), per agganciare la Stazione Spaziale domenica a mezzogiorno. Cygnus è costruita in Italia dalla Thales Alenia Space per conto della società privata Orbital Science.

A causa dell'eruzione solare non si escludono, inoltre, fenomeni particolari come le aurore boreali. L'eruzione solare non pare invece disturbare l'equipaggio a bordo della Iss. Secondo quando riferito dalla Nasa, gli astronauti non sono interessati da questa ondata di particelle solari e non necessitano di particolari precauzioni.  Se il meteo spaziale lo consentirà, Cygnus potrà partire giovedì alle 19:10 (ora italiana), per agganciare la Stazione Spaziale domenica a mezzogiorno.


Per controllare comunque l'intensità delle radiazioni assorbite, ognuno dei sei occupanti della Stazione Spaziale indossa al polso un personale dosimetro. La Nasa inoltre, per maggior sicurezza, eviterà in questi giorni di far compiere agli astronauti delle attività esterne alla Stazione Spaziale". Martedì, segnala greenreport, una grande macchia solare è comparsa sul sole causando un getto (flare) osservato dal satellite americano Soho.

La macchia, chiamata AR1944 e larga più di 200.000 chilometri, ha prodotto un brillamento di classe X la più alta su una scala di 5 classi di potenza. Secondo l'agenzia federale Usa c'è un 60% di probabilità che il "flare" possa causare tempeste geomagnetiche in grado di minacciare il funzionamento di linee elettriche del Pianeta e soprattutto dei satelliti artificiali in orbita attorno alla Terra. Inoltre, le sue emissioni radio possono disturbare i sistemi gps, rendendoli meno accurati.

"I problemi possono sorgere anche per gli equipaggi e i passeggeri dei voli aerei che percorrono le rotte polari", spiega in un'intervista all'Ansa Marco Masserotti, dell'osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) di Trieste ed esperto di meteorologia dello spazio. "Essendo flussi di particelle ad alta energia, aumenta sensibilmente la dose di radiazioni che si assorbono durante il volo. Le compagnie aeree - prosegue l'esperto - tengono d'occhio questi bollettini e all'occorrenza possono adottare rotte alternative o, in casi estremi, possono anche rinviare le partenze".




Fonte: TMNews
Via: Meteo Web

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