giovedì 31 gennaio 2013

Eurora, supercomputer italiano spinto da Nvidia più ecologico al mondo



Un nuovo supercomputer entra a far parte dei sistemi di supercalcolo del Cineca: il supercomputer italiano Eurora, realizzato da Eurotech utilizzando gli acceleratori GPU NVIDIA. NVIDIA, Eurotech e Cineca annunciano che il supercomputer italiano Eurora, che utilizza gli acceleratori GPU NVIDIA ® Tesla ®, basati su NVIDIA Kepler ™ (la più veloce ed efficiente architettura al mondo per l'High Performance Computing HPC), ha stabilito un nuovo record d'efficienza energetica in ambito data center.

Il supercomputer Eurora, sviluppato e realizzato dall'italiana Eurotech, e installato presso il Cineca di Bologna, il centro di supercalcolo più importante d'Italia, ha raggiunto i 3.150 megaflop per watt di sustained performance (Linpack)1 - un valore migliore del 26% rispetto al sistema al vertice della più recente Green500 list, la classifica mondiale dei supercomputer più efficienti al mondo2

Eurora ha raggiunto il record combinando le elevate prestazioni e i bassi consumi energetici di 128 acceleratori GPU NVIDIA Tesla K20 con il supercomputer Eurotech Aurora Tigon, equipaggiato con l'innovativa tecnologia Aurora Hot Water Cooling, che utilizza il raffreddamento diretto ad acqua calda per tutti i componenti elettrici ed elettronici del sistema HPC.

A disposizione dei membri del Partnership for Advanced Computing in Europe (PRACE) e dei principali enti di ricerca italiani, Eurora permetterà agli scienziati di condurre i loro studi più rapidamente e arrivare a nuove scoperte in un ampio raggio di discipline, tra cui la scienza dei materiali, l'astrofisica, le scienze della vita e le scienze della Terra. 

"Le avanzate simulazioni computerizzate, che consentono agli scienziati di scoprire nuovi fenomeni e verificare le loro ipotesi, richiedono un'enorme potenza di calcolo, che può comportare elevati consumi energetici", ha dichiarato Sanzio Bassini, direttore del dipartimento HPC del CINECA, che ha poi concluso:

"Equipaggiato con l'ultra-efficiente sistema Aurora e con gli acceleratori GPU NVIDIA, Eurora offrirà ai ricercatori europei le risorse di calcolo necessarie per studiare sistemi fisici e biologici di ogni tipo e al contempo ci permetterà di mantenere il consumo energetico del data center e i relativi costi sotto controllo." 


Combinando le tecnologie delle GPU NVIDIA Tesla K20 con la tecnologia Aurora Hot Water Cooling di Eurotech, il sistema Eurora è più efficiente e compatto rispetto alle soluzioni tradizionali raffreddate ad aria. Sistemi HPC basati su architettura hardware EURORA, tra cui l'Aurora Eurotech Tigon, consentono potenzialmente di ridurre le bollette energetiche dei data center fino al 50% e ridurre il costo totale di proprietà (TCO) del 30-50%3

Inoltre, l'utilizzo della tecnologia of Aurora Hot Water Cooling riduce o elimina la necessità di condizionamento in climi tipicamente caldi come quello italiano. L'energia termica prodotta dal sistema, infatti, può essere utilizzato per il riscaldamento di edifici, per il condizionamento o per la tri-generazione, la produzione combinata di elettricità, riscaldamento e raffreddamento. 

"Gli Acceleratori GPU sono dal punto di vista energetico intrinsecamente più efficienti delle CPU, e gli acceleratori Tesla K20 ampliano considerevolmente questo divario", ha dichiarato Sumit Gupta, General Manger della Tesla accelerated computing business di NVIDIA, che ha poi proseguito:

"L'efficienza energetica è diventata l'elemento determinante della potenza di calcolo. Le GPU consentono ai sistemi dei data center di ogni dimensione - dai piccoli cluster ai futuri sistemi di classe-exascale- di raggiungere i loro obiettivi in termini di performance rimanendo all'interno di bilanci energetici sostenibili." 

Eurora è un "sistema prototipo" sviluppato per CINECA nell'ambito dell'iniziativa PRACE 2IP, volta a fornire infrastrutture di alta qualità e sostenibili per soddisfare le esigenze della comunità europea di utenti HPC. Eurotech è in grado di fornir anche una versione commerciale del supercomputer Eurotech Aurora Tigon. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Web di Eurotech www.eurotech.com

(1) Configurazione di sistema: Sistema Aurora Tigon a 64 nodi; 2 x Intel Xeon E5-2687W e 2 x acceleratori GPU NVIDIA K20 per nodo; Misurazione effettuata seguendo le procedure dettate dalle guideline Green500 e rilevate da misuratori calibrati con una versione customizzata di LINPACK. 

(2) Comparati al sistema Beacon del National Institute for Computational Sciences/University of Tennessee a 2.499 megaflops/watt. Fonte: http://green500.org/lists/green201211 
(3) Basati sulla comparazione tra data center di media dimensione raffreddati ad aria e a liquido con 1.800 nodi, ognuno dei quali equipaggiato con doppio processore Intel Xeon E5-2670 a 2.6 Ghz.


Fonte: Cineca

Human Brain Project, progetto per simulare funzionalità cervello umano


Arriva dall’Italia un forte contributo a una delle sfide più straordinarie della scienza moderna: mettere insieme tutte le conoscenze disponibili sul cervello umano, ricostruendo il suo funzionamento su avanzatissime piattaforme informatiche. L’obiettivo è trovare così le cure per le malattie degenerative del sistema nervoso, ma anche dar vita a supercomputer intelligenti. La Commissione Europea ha annunciato l’esito del bando FET, che raccoglieva proposte basate sulle ICT applicate a problemi sociali e scientifici, e ha comunicato il finanziamento a Human Brain Project (HBP). 

Al progetto - coordinato dal neuroscienziato Henry Markram dell’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna - partecipano ottantasette istituti di ricerca europei e internazionali. Tra questi l’Università di Firenze con il LENS (Laboratorio Europeo di Spettroscopia Non lineare), il Politecnico di Torino, l’Università di Pavia, l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Fatebenefratelli di Brescia e il Consorzio Interuniversitario CINECA di Bologna. 

Lo Human Brain Project è stato scelto, insieme a un’altra proposta (Graphene), in una lista di sei che sono state presentate tre anni fa e che hanno subito un severissimo vaglio da parte di un comitato di scienziati indipendenti. Il progetto prevede di raccogliere tutte le conoscenze scientifiche disponibili sul cervello umano su un solo super computer

Mettendo insieme le informazioni che i ricercatori hanno acquisito sul funzionamento delle molecole, dei neuroni e dei circuiti neuronali, abbinate a quelle sui più potenti database attualmente sviluppati grazie alle tecnologie ICT, l’obiettivo è costruire un simulatore dell’intera attività del cervello umano. Un modello con cento miliardi di neuroni permetterebbe di studiare possibili terapie per contrastare malattie quali Alzheimer, Parkinson, epilessia e schizofrenia. Il patrimonio di dati, messi a disposizione su piattaforme avanzate, sarà offerto agli scienziati di tutto il mondo: l’intenzione di Human Brain Project è di costruire l’equivalente del CERN per il cervello. 

Significativo il ruolo dei partner italiani del progetto: realizzare le immagini tridimensionali del Cervello (LENS/Unifi), immagazzinarle in un grosso computer per processarle a distanza (Cineca), simulare il funzionamento delle connessioni celebrali (UNIPV), trattare una grossa quantità di dati clinici e medici (IRCCS Fatebenefratelli) e realizzare strutture elettroniche che simulino i neuroni (POLITO). E' un "giorno importante per la scienza europea, per il posto dell'Europa nel mondo", ha affermato il commissario europeo incaricato delle Nuove tecnologie, Neelie Kroes.

Il finanziamento europeo appena assegnato coprirà la fase di lancio del progetto – circa 54 milioni di euro per 30 mesi – che ha la durata prevista di 10 anni, e richiederà un investimento complessivo di 1,19 miliardi di euro. “La presenza di gruppi di ricerca italiani in questo progetto finanziato dalla Commissione Europea è una conferma dell'eccellenza della ricerca scientifica nel nostro Paese – spiegano i ricercatori delle istituzioni coinvolte - la nostra partecipazione rappresenta inoltre l'opportunità per l'Italia di concorrere attivamente alla creazione di tecnologie innovative che porteranno il Paese ad alti livelli di competitività in Europa e nel mondo”. 

Il gruppo di biofotonica del Laboratorio Europeo di Spettroscopia Non-lineare (LENS) dell'Università di Firenze, guidato da Francesco Saverio Pavone, coordina il lavoro sull’imaging ottico dell’intero progetto Human Brain. In particolare, si occuperà di generare una mappatura completa dell’intera rete del cervello mediante tecniche innovative di microscopia ottica con risoluzioni molto superiori agli attuali sistemi di immagine (Risonanza Magnetica, TAC, PET, ecc.). 

Tali informazioni risulteranno essenziali per capire sia i meccanismi di funzionamento legati alla stessa struttura del cervello, che la natura di molte patologie, ed infine poter simulare entro il 2020 il cervello con un super computer dedicato, come previsto dal progetto bandiera. Il contributo del gruppo del Politecnico di Torino si inquadra nel filone di ricerca relativo alla progettazione di hardware neuromorfico, cioè sistemi elettronici di calcolo in grado di ripetere alcune delle funzionalità di base del cervello umano. 

In particolare, le ricerche svolte dal Politecnico si focalizzano sullo sviluppo di nuove soluzioni architetturali, componenti e dispositivi nanoelettronici, e le relative metodologie di progettazione automatica, che verranno utilizzati nel contesto della piattaforma di simulazione HBP al fine di migliorarne le prestazioni (quantità di dati trattabili, velocità e capacità di calcolo). Il gruppo dell’IRCCS Fatebenefratelli, Centro Italiano per l’Alzheimer e le malattie mentali, guidato da Giovanni Frisoni, si occuperà di rendere accessibili grandi set di dati raccolti in ampi studi epidemiologici mondiali. 

I dati relativi all’Alzheimer e alle altre malattie neurodegenerative verranno fatti correre sulla piattaforma neuGRID, un'infrastruttura digitale che permette di condurre velocemente analisi complesse, così da incoraggiare nuovi approcci allo studio delle malattie del cervello. L'Italia ospiterà anche un’infrastruttura del progetto presso il centro di supercalcolo del CINECA. Questo si occuperà di fornire una piattaforma per l'analisi di ingenti quantità di dati riguardanti anatomia, fisiologia, genomica e molte altre discipline collegate alle neuroscienze. La gestione e l'interpretazione di questa mole di informazioni permetterà di utilizzarle efficacemente nella piattaforma di simulazione.



Via: Unipv

Cnr: lanciato progetto europeo per sviluppo potenzialità del Graphene


Il futuro tecnologico dell'Europa poggia su un foglio di carbonio spesso un atomo. La Comunità Europea ha lanciato a Bruxelles la Flagship 'Graphene', uno dei due progetti scelti tra le iniziative che per i prossimi 10 anni, e con un finanziamento di un miliardo di euro, plasmeranno l'innovazione e il futuro tecnologico del continente. Obiettivo è sviluppare appieno le potenzialità del grafene e di altri materiali bidimensionali, producendo uno spettro di nuove tecnologie che mirano a rivoluzionare molti settori industriali e generare maggiore sviluppo economico su scala europea. 

Il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) è tra i principali coordinatori dell'iniziativa e guiderà le attività di Graphene dedicate ai settori energetico e dei materiali compositi. Il grafene ha innescato un’esplosione di attività scientifica fin dai primi rivoluzionari esperimenti che meno di dieci anni fa portarono alla sua scoperta, premiati con il Nobel per la fisica nel 2010 a Andre Geim e Kostya Novoselov. 

Stupefacente e versatile, questo materiale è da molti indicato come la piattaforma di partenza per innovazioni tecnologiche profonde in numerosi settori. “'Graphene' è il più ambizioso programma di ricerca congiunto mai messo in campo dalla Comunità Europea: coinvolge 126 gruppi di ricerca tra enti, università e industrie in 17 paesi”, evidenzia Luigi Ambrosio, direttore del dipartimento Scienze chimiche e tecnologie dei materiali del Cnr. 

“Le attività, suddivise in 15 aree strategiche, seguiranno una roadmap che porterà il grafene dai laboratori di ricerca alla vita di tutti i giorni con applicazioni in elettronica, ottica, dispositivi flessibili, fino ai materiali compositi e alle batterie di nuova concezione. Cosa si attende da quella che è stata definita ‘la nuova rivoluzione basata sul carbonio’? Ad esempio elettronica di consumo veloce, resistente e flessibile come 'la carta elettronica' o cellulari indossabili e pieghevoli, aerei più leggeri ed energeticamente efficienti. Più a lungo termine, innovazioni per le strategie di calcolo e in applicazioni mediche inedite come le retine artificiali”. 


Di questa Flagship il Cnr è stato il rappresentante per l'Italia e uno dei primi proponenti, d'intesa con le università di Chalmers, Manchester, Lancaster e Cambridge, le aziende Amo GmbH e Nokia, l'Istituto Catalano di Nanotecnologia e l’European Science Foundation. Il progetto coinvolge ora anche altri partner italiani quali Fondazione Bruno Kessler, Istituto Italiano di Tecnologia, Università di Trieste, Politecnico Torino, Politecnico Milano e STMicroelectronics. 

In particolare, il Cnr coordinerà due attività strategiche. Le ricerche dedicate ai materiali compositi saranno coordinate da Vincenzo Palermo dell'Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività (Isof-Cnr). “Il grafene è il materiale più sottile che esista in natura”, spiega il ricercatore. “La sua forma, resistenza e stabilità possono essere utilizzate per creare materiali mai visti prima, provocando una rivoluzione simile a quella causata nel secolo scorso dall’utilizzo dei polimeri per produrre plastica”. 

Sarà invece Vittorio Pellegrini, dell'Istituto nanoscienze del Cnr (CnrNano), a guidare le attività dedicate allo sviluppo di sistemi per applicazioni energetiche. “Batterie al grafene potrebbero durare più a lungo, avere tempi di carica più veloci, immagazzinare più energia e potrebbero essere usate nelle future auto elettriche”, commenta il ricercatore. “Il reticolo di carbonio potrebbe essere usato come una sorta di rete nanoscopica ideale per lo stoccaggio di idrogeno in modo efficiente ed economico”. 

“Con questo progetto anticipiamo importanti pezzi del futuro, assicurando all'Europa un ruolo da protagonista nello studio e utilizzo, industriale e commerciale, del grafene, un sorprendente nanomateriale dalla grande versatilità applicativa”, ha dichiarato il Presidente del Cnr, Luigi Nicolais. “Lo facciamo grazie all'entusiasmo e alla bravura dei nostri ricercatori e scienziati. È motivo di grande orgoglio e soddisfazione per la comunità scientifica dell’Ente che vede riconosciuti i suoi sforzi in uno dei più ambiziosi e sfidanti programmi di ricerca comunitari”. 

Come annunciato oggi dalla vice presidente della Commissione Europea, Neelie Kroes, tra i progetti vincitori delle FET (Future and Emerging Technologies) Flagship, oltre a 'Graphene', c’è 'Human Brain Project'. I due progetti sono stati scelti tra sei proposte da una giuria di esperti che include scienziati e docenti tra cui premi Nobel e rappresentanti del mondo industriale. Foto e video disponibili al seguente link: http://www.graphene-flagship.eu/


Fonte: CNR

mercoledì 30 gennaio 2013

Nuovo software da DVDVideoSoft per registrare gratis videocall Skype


DVDVideoSoft ha annunciato la release di Free Video Call Recorder for Skype, un'applicazione assolutamente gratuita per registrare le chiamate di Skype. Lo sviluppatore del software libero, DVDVideoSoft, pubblica una nuova applicazione per la registrazione di chiamate video e audio su Skype. È il primo registratore video di Skype gratis in tutto il mondo che registra tutte le conversazioni su Skype, senza alcuna limitazione. 

Più persone tendono ad usare Skype sia per esigenze personali che per il lavoro, così c'è una crescente domanda per la registrazione di chiamate su Skype. Tuttavia, al momento la maggior parte dei sviluppatori di software non sono pronti a fornire tale applicazione gratis perchè questo lavoro non è così semplice da realizzare. DVDVideoSoft ha lanciato Free Video Call Recorder for Skype per superare i limiti esistenti e fornire agli utenti un programma facile da usare che può essere molto utile a tutti. 

L'applicazione ha un'interfaccia semplice e user-friendly. Funziona in 3 modalità: picture-in-picture per registrare video e audio dei tutti partecipanti; video degli altri partecipanti; e solo audio dei partecipanti della conversazione. Tutte le registrazioni video e audio vengono salvati in formati supportati dalla maggior parte dei player moderni. 

"Siamo lieti di presentare questa applicazione incredibile", ha commentato Alex Kelvin, CEO di DVDVideoSoft Ltd. "Siamo orgogliosi di rilasciare il primo registratore video di Skype gratis. Questo programma sarà di grande utilità per tutti: per i tecnici e per i neofiti. In sostanza, il programma ha solo 3 pulsanti: Start, Pausa, e Play che faranno tutto il lavoro e registranno facilmente le chiamate di Skype". 

Free Video Call Recorder for Skype fa parte di Free Studio, un insieme di tutti gli strumenti da DVDVideoSoft che ora include 49 programmi per gestire le diverse esigenze multimediali: download di video e audio, conversione, editing, ecc. Free Studio gira su Windows XP/Vista/7, mentre il supporto di Mac OS X è progettato di essere aggiunto nell'anno in corso. Free Video Call Recorder for Skype così come tutto Free Studio può essere scaricato dal sito web della società www.dvdvideosoft.com/it

Ad oggi, DVDVideoSoft offre oltre 49 applicazioni gratuite diverse. Punto di forza dell’azienda sono le dettagliate guide “passo-a‐passo” che propone per gestire le diverse esigenze multimediali con l’aiuto dei propri programmi e, se necessario, fornisce gratuitamente un supporto completo in inglese, tedesco, francese, spagnolo, italiano, russo, cinese e giapponese. Il numero di utenti che ogni giorno si collegano al sito www.dvdvideosoft.com è in costante crescita tanto da raggiungere attualmente le 350 mila visite.

Huawei svela in anteprima le novità di CeBIT Global Conference 2013


Huawei, leader nelle soluzioni di Information e Communication Technology, illustra in anteprima mondiale i piani per il CeBIT 2013. Huawei Enterprise presenterà nuove e avanzate soluzioni ICT per le aziende, tra cui l’innovativa infrastruttura IT enterprise e le soluzioni BYOD, e illustrerà la strategia nelle reti SDN. La divisione Enterprise illustrerà inoltre i risultati del 2012 e le future strategie di business. Il CeBIT è la più grande fiera mondiale dedicata all’ICT alla quale Huawei partecipa per il terzo anno consecutivo.

Nasce Cloud Object Storage di Aruba, massima sicurezza e semplicità


Aruba S.p.A. (www.aruba.it), leader nei servizi di web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini, lancia un nuovo servizio di Cloud Object Storage, un’offerta innovativa per creare e gestire degli spazi di storage. Il servizio si rivolge ad utenti business e consumatori che hanno necessità di archiviare e gestire ingenti quantità di dati nel modo più sicuro e semplice possibile e risulta una soluzione particolarmente interessante anche per gli sviluppatori, grazie ad una gestione dei dati attraverso il protocollo standard HTTP. 

Ciò che caratterizza l’Object Storage di Aruba è il peculiare sistema di memorizzazione dei dati: esso infatti avviene all’interno di oggetti (object) che, come normali file, contengono i dati ma che, diversamente da questi ultimi, non sono organizzati in modo gerarchico ma sono presenti tutti allo stesso livello. Ogni object, poi, è individuato da un identificativo unico che permette di recuperare i dati senza bisogno di conoscere la posizione fisica che occupano.

Il processo di gestione dei dati salvati è fortemente semplificato dall’utilizzo del protocollo HTTP che non necessita di alcun particolare software per gestire l’accesso allo storage e che lo rende adatto ad una pluralità di scopi tra i quali, per esempio, l’interfacciamento con i dispositivi mobili. La sicurezza è massima grazie al fatto che il sistema di Cloud Object Storage di Aruba mantiene almeno tre copie di ogni file, distribuite su altrettanti server. 

Anche in caso di corruzione di un dato, grazie al sistema di self-healing, esso sarà replicato immediatamente e automaticamente attingendo da una della altre due copie. Tale livello di sicurezza viene assicurato anche grazie al network di data center Aruba, che garantisce la ridondanza di tutti i sistemi e un monitoraggio 24x7 fornito da amministratori di sistema professionisti. Altra peculiarità dell’offerta realizzata da Aruba è il modello di prezzo su cui si basa, unico nel suo genere. 

Infatti, nel piano tariffario pay-per-use non si paga il servizio né in relazione al numero di richieste fatte, né in relazione al traffico in entrata - che quindi è illimitato - ma solo in base alle reali quantità di spazio disco usato su base oraria e al traffico in uscita. Oltre al modello a consumo, sono disponibili tre soluzioni a pacchetto, basate su un costo complessivo per una data quantità di risorse da utilizzare in 30 giorni e con la possibilità, in caso di esaurimento delle risorse, di acquistare un piano tariffario superiore o di passare al pay-per-use.  Ulteriori caratteristiche dell’offerta prevedono: 

• Interoperabilità: Compatibilità con API S3 che consente al cliente di trasferirsi da un provider ad un altro senza cambiare gli strumenti di gestione del proprio storage.
• Localizzazione: Possibilità di archiviare dati nell’area geografica desiderata, grazie alla presenza del network di data center sia in Italia che all’estero (Francia e Repubblica Ceca presto disponibili)  
• Easy Management: Eventualità di una gestione congiunta dei servizi di Cloud Computing ed Object Storage, il cui funzionamento si basa sul saldo del credito sull’account del cliente. 

Stefano Cecconi, Amministratore Delegato di Aruba S.p.A, commenta così la nuova offerta di Cloud Object Storage: “Creando questo servizio, abbiamo pensato alla migliore soluzione in grado sia di soddisfare le esigenze di semplice archiviazione di dati, che di rappresentare il supporto ideale a modelli di business che hanno una grande necessità di spazio disco, senza tutte le relative complessità di gestione. Ci siamo anche impegnati per offrire il massimo livello di sicurezza, limitando al tempo stesso i costi di utilizzo per il cliente con un modello che non lo penalizza nella gestione del suo storage, ma che anzi possa incentivarlo nell’utilizzo.”





Via: Seigradi

iWatch, orologio di Apple con tecnologia basata su iOS entro il 2013?


Fervono i preparativi per il lancio di iWatch, l’orologio intelligente a cui la Apple, in collaborazione con Intel, starebbe lavorando da anni e che potrebbe diventare il precursore della cosiddetta tecnologia indossabile, settore dove l’azienda di Cupertino investe da tempo in ricerca e sviluppo. Secondo molte fonti, Apple avrebbe intenzione di anticipare concorrenti come Google e Samsung in fatto di tecnologia indossabile. 

iWatch sarà in tutto e per tutto simile a uno smartphone vero e proprio, con la sostanziale differenza che si indosserà al polso, come un orologio con tante funzioni aggiuntive; a spingere Apple su questa strada sono stati i continui apprezzamenti che gli utenti hanno rivolto a “I’m watch”, primo smartwatch equipaggiato con sistema operativo Android. Sarebbe il primo passo ufficiale di Apple verso il wearable computing

Ma a questo dovrebbero seguirne altri: i brevetti per gli occhiali digitali di Cupertino sono depositati da tempo. In caso di produzione, il sistema operativo di iWatch sarebbe basato presumibilmente sullo stesso degli attuali iPod Nano. O forse incorporare una variante  di iOS. Un'ipotesi che potrebbe avere senso alla luce del cambio di forma dell'iPod Nano, simile a un orologio nella generazione precedente.

iWatch sarà dotato di uno schermo Oled a colori da 1,5" e supporterà il Bluetooth 4.0, quest’ultima caratteristica sarà uno dei fiori all’occhiello dell’orologio intelligente. Uno dei difetti principali dei device mobili di Apple è la bassa autonomia delle batterie: con iWatch, il colosso di Cupertino spera di allungare la durata della batteria grazie a una tecnologia di nuova concezione che dovrebbe ridurre notevolmente i consumi energetici. 


Secondo alcune indiscrezioni, il nuovo iWatch dovrebbe implementare al suo interno anche Siri, con il quale sarà possibile avere il pieno controllo dell’orologio con il solo ausilio della voce, e Facetime. Inoltre, l’orologio dovrebbe essere compatibile anche con l’iPhone e l’iPad, in modo da poter ricevere o mandare messaggi attraverso gli altri dispositivi mobili della Mela. 

Il display dovrebbe essere quadrato con diagonale di 2,5 pollici, mentre è prevista una speciale SDK per il porting di molte app su un display più minuto, ove possibile. Uno dei nodi cruciali da sciogliere rimane quello della data di uscita: i bene informati assicurano che l’iWatch potrebbe vedere la luce già durante il primo trimestre del 2013, se i piani fileranno lisci e non ci saranno intoppi o ritardi nel progetto. 

Per la Apple, l’anno che si è appena concluso, il 2012, è stato forse uno dei meno esaltanti dell’ultimo lustro: dal 2007, quando Steve Jobs presentò al mondo intero l’iPhone, capostipite di tutti gli smartphone che sono poi usciti in rapida successione, l’azienda di Cupertino aveva sempre sfornato ogni anno un prodotto innovativo che cambiasse le abitudini “tecnologiche” delle persone, come nel caso dei tablet con l’iPad. 

iWatch diventa così la prima vera grande scommessa di Apple dopo la scomparsa del suo fondatore e la nomina a nuovo CEO di Tim Cook, chiamato a non deludere le grandi aspettative che la clientela ripone nello smartwatch, che potrebbe inaugurare una nuova strada nella frontiera ancora inesplorata delle tecnologie indossabili, finora ignote alla maggior parte del pubblico ma che nei prossimi anni impareremo a conoscere.



Fonte: Assodigitale
Via: La Repubblica

martedì 29 gennaio 2013

Apple rilascia iOS 6.1 per iPhone, iPad e iPod touch con supporto LTE


Apple ha aggiornato iOS alla versione 6.1, portando capacità LTE ad altri 36 operatori iPhone e altri 23 operatori iPad a livello mondiale, che hanno preparato i loro piani tariffari - tra questi in Italia Tim, Vodafone e 3. In questo modo un numero maggiore di utenti di iPhone 5, iPad mini e iPad con display Retina possono beneficiare delle prestazioni wireless ultraveloci per navigare, scaricare e mandare in streaming contenuti a velocità elevatissime. 

Ad oggi, gli utenti iOS hanno caricato oltre nove miliardi di foto su Streaming Foto, spedito oltre 450 miliardi di iMessage e ricevuto oltre quattro trilioni di notifiche. "iOS 6 è il sistema operativo mobile più avanzato al mondo, e con quasi 300 milioni di iPhone, iPad e iPod touch che montano iOS 6 in soli cinque mesi, potrebbe essere la nuova versione di un sistema operativo più popolare di sempre," ha affermato Philip Schiller, Senior Vice President Worldwide Marketing di Apple. 

"iOS 6.1 estende il suporto LTE ad ulteriori mercati nel mondo, così un numero ancora maggiore di utenti può beneficiare di una maggiore velocità nella navigazione con Safari, nelle videochiamate con FaceTime, nei servizi iCloud e nei download da iTunes e App Store." 

Le funzionalità di iOS 6 includono Siri, che supporta più lingue, dà facile accesso ai risultati sportivi, consigli sui ristoranti e la programmazione di film; Mappe con cartografia disegnata da Apple, Navigatore e vista Flyover; integrazione con Facebook per i Contatti e il Calendario, con la possibilità di postare direttamente dal Centro Notifiche, Siri e app Facebook-enabled; Streaming Foto condivisi via iCloud; e Passbook, il modo più semplice per ottenere tutti i tuoi pass in un unico posto. 

Ulteriori aggiornamenti in iOS 6.1 includono la possibilità di utilizzare Siri per l'acquisto di biglietti per il cinema negli Stati Uniti attraverso Fandango, inoltre gli abbonati ad iTunes Match possono scaricare singoli brani sui propri dispositivi iOS da iCloud. Il rivoluzionario App Store offre oltre 800.000 app per utenti iPhone, iPad e iPod touch, con oltre 300.000 applicazioni native per iPad. 

I clienti App Store hanno scaricato oltre 40 miliardi di app, e Apple ha pagato più di sette miliardi di dollari alla sua incredibile comunità di sviluppatori. I clienti possono scegliere tra le applicazioni in 23 categorie, tra cui giornali e riviste offerti su Edicola, giochi, affari, notizie, sport, salute e fitness e viaggi.iOS 6.1 è disponibile come download gratuito oggi. iOS 6.1 è compatibile con iPhone 5, iPhone 4S, iPhone 4, iPhone 3GS, iPad (terza e quarta generazione), iPad mini, iPad 2 e iPod touch (quarta e quinta generazione).

LTE è disponibile su iPhone 5, e nei modelli Wi-Fi + Cellular di iPad mini e iPad di quarta generazione attraverso alcuni operatori. Le velocità del network dipendono dalle reti degli operatori, si prega di verificare con il proprio operatore per i dettagli. Per ulteriori informazioni visitare www.apple.com/it. Informazioni sugli operatori LTE possono essere trovate presso www.apple.com/it/iphone/LTE e www.apple.com/it/ipad/LTE.

Fonte: Apple

Usa, delfino in pericolo chiede aiuto a sub per liberarsi da amo (video)


Alle Hawaii, un gruppo di sommozzatori ha soccorso e salvato un delfino selvatico Bottlenose che gli si era avvicinato per quella che è sembrata proprio una richiesta di aiuto. La scena è stata filmata in un video che dura otto minuti e che contiene immagini straordinarie: il delfino ha raggiunto la zona in cui nuotava un gruppo di istruttori sub, al largo di Kona Coast, l'11 gennaio scorso, e si è accostato a uno di loro, Keller Laros. Egli va spesso a fare immersioni con operatori video subacquei professionali. Ciò che ha colpito Laros immediatamente del delfino è che lui fosse da solo.


Visualizzazione ingrandita della mappa

"Abbiamo visto cinque di questi delfini in questo sito durante l'immersione la sera prima. Sono animali molto curiosi e intelligenti", ha detto Laros. Laros, che ha fatto più di 10.000 immersioni, subito ha notato che qualcosa non andava. Quando il delfino lo ha circondato, Laros ha notato che nuotava male perchè aveva una lenza di pesca agganciata alla sua pinna. Il subacqueo ha compreso la richiesta di aiuto e lo ha soccorso: prima ha tagliato la lenza e poi ha estratto un amo che si era infilato in una pinna pettorale.


A conferma di come fosse consapevole dell'aiuto di cui aveva bisogno, dopo che è stata rimossa la lenza il delfino è risalito in superficie per respirare e poi è tornato per farsi rimuovere l'amo. Alla fine, a operazione completata, si è allontanato.  Durante i tre minuti che Laros è stato faccia a faccia con il delfino, e gli otto minuti stimati in totale con cui ha interagito, il sub era preoccupato che potesse spaventare l'animale. "Il delfino era grande - forse fino a dieci metri di lunghezza", ha detto. Era preoccupato che potesse fargli del male durante la rimozione dell'amo.

"Ero preoccupato quando ho effettuato la rimozione del filo da pesca, se gli avessi fatto del male poteva inavvertitamente farmi del male. Ero preoccupato, ma non spaventato". Laros, il fondatore del Manta Pacific Research Foundation, ha rimosso molti ami da pesca da mante e tartarughe che hanno inghiottito l'esca, ma ha detto che non aveva mai aiutato un delfino. "E 'un emozione enorme poter aiutare un animale che sa chiaramente cosa sta succedendo", ha detto. "Ha fatto lo sforzo di venire a noi... Il delfino è davvero intelligente. E' stato un rapporto. E' venuto per noi perché aveva un problema".



Fonte: NBC
Via: AGI
Foto 1 dal Web rappresentativa
Foto 2 dal video

lunedì 28 gennaio 2013

Solidarietà, partnership AMREF e Future Time per i bambini del Kenya


I programmi AMREF per l’infanzia in Africa possono contare da oggi sull’impegno di un nuova azienda italiana. Future Time, partner di ESET NOD32, uno dei grandi produttori mondiali di software antivirus, sosterrà il Progetto Scuole di AMREF, per la realizzazione nel corso del 2013 di una serie di infrastrutture scolastiche, igieniche e idriche, fondamentali per la vita, lo sviluppo e il futuro dei bambini nel distretto di Magarini in Kenya. 

Ogni anno AMREF sostiene oltre 13.000 bambini in Africa attraverso i suoi progetti di formazione del personale sanitario locale, di educazione igienico-sanitaria e di assistenza e recupero dei ragazzi di strada, fornendo un contributo significativo alla realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio dell’ONU

Il distretto di Magarini è una delle zone rurali del Kenya, con scarso accesso all’acqua pulita, dove a causa dell’inadeguatezza o assenza dei servizi igienico-sanitari e delle infrastrutture scolastiche, la diffusione di malattie e infezioni influisce negativamente sulla crescita dei più piccoli e contribuisce alla diffusione del fenomeno dell’assenteismo scolastico, nonostante la gratuità e l’obbligatorietà dell’istruzione primaria, sancita nel 2003 dal governo locale. 

La situazione è ancora più allarmante se si considera che l’età media della popolazione in Kenya è di 18 anni e che il 43% degli abitanti ha un’età inferiore ai 15 anni. “AMREF è davvero lieta di partecipare al percorso virtuoso di responsabilità sociale di Future Time: una strada che intraprendiamo insieme, con l’auspicio di arrivare davvero molto lontano, fin nel cuore dell’Africa, dove centinaia di bambini diventeranno, con AMREF e Future Time, prezioso capitale umano per lo sviluppo del continente”, sottolinea Sara Proietti di AMREF Italia Onlus. 

“Abbiamo scelto AMREF perché incarna i valori di trasparenza, innovazione, sostenibilità e responsabilità ai quali, come azienda, ci ispiriamo quotidianamente”, dichiara Paolo Monti, fondatore di Future Time. “Crediamo profondamente in questo progetto per i bambini del Kenya, poiché coinvolgere la scuola nella diffusione di corretti comportamenti igienico-sanitari è un volano per la crescita delle popolazioni locali, nonché uno strumento formidabile per ridurre la mortalità infantile. Il nostro è un contributo piccolo ma concreto, che mira a costruire con AMREF una partnership di lunga durata”, sottolinea Emanuele Rammella, amministratore delegato di Future Time.


Il progetto AMREF-Future Time si articolerà in tre fasi. La prima sarà dedicata agli incontri di sensibilizzazione e di mobilitazione della comunità locale e alla formazione dei Comitati di Gestione delle infrastrutture idriche e sanitarie, per stimolare la partecipazione attiva dei membri comunitari. La seconda fase sarà indirizzata alla diffusione delle buone pratiche per un corretto uso dei servizi igienici e idrici, in quanto la sola costruzione di strutture non è sufficiente a garantire la salute dei bambini, delle loro famiglie e dei membri della comunità.

In questa prospettiva saranno attivati corsi di educazione igienico-sanitaria attraverso il KIT PHASE (Personal Hygiene and Sanitation Education), un metodo d’insegnamento multilivello, sviluppato da AMREF in collaborazione con il Ministero della Sanità kenyota, riguardante l’igiene personale, dell’acqua, del cibo e dei rifiuti. Il semplice gesto di lavarsi le mani può ridurre l’incidenza di malattie diarroiche nella popolazione infantile sotto i 5 anni di quasi il 50% e le infezioni respiratorie del 25%.

La terza fase del progetto prevede la costruzione di aule scolastiche in muratura e sicure, in modo da rispondere ad uno dei problemi cronici del sistema scolastico kenyota, dove il Ministero dell’Educazione, pur essendo responsabile della gestione delle scuole statali, non si occupa della costruzione di nuove strutture scolastiche, che spesso risultano inadeguate o inesistenti. Le aule scolastiche verranno costruite con l’ausilio volontario del comitato di gestione, eletto dalle comunità locali.

Oltre alle strutture scolastiche, verrà realizzata anche una cisterna per la raccolta di acqua piovana, collegata alle aule per consentire ai bambini di dissetarsi e di provvedere alla propria igiene personale, non allontanandosi dalle lezioni. L’approvvigionamento idrico è uno dei principali problemi del Kenya, a causa dell’aumento della popolazione, dell’inquinamento, della desertificazione e della siccità, con gravi conseguenze sanitarie (tifo, colera, dissenteria, epatite, gastroenterite).

Grazie al progetto AMREF-Future Time, accanto alle aule scolastiche verranno costruite una serie di stazioni di lavaggio delle mani e di servizi igienici, sicuri e puliti, divisi per maschi e femmine: la carenza di gabinetti separati nelle scuole è in molti paesi poveri uno dei motivi della mancata iscrizione o dell’abbandono scolastico delle ragazze. Al momento in Kenya la diffusione e l’uso dei servizi igienici è limitata al 41% della popolazione rurale.



Fonte: ESET

IBM e IBN sviluppano un idrogel antimicrobico per combattere infezioni


I ricercatori di IBM e dell'Institute of Bioengineering and Nanotechnology (IBN) hanno annunciato un nuovo idrogel antimicrobico, in grado di disgregare i biofilm malati ed eliminare i batteri farmaco-resistenti al solo contatto. L’idrogel sintetico, che si forma spontaneamente quando viene riscaldato a temperatura corporea, è il primo a essere realizzato in forma biodegradabile, biocompatibile e atossica, risultando uno strumento ideale per combattere i gravi rischi per la salute a cui sono esposti gli operatori ospedalieri, i visitatori e i pazienti. 

Di solito utilizzati per disinfettare varie superfici, gli antimicrobici si trovano nei tradizionali prodotti per la casa, come l’alcol e la candeggina. Tuttavia, il passaggio dalla pulizia dei piani di lavoro al trattamento di infezioni cutanee o malattie infettive farmaco-resistenti nell’organismo si rivela una sfida complessa, poiché gli antibiotici tradizionali diventano meno efficaci e molti disinfettanti per le superfici domestiche non sono idonei ad applicazioni biologiche. 

Ora invece è stato sviluppato un idrogel antimicrobico sintetico rimodellabile, costituito per oltre il 90% di acqua, che - se commercializzato - risulterebbe ideale per applicazioni come creme o sostanze terapeutiche iniettabili per la cicatrizzazione delle ferite, rivestimenti di impianti e cateteri, infezioni cutanee o perfino barriere per gli orifizi. Capaci di creare colonie pressoché su qualsiasi tessuto o superficie, i biofilm microbici (raggruppamenti adesivi di cellule malate, presenti nell’80% delle infezioni) persistono in diversi siti dell’organismo umano, soprattutto in associazione ad apparecchiature e dispositivi medici. 

Contribuiscono in misura significativa alle infezioni ospedaliere, che figurano tra le prime cinque cause di morte (top five leading causes of death) negli Stati Uniti e sono responsabili fino a 11 miliardi di dollari di spesa sanitaria ogni anno. Nonostante la sterilizzazione e le tecniche di asepsi avanzate, le infezioni associate ai dispositivi medici non sono state completamente eliminate. Ciò è dovuto, in parte, allo sviluppo di batteri farmaco-resistenti.

A sx un biofilm di MRSA: dopo l'applicazione dell'idrogel il biofilm è stato distrutto (a dx)

Secondo il CDC, la resistenza agli antibiotici negli USA costa una cifra stimata in 20 miliardi di dollari l’anno in spese sanitarie, oltre a 8 milioni di giorni supplementari di degenza ospedaliera. Attraverso l’adattamento preciso dei polimeri, i ricercatori hanno progettato macromolecole, strutture molecolari contenenti un grande numero di atomi, che associano caratteristiche di idrosolubilità, carica positiva e biodegradabilità. Quando vengono miscelati con acqua e riscaldati a temperatura corporea, i polimeri si assemblano autonomamente, gonfiandosi fino a formare un gel sintetico facile da manipolare. 

Questa capacità di grande interesse deriva dalle interazioni di autoassociazione che creano un effetto di “cerniera molecolare”. Così come le cerniere collegano tra loro i denti, anche i brevi segmenti sui nuovi polimeri si uniscono, addensando la soluzione a base acquosa in idrogel rimodellabili ed elastici. Presentando molte delle caratteristiche dei polimeri idrosolubili senza essere liberamente dissolti, tali materiali possono restare in posizione in condizioni fisiologiche, pur continuando a dimostrare attività antimicrobica. 

“Si tratta di un approccio radicalmente diverso alla lotta contro i biofilm farmaco-resistenti. Se confrontata con le capacità dei moderni antibiotici e idrogel, questa nuova tecnologia ha un immenso potenziale”, spiega James Hedrick, Advanced Organic Materials Scientist, della Ricerca IBM. “Questa nuova tecnologia fa la sua comparsa in un momento cruciale, in cui le tecniche chimiche e biologiche tradizionali per combattere i batteri farmaco-resistenti e le malattie infettive sono sempre più problematiche”.

Soluzione polimerica in gel dopo averla riscaldata a temperatura corporea è iniettabile

Se applicato alle superfici contaminate, la carica positiva dell’idrogel attira tutte le membrane microbiche a carica negativa, come la forza gravitazionale in un buco nero. Tuttavia, a differenza della maggior parte degli antibiotici e degli idrogel, che hanno come bersaglio il meccanismo interno dei batteri per impedirne la replicazione, questo idrogel uccide i batteri mediante la disgregazione della membrana, precludendo così la comparsa di resistenza.

“Ci siamo impegnati a sviluppare una terapia più efficace contro i superbatteri dalla minaccia letale di infezione costituita da questi microbi a rapida mutazione e dall'assenza di nuovi farmaci antimicrobici in grado di combatterli. Utilizzando i materiali polimerici economici e versatili sviluppati insieme a IBM, ora possiamo sferrare un attacco migliore e su più fronti ai biofilm farmaco-resistenti, che aiuterà a migliorare gli esisti per la medicina e la salute”, spiega il Dr. Yi-Yan Yang, Group Leader, Institute of Bioengineering and Nanotechnology, Singapore.

Il progetto dedicato ai polimeri per la nanomedicina, avviato dai centri di Ricerca IBM solo quattro anni fa con l’intento di migliorare la salute umana, nasce da decenni di sviluppo di materiali tradizionalmente impiegati per le tecnologie a semiconduttore. Questo progresso espanderà il campo d’azione del programma di collaborazione tra IBM e IBN, consentendo agli scienziati di portare avanti simultaneamente diversi metodi per la creazione di materiali in grado di migliorare la medicina e lo sviluppo dei farmaci. 

Una collaborazione tra industria e ricerca di questa portata riunisce le menti e le risorse di diverse istituzioni scientifiche di punta, per affrontare le sfide complesse nel trasformare soluzioni pratiche di nanomedicina in realtà. Questa ricerca è stata pubblicata di recente sulla rivista peer-reviewed AngewandteChemie (http://onlinelibrary.wiley.com/journal/10.1002/%28ISSN%291521-3773). Per maggiori informazioni, inclusi immagini e video ad alta risoluzione che illustrano la scoperta http://ibmhydrogels.tumblr.com/.


Fonte: IBM
Foto credit: IBN

domenica 27 gennaio 2013

Interfaccia Metro UI su Windows 7, Vista e XP grazie a WinMetro Beta


A quasi tre mesi dal suo lancio, Windows 8 si conferma rivoluzione del mercato tecnologico, in grado di catturare l'interesse di appassionati e curiosi, per come ha re-immaginato il modo in cui gli utenti fruiscono dei dispositivi preferiti. Fino al 31 gennaio è possibile effettuare l’aggiornamento a condizioni agevolate. La novità più importante di W8 è costituita dalla Modern UI chiamata anche interfaccia Metro.

Alcuni utenti non apprezzano la nuova interfaccia, altri invece vorrebbero usarla anche su altri Windows OS. Questo del menu di avvio è forse una delle innovazioni che modificano maggiormente l'esperienza dal lato desktop visto che introduce una rottura col passato. Inoltre, la barra laterale (o Charms Bar) che appare in modalità desktop è la stessa che può essere richiamata dalla schermata di avvio.

Coloro che utilizzano Windows 7 possono avere un assaggio dell’'interfaccia Metro di Windows 8 avvalendosi di un piccolo software chiamato WinMetro. WinMetro è appositamente progettato per portare la nuova Metro UI introdotta da Windows 8 in Windows 7, Windows Vista e Windows XP. Offre una soluzione facile agli utenti delle vecchie versioni di Windows per usufruire della schermata Start a piastrelle.


Offre anche la possibilità di boot diretto della Metro Start Screen. Più informazioni si possono ora ottenere dai widget che visualizzano informazioni utili in tempo reale, come ad esempio previsioni meteo, calendario, notizie, stocks e altro L'accesso agli strumenti di sistema usati frequentemente e ai programmi aperti di recente diventa più facile e più veloce, risparmiando tempo durante lavoro o navigazione.

WinMetro colloca un riquadro nella schermata Start per il programma installato nel computer e utilizza il riquadro per aprire il programma corrispondente. WinMetro, attualmente in versione beta, permette di passare automaticamente al desktop Windows prima dell'apertura del programma in questione. E' possibile passare facilmente tra la Metro UI e l'interfaccia desktop a seconda delle preferenze.


Spostando il cursore nella parte in basso a dx dello schermo o utilizzando tasti di scelta rapida verrà visualizzata la Charms Bar. WinMetro è esente al  100% da malware. WinMetro Beta 2.0 è un software sviluppato da IObit, produttrice del noto programma Advanced System Care. La licenza di WinMetro è freeware, si può scaricare gratuitamente e ottenere una versione completamente funzionale.

Non utilizzare versioni warez, crack, numeri di serie o codici di registrazione. Utilizzare sempre la versione originale che viene rilasciata da IObit. Il programma  pesa 6.66 MB ed è compatibile con sistemi a 32 e 64 bit. In questa versione è stato aggiunto il supporto multilingue (incluso l'italiano), migliorata la funzione "Power" e l'interfaccia. Inoltre sono stati risolti alcuni bug. Download IObit WinMetro.

Quando l'installer di WinMetro è stato scaricato, è sufficiente avviare il programma di setup per dare inizio all'installazione. Si consiglia di chiudere tutte le applicazioni prima di avviare l'installazione di WinMetro. Non è necessario riavviare il computer dopo il completamento dell’installazione di WInMetro. Quando l'installazione viene terminata, è possibile godere dell'interfaccia Metro UI di Windows 8.


Via: IObit

sabato 26 gennaio 2013

PolisMeter, prende il via nuovo portale per monitorare politica in Rete


La rete rappresenta sempre più la nuova agorà, la piazza principale della polis moderna all’interno della quale politici e cittadini interagiscono con modalità completamente differenti rispetto al passato. Tenere sott’occhio le dinamiche di interazione e le discussioni che si sviluppano soprattutto su Facebook e Twitter - ma senza dimenticare il peso che in Italia hanno siti di news, blog, forum - è un compito arduo sia per la miriade di messaggi che per la difficoltà di filtrarli rapidamente.

Apple: iPhone 6 o iPhone Math? Prime ipotesi su design e caratteristiche


Apple al lavoro, a testa bassa per stupire i clienti anche nel 2013. Il successo commerciale di iPhone 5 è ancora fresco, ma ad essere aumentata è senz’altro la concorrenza. Samsung ha fatto registrare nel 2012 numeri da record, assoluti, che le hanno permesso di piazzare uno storico sorpasso in termini di vendite sui finlandesi di Nokia. Che a loro volta promettono grandi novità in arrivo, da presentare al World Mobile Congress di Barcellona del mese prossimo.

venerdì 25 gennaio 2013

Tecnologia, sviluppato raggio traente di Star Trek per attirare oggetti


Un vero "raggio traente", che utilizza la luce per attirare gli oggetti, è stato sviluppato dagli scienziati. Si spera che possa avere applicazioni mediche mirate per attirare le singole celle. La ricerca, pubblicata su Nature Photonics e condotta dall'Università di St Andrews, si limita a spostare particelle microscopiche fino a 5 micron. Nei programmi di fantascienza come Star Trek, i raggi traenti sono utilizzati per spostare gli oggetti molto più massicci. Come riporta la BBC News, non è la prima volta che la scienza ha cercato di replicare l'impresa, anche se in scale più piccole. 

Nel 2011, ricercatori cinesi e di Hong Kong hanno mostrato attraverso l'impiego del raggio Bessel e l'agenzia spaziale NASA ha anche finanziato uno studio per esaminare come la tecnica potrebbe aiutare alla manipolazione di campioni nello spazio. La NASA sta studiando almeno tre metodi per dotare le sonde spaziali di raggi traenti basati su raggi laser. Attualmente, la NASA utilizza una varietà di tecniche per raccogliere campioni extraterrestri. Il nuovo studio del ricercatore Dr. Tomas Cizmar, assegnista di ricerca della Scuola di Medicina presso l'Università di St Andrews, ha detto che mentre la tecnica è molto nuova, ha un enorme potenziale. 



Egli ha detto: "Le applicazioni pratiche potrebbero essere molte, molto eccitanti. Il raggio traente è molto selettivo nelle proprietà delle particelle su cui agisce, quindi si possono prendere specifiche particelle in una miscela. Alla fine questo potrebbe essere utilizzato per separare i globuli bianchi, per esempio." Di solito quando gli oggetti microscopici vengono colpiti da un fascio di luce, sono costretti lungo la direzione del fascio di luce dai fotoni. 

Tale forza di radiazione è stata identificata dall'astronomo tedesco Johannes Kepler nel 1619, quando ha osservato che le code delle comete sempre puntano lontano dal sole. La tecnica sviluppata dall'équipe del dottor Cizmar permette che la forza possa essere invertita anche se alcune persone potrebbero trovarla contro-intuitiva. "E' sorprendente", ha detto. "Solo quando abbiamo esaminato in dettaglio il processo abbiamo visto l'inversione. Si verifica piuttosto in un ambito ristretto".

Il team presso l'Università di St Andrews ha lavorato con i colleghi dell'Istituto di strumenti scientifici (ISI) nella Repubblica ceca. Il Prof Zemànek, dell'ISI, ha detto: "Tutto il team ha trascorso un certo numero di anni ad indagare su diverse configurazioni della distribuzione di particelle di luce. Sono fiero che i nostri risultati siano stati riconosciuti in questo ambiente molto competitivo e non vedo l'ora di nuovi esperimenti e applicazioni. Si tratta di un momento molto emozionante". 



Le teorie scientifiche sulla vita reale dei raggi traenti sono state sviluppate dal 1960, ma questa sarebbe la prima volta che un raggio è stato utilizzato per disegnare oggetti microscopici verso la sorgente luminosa. Gli scienziati hanno già usato una tecnica chiamata "vortice ottico" per spostare le singole particelle con fasci di luce, ma questo nuovo approccio funziona in liquidi e nel vuoto. La prima apparizione di un raggio traente nelle fiction è stata nella storia dell'autore americano EE Smith in The Skylark of Space, che è stata serializzato nel 1928. 

La storia contiene riferimenti ad un "raggio trattore". E' stato un punto fermo nel dispositivo di stampa televisiva di fantascienza e film che consentono oggetti come navi spaziali di essere intrappolati in un fascio di luce, ma il dottor Cizmar ha detto che questa tecnica particolare, non porterebbe a questo. Ha detto: "Purtroppo c'è un trasferimento di energia su scala microscopica, ma su una scala macro causerebbe enormi problemi. E' si tradurrebbe in una massiccia quantità di riscaldamento di un oggetto, come una navetta spaziale. Quindi la cattura di una nave spaziale è fuori discussione".

Via: BBC

Kaspersky Lab: diminuzione spam continua, siamo tornati a 5 anni fa


Secondo i dati di Kaspersky Lab, la quantità di spam nel traffico e-mail è diminuito costantemente durante tutto il 2012, arrivando ai livelli di cinque anni fa. La media per anno è stata pari al 72,1%, 8,2 punti percentuali in meno rispetto al 2011. La ragione principale dietro la diminuzione del volume di spam è legata alla diffusione del software du protezione. I filtri anti-spam, anche quelli gratuiti, sono ormai presenti in quasi ogni sistema di posta elettronica. 

Inoltre, i provider di posta elettronica hanno introdotto politiche obbligatorie come le firme DKIM (firme digitali che verificano il dominio da cui vengono inviati messaggi di posta elettronica). Un altro fattore che ha fatto abbassare i livelli di spam, è la pubblicità a costi bassi diffusa su piattaforme legali. Con l'emergere del Web 2.0, le opportunità pubblicitarie su Internet sono aumentate a dismisura: banner, annunci presenti sui social network e blog. 

Percentuale di spam nel traffico mail 

Nonostante il calo di spam a livello globale nel traffico di posta elettronica, la percentuale di e-mail con allegati nocivi è scesa solo al 3,4%. Si tratta di una percentuale molto alta, se si considera che questo numero rappresenta solo le e-mail con allegati nocivi e non comprende le mail di spam contenenti link che rimandano a siti Web dannosi. In precedenza poi i criminali informatici inviavano false notifiche da parte di servizi di hosting, social network, servizi di consegna e messaggi da parte di organizzazioni finanziarie e governative. 

Nel 2012 hanno ampliato il proprio repertorio, includendo falsi messaggi legati a compagnie aeree, servizi di prenotazione alberghiera e servizi promozionali. Nel 2012 si sono verificati alcuni importanti cambiamenti tra i paesi da cui proviene lo spam. La Cina, che non era nemmeno tra le prime 20 fonti di spam nel 2011, ha preso il primo posto nel 2012, con un dato pari al 19,5% di tutta la posta indesiderata. 

Fonti di spam per paese

Lo spam diffuso dagli Stati Uniti è aumentato, passando dal 13,5% al 15,6%, abbastanza da ottenere il secondo posto. L’Asia, invece, rimane la regione leader per la distribuzione di spam. Il maggior numero di rilevazioni e-mail antivirus nel 2012 è stato registrato negli Stati Uniti. La Germania ha guidato la classifica per diversi mesi nel corso del 2012, ma è finita in seconda posizione alla fine dell'anno. Il terzo posto è occupato dal Regno Unito. 

La Russia, che era l'obiettivo numero uno nel 2011, è scesa al nono posto nel 2012. Darya Gudkova, Head of Content Analysis & Research Kaspersky Lab: "Nel 2012, la percentuale di spam è diminuita e durante gli ultimi tre mesi del 2012 è rimasta al di sotto del 70%. Questo calo è il risultato di una graduale migrazione dei criminali verso altri mezzi più convenienti in grado di promuovere beni e servizi. Questo però non significa che la battaglia sia vinta. Ci aspettiamo comunque un ulteriore calo dei volumi di spam nel 2013". Il report completo SPAM 2012:  http://bit.ly/14hbRen

Informazioni su Kaspersky
Lab Kaspersky Lab è la più grande azienda privata del mondo che produce e commercializza soluzioni di sicurezza per gli endpoint. L’azienda si posiziona tra i primi quattro vendor al mondo in questo mercato*. Nel corso dei suoi 15 anni di storia, Kaspersky Lab è stata un pioniere nella sicurezza IT, offrendo al mercato soluzioni di sicurezza IT per la protezione di utenti finali, Piccole e Medie Imprese e grandi aziende. Kaspersky Lab opera in 200 paesi e pro 300 milioni di clienti in tutto il mondo. Per ulteriori informazioni: http://www.kaspersky.com/it/

* L’azienda si è posizionata al quarto posto nel Worldwide Endpoint Security Revenue by Vendor, 2011 di IDC. classifica è stata pubblicata nel report IDC Worldwide Endpoint Security 2012 Shares (IDC #235930, July 2012). sicurezza endpoint nel 2011.

Fonte: Kaspersky

Keon e Peak: Firefox-phone da Mozilla e Geeksphone entro febbraio


Il mercato degli smartphone sta andando incontro alla saturazione? Si tratta di un’eventualità che di sicuro non spaventa Mozilla: la casa produttrice del celebre browser Firefox è infatti pronta ad immettersi sul mercato con un proprio dispositivo, anzi più di uno. Questo nonostante praticamente tutte le aziende all’avanguardia nel campo della tecnologia stiano preparando prodotti estremamente competitivi per questo 2013, che si prospetta davvero di fuoco e ricchissimo di novità. 

Non paghe dei recenti successi di iPhone 5 e degli ultimi Galaxy, infatti, Apple e Samsung sono già al lavoro per lanciare entro l’anno corrente le loro ultime produzioni, che promettono grandi innovazioni. A Redmond d’altra parte non se ne stanno con le mani in mano, e Microsoft sta preparando già un nuovo modello di Windows Phone con una tecnologia PureView ulteriormente migliorata rispetto alla precedente. 

Anche Nokia e Sony sono al lavoro, ed ultimo ma non meno importante, non bisogna dimenticare che l’”X Phone” del binomio Google – Motorola sta per fare irruzione sul mercato. Questo scenario potrebbe risultare scoraggiante per gli altri competitor, ma come detto Mozilla è pronta a lanciare nella mischia il primo smartphone che si baserà sul sistema operativo Firefox: i primi dispositivi si chiameranno Peak e Keon, e saranno materialmente prodotti da Geeksphone, un’azienda spagnola che fa della filosofia open source una bandiera.


Grazie al supporto di Telefonica, altra azienda iberica esperta nel settore, Geeksphone sarà in grado di presentare in anteprima agli sviluppatori il progetto dei due dispositivi, per dare immediatamente il via allo sviluppo delle applicazioni dedicate che gireranno sul nuovo sistema supportato da Firefox, e presentare all’uscita sul mercato un prodotto già competitivo e ricco di soluzioni. 

Keon e Peak saranno due Firefox-phone simili nella filosofia, come detto estremamente aperta alle idee degli sviluppatori, e nella costruzione, per un prodotto leggero e maneggevole, ma avranno specifiche tecniche diverse. Keon avrà un display dall’ampiezza di tre virgola cinque pollici, con una fotocamera da tre megapixel. Peak invece sarà la versione potenziata, con uno schermo da quattro virgola tre pollici di altezza ed una fotocamera da otto megapixel. 

C’è grande attesa attorno a questi nuovi device targati Firefox, ma non è detto che si dovrà aspettare molto per poterli toccare con mano: voci insistenti indicano come data di presentazione in anteprima il Mobile World Congress di Barcellona. Il tradizionale appuntamento spagnolo, che rappresenta la maggiore fiera a tematica telefonica a livello mondiale, potrebbe dunque presentare la grande novità di Peak e Keon, che sarebbero poi messi in vendita già dalla fine del mese di febbraio, o al massimo dall’inizio di marzo.


Fonte: Assodigitale

Autori stock beneficiano della nuova attribuzione Fotolia su Pinterest


Fotolia, Leader in Europa nel mercato Microstock, ha aderito al programma di attribuzione Pinterest. La partecipazione di Fotolia porta benefici effettivi a fotografi e illustratori che condividono i propri lavori su Pinterest. In particolare, le immagini della vasta collezione Fotolia saranno d’ora in poi identificate ed etichettate come immagini Fotolia. 

Queste caratteristiche comprendono anche le informazioni watermark per ogni immagine. In più cliccando su un “pin” Fotolia, si visualizzeranno tre collegamenti: link dell’immagine su Fotolia, link al portfolio artista, e link al sito Fotolia. Sarà così più facile per gli utenti cliccare direttamente sull’immagine Fotolia, scaricarla e usarla come contenuto Royalty Free per il proprio progetto creativo. 

“Migliaia di immagini dei nostri fotografi e designer si trovano già su Pinterest”, spiega Soeren von Varchmin VP Business Development Fotolia.“ Questa funzione è un ulteriore stimolo per i nostri autori ad usare uno dei servizi online più frequentati come piattaforma per la promozione dei loro lavori su Fotolia. 


“Ogni giorno su Pinterest milioni di persone scoprono nuove interessanti immagini. Usando il nostro programma di attribuzione, Fotolia garantisce agli utenti Pinterest l’accesso a tutte le informazioni sulle risorse creative Fotolia. Questa integrazione inoltre aiuta ad avvicinare i fotografi ai potenziali clienti” dice Kent Brewster, engineer and attribution program lead di Pinterest. 

“Fotografi ed illustratori di Fotolia beneficeranno di questa nuova possibilità su Pinterest”, aggiunge Arne Trautmann. L’avvocato tedesco specializzato in IP e Media Law è uno dei maggiori fotografi microstock di successo (alias Kzenon) con più di 100,000 immagini vendute su Fotolia.

“Pinterest è una piattaforma elegante e ricca di spunti, la uso regolarmente per cercare ispirazione. Ora che la sorgente di ogni immagine Fotolia viene automaticamente attribuita, i nostri contenuti creativi possono essere più facilmente tracciati, e abbiamo maggiori possibilità di attrarre l’interesse dell’utenza direttamente al nostro portfolio.” Il portfolio Fotolia di Arne Trautmann e la pagina Pinterest possono essere visualizzati su http://www.fotolia.com/p/200443522 and http://pinterest.com/kzenon.


Su Fotolia 
Leader in Europa nel mercato Microstock, Fotolia (http://it.fotolia.com/) offre una collezione online di più di 20 milioni di foto, illustrazioni vettoriali e video HD in licenza Royalty Free a prezzi micro. Nata nel 2004 da imprenditori francesi, Fotolia ha lo scopo di dare un accesso democratico alle immagini e offre dei contenuti professionali a partire da 0,74 €, per tutti i tipi di utilizzo, su tutti i supporti, senza limiti di tempo o limiti geografici, e questo indipendentemente dal numero di diffusioni. 

Specialista nella fornitura di risorse creative ad uso professionale, Fotolia affianca l'offerta di immagini e video di artisti indipendenti da tutto il mondo a portfolio di agenzie fotografiche internazionali. I suoi clienti sono professionisti della comunicazione e del design, agenzie grafiche e pubblicitarie, gruppi editoriali e case editrici, università ed enti locali ed internazionali, e piccole, medie e grandi imprese di tutti i settori di attività. Fotolia conta oggi oltre 3,8 milioni di utenti nel mondo. I suoi servizi sono attivi in 12 lingue, e in 20 paesi dove Fotolia è fisicamente presente.

Fonte: Fotolia

giovedì 24 gennaio 2013

Apple: record vendite per iPhone e iPad nel Q1 2013, ma titolo perde


Apple (NASDAQ:AAPL) ha annunciato i risultati finanziari del primo trimestre, composto da 13 settimane, dell’anno fiscale 2013, conclusosi il 29 dicembre 2012, svelando vendite e incassi durante l’abituale incontro con gli azionisti di inizio anno. L’azienda ha annunciato un fatturato trimestrale record di 54,5 miliardi di dollari e un utile netto trimestrale record di 13,1 miliardi di dollari, pari a 13,81 dollari per azione diluita. 

Questi risultati si raffrontano con quelli dello stesso trimestre dell’anno passato, di 14 settimane, in cui l’azienda aveva registrato un fatturato di 46,3 miliardi di dollari e un utile netto trimestrale di 13,1 miliardi di dollari, pari a 13,87 dollari per azione diluita. Il margine lordo è stato del 38,6 percento, rispetto al 44,7 percento registrato nello stesso trimestre di un anno fa. 

Le vendite internazionali hanno rappresentato il 61 percento del fatturato trimestrale. Il fatturato settimanale medio del trimestre è stato di 4,2 miliardi di dollari, rispetto ai 3,3 miliardi dello stesso trimestre dell'anno scorso. L’Azienda ha venduto il numero record di 47,8 milioni di iPhone durante il trimestre, rispetto ai 37 milioni dello stesso trimestre di un anno fa. 

Apple ha inoltre venduto il numero record di 22,9 milioni di iPad durante il trimestre, rispetto ai 15,4 milioni dello stesso trimestre dell’anno scorso. L’Azienda ha venduto 4,1 milioni di Mac durante il trimestre, rispetto 5,2 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Apple ha venduto 12,7 milioni di iPod durante il trimestre, rispetto ai 15,4 milioni del trimestre dell’anno scorso. 

Il Consiglio di Amministrazione Apple ha dichiarato un dividendo cash di 2,65 dollari per azione delle azioni ordinarie dell’azienda. Il dividendo è pagabile il 14 febbraio 2013 agli azionisti che risultano alla chiusura delle attività l'11 febbraio 2013. 

“Siamo entusiasti del fatturato record di oltre 54 miliardi di dollari e della vendita di oltre 75 milioni di dispositivi iOS in un solo trimestre” ha affermato Tim Cook, CEO di Apple. “Siamo molto fiduciosi nella nostra pipeline di prodotti, perchè continuiamo a puntare sull' innovazione e sulla produzione dei migliori prodotti al mondo.” 

 "Siamo lieti di aver generato oltre 23 miliardi di dollari di cash flow dalle operation nel corso del trimestre," ha affermato Peter Oppenheimer, CFO di Apple. "Abbiamo stabilito nuovi record trimestrali di sempre per quanto riguarda le vendite di iPhone e iPad, abbiamo notevolmente ampliato il nostro ecosistema, e generato il fatturato trimestrale Apple più alto di sempre." 

Apple fornisce la seguente guidance per il secondo trimestre del proprio anno fiscale 2013: • fatturato fra i 41 miliardi di dollari e i 43 miliardi di dollari; • margine lordo fra 37,5 percento e il 38,5 percento; • spese operative fra 3,8 miliardi di dollari e i 3,9 miliardi di dollari; • altre entrate/(spese) di 350 milioni di dollari; • aliquota fiscale del 26%. Subito dopo la presentazione dei risultati fiscali il titolo Apple ha perso il 10% nelle quotazioni dell'after hour.

Il problema è il calo della domanda di iPhone e iPad: "l'umore non potrebbe essere peggiore, ci vuole qualcosa di drastico per cambiarlo, vedremo cosa riusciranno a fare", ha detto Peter Karazeris, analista di Thrivent Financial. E' anche vero che Apple ha spesso superato le stime degli analisti: dal 2006 ad oggi ha fatto meglio delle previsioni in tutti i trimestri tranne tre.


Via: Apple
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