sabato 23 novembre 2013

Red Hat lancia Enterprise Linux 6.5, stabilità e migliorate prestazioni


Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat Enterprise Linux 6.5 che estende la vision aziendale volta a fornire una piattaforma che abbia la stabilità necessaria per liberare l’IT al fine di gestire più importanti sfide infrastrutturali e maggiore flessibilità per requisiti futuri, con il supporto di un ampio ecosistema di partner. 

Red Hat Enterprise Linux 6.5 è pensata per coloro che realizzano e gestiscono complessi ed estesi progetti IT, in particolare per le aziende che necessitano di un cloud ibrido aperto. Dalla sicurezza al networking alla virtualizzazione, Red Hat Enterprise Linux 6.5 offre le funzionalità per gestire questi ambienti con strumenti che facilitano la trasformazione del sistema per utilizzare applicazioni SAP. 

Garantire la sicurezza dell’azienda del futuro 
Red Hat Enterprise Linux 6.5 potenzia le funzionalità di sicurezza integrata che combinano facilità di utilizzo e standard di sicurezza aggiornati. L’aggiunta di un trust store centralizzato di certificati abilita l’accesso standardizzato ai certificati per i servizi di sicurezza. Sono inoltre inclusi strumenti che soddisfano i principali standard tra cui OpenSCAP 2.1, che implementa il protocollo Security Content Automation del NIST (National Institute of Standard and Technologies). Con queste migliorie, Red Hat Enterprise Linux 6.5 offre una piattaforma sicura sulla quale costruire applicazioni e servizi mission-critical.

Networking – quando ogni (micro) secondo conta
Nei settori del trading e dei servizi finanziar, la latenza applicativa viene misurata in microsecondi, non in secondi. Oggi, la più recente versione di Red Hat Enterprise Linux 6 supporta un’accuratezza al di sotto dei microsecondi sulla LAN con il protocollo Precision Time Protocol (PTP). Questa sincronizzazione è fondamentale per assicurare migliori prestazioni per applicazioni ad alta velocità e bassa latenza. 

Red Hat Enterprise Linux 6.5 può quindi essere utilizzato per tenere traccia del tempo nelle transazioni, migliorando la precisione del time stamp sui dati archiviati o sincronizzando il tempo in modo preciso a livello locale o globale. Grazie anche ad altre migliorie, i system administrator oggi hanno una vista più completa dell’attività di rete. Queste funzionalità consentono infatti di ispezionare i dati IGMP (Internet Group Management Protocol) per elencare porte router multicast, gruppi multicast con sottoscrizioni attive e interfacce associate, tutti elementi importanti per gli attuali scenari di networking, streaming media compresi.

Virtualizzazione
Red Hat Enterprise Linux 6.5 continua l’impegno dell’azienda volto a migliorare l’esperienza di virtualizzazione complessiva e comprende diversi miglioramenti che lo rendono interessante per l’utilizzo in ambienti virtuali. I sysadmin possono abilitare o disabilitare in modo dinamico i processori virtuali (vCPU) nei guest attivi, rendendolo adatto per workload elastici. La gestione di applicazioni a uso intensivo di memoria come guest Red Hat Enterprise Linux è stata anch’essa migliorata, con il supporto di configurazioni fino a 4TB di memoria sull’hypervisor KVM

Quest’ultimo integra i volumi GlusterFS nello stack al fine di fornire accesso diretto alla piattaforma storage distribuita, migliorando le prestazioni quando si accede ai volumi Red Hat Storage o GlusterFS. Infine, i driver guest sono stati aggiornati per potenziare le prestazioni di Red Hat Enterprise Linux 6.5 come guest su hypervisor supportati di terze parti.

Facilità d’uso, storage e molto altro
A mano a mano che aumentano le opzioni di implementazione applicativa, la portabilità diviene sempre più cruciale. Red Hat Enterprise Linux 6.5 permette ai clienti di implementare immagini applicative in container creati utilizzando Docker nel loro ambiente prescelto: fisico, virtuale o cloud. Docker è un progetto open source per pacchettizzare e gestire container leggeri auto-sufficienti che consentono agli sviluppatori di risparmiare tempo attraverso l’eliminazione delle attività legate a integrazione e progettazione dell’infrastruttura.

Red Hat Enterprise Linux 6.5 dispone di avanzamenti per l’interfaccia controller SSD (Solid State Drive), introducendo il supporto per SSD basati su NVM Express (NVM-e). Questa specifica mira a standardizzare l’interfaccia per SSD PCIe e la sua integrazione in Red Hat Enterprise Linux 6.5 posiziona la piattaforma per supportare una gamma crescente di futuri dispositivi NVM-e.

Anche la scalabilità enterprise storage è stata potenziata: è oggi possibile configurare oltre 225 LUN connesse a un unico target iSCSI. Inoltre, controllo e ripristino da SAN per iSCSI e Fiber Channel sono stati ottimizzati, e aggiornamenti al meccanismo kexec/kdump ora consentono la creazione di file di debug (dump) su sistemi configurati con grandi quantità di memoria (6TB).

Red Hat Enterprise Linux 6.5 facilita il controllo e la gestione dell’uso delle sottoscrizioni in azienda, integrando il tracking in workflow di business esistenti. Tra i miglioramenti in termini di usabilità vi sono il supporto per l’accesso remoto a client e server Windows che si avvalgono di una versione più recente del protocollo RDP, compresi i desktop Windows 7 e 8 e Windows Server 2012.

“Red Hat Enterprise Linux 6.5 offre l’innovazione che ci si aspetta dal principale sistema operativo Linux del mercato, oltre a fornire una piattaforma matura per le operazioni di business, sia che si tratti di standardizzare sistemi operativi o supportare applicazioni critiche”, commenta Jim Totton, vice president e general manager Platform Business in Red Hat. “La nuova versione di Red Hat Enterprise Linux 6 rappresenta la base dell’intero portfolio Red Hat, compresi OpenShift e OpenStack, e lo rende l’elemento perfetto per le aziende che desiderano esplorare il cloud ibrido aperto”.  Per ulteriori informazioni, http://www.redhat.com


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