sabato 19 ottobre 2013

Facebook allenta le regole della privacy sui minori e il Moige insorge


Per la prima volta, gli utenti sotto i 18 anni possono postare pubblicamente su Facebook. La logica è che altri siti non limitano i bambini, gli adolescenti sono sempre più esperti di web, e giovani celebrità vogliono una voce. Questo permette ai minori di condividere pubblicamente le cose che piacciono, quindi devono scegliere manualmente la condivisione pubblica e confermare che nè compredono i rischi. I minorenni, teoricamente dai 13 ai 17 anni (dato che non ci si potrebbe iscrivere prima), possono adesso attivare anche l'opzione Follow per il proprio profilo utente

"Quello annunciato oggi da Facebook è un grande passo indietro per la tutela dei minori. Non bastava che i ragazzi dai 13 ai 17 anni potessero iscriversi al social network americano senza consenso genitoriale, in spregio alla norma di legge, che vieta ai minori di sottoscrivere contratti. Da oggi potranno scrivere post 'pubblici', visibili cioè anche agli utenti che non fanno parte della loro cerchia di 'amici', compresi adulti e malintenzionati". Così Maria Rita Munizzi, presidente del Movimento Italiano Genitori (Moige), che annuncia: "Siamo pronti a denunciare al Garante della Privacy Facebook".


"Questo conferma quanto la piattaforma di Zuckerberg, per rispondere a bieche logiche di mercato - prosegue Munizzi - sia disposta a offrire su un vassoio d'argento i nostri figli a inserzionisti pubblicitari o peggio ancora cyberbullisti e pedofili. Siamo pronti a denunciare al Garante della Privacy Facebook, che continua ad essere 'terra di nessuno', dove regole e controlli sono spesso risibili e dove al genitore non è consentito l'esercizio di alcun tipo di controllo sulla 'vita virtuale' del proprio figlio minorenne. Come genitori, non possiamo più tollerare che questo accada". 

"Ci auguriamo che venga presto adottata una normativa specifica di tutela: la sicurezza dei nostri figli, viene prima di tutto'', conclude la presidente Munizzi. L'azienda ha introdotto anche "strumenti aggiuntivi per aiutare ad educare gli adolescenti sulle implicazioni della condivisione di un post con un pubblico", ha spiegato un portavoce di Facebook. In base alla nuova politica, nel momento in cui gli adolescenti si iscrivono al sito, avranno automaticamente la protezione della privacy più forte, e le informazioni che verranno inserite saranno visibile soltanto ai loro amici. 


Ma avranno anche la possibilità di modificare queste impostazioni e condividere i propri post pubblicamente. Nel frattempo, le giovani celebrità generano contenuti interessanti che fanno appello alla critica demografica under 18. Dal dicembre 2009, gli utenti più giovani del sito sono stati in grado soltanto di condividere i post, le foto e gli aggiornamenti con una selezione limitata dei social network: amici, amici di amici, e altri membri della loro scuola, università e reti verificate. Questo valeva anche se il giovane aveva impostato sul sito la condivisione di alcuni aggiornamenti con "tutti". 

Tali restrizioni sono ora state rimosse, permettendo gli adolescenti di avere lo stesso controllo sulle loro impostazioni della privacy di tutti gli altri, in modo che le foto e aggiornamenti di stato possono essere resi completamente ricercabili. Creare una pagina o un evento, aprire un gruppo, permettere che i propri contenuti siano commentati, condivisi e indicizzati nel nuovo Graph Search sono le nuove funzioni. Facebook ha sottolineato che molti altri social media come Twitter e Instagramm ma anche Ask.fm e Kik, permettono agli utenti adolescenti di esprimersi pubblicamente. 


Via: Adnkronos

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