mercoledì 17 luglio 2013

Astronomia: telescopio Hubble scopre quattordicesima luna di Nettuno


Era sfuggita alla sonda NASA Voyager 2, che nel 1989 aveva ripreso da vicino il sistema di anelli e di lune del lontano pianeta Nettuno. Ed era sfuggita anche alle indagini che avevano portato tra il 2002 e il 2003 a individuare cinque ulteriori satelliti minori del gigante blu-verde, oltre agli otto già conosciuti. Ora, grazie a immagini riprese in passato dal telescopio spaziale Hubble, è stato scoperto un nuovo corpo orbitante attorno al pianeta, denominato S/2004 N 1

Con un diametro massimo tra i 19 e i 20 chilometri, è la più piccola tra le lune di Nettuno, il cui numero complessivo sale così a quattordici. La nuova luna è stata scoperta da Mark Showalter del SETI Institute a Mountain View, in California, mentre studiava i deboli archi di anello, una distribuzione irregolare di materia attorno al pianeta la cui origine non è ancora stata del tutto spiegata.

“Le lune e gli archi orbitano molto velocemente, per cui dovevamo ideare un metodo per seguire il loro moto e descrivere così il sistema in dettaglio,” spiega Showalter. “È lo stesso motivo per cui un fotografo sportivo segue con la fotocamera il movimento di un atleta in corsa: al momento dello scatto l’atleta resterà a fuoco, anche se lo sfondo risulterà mosso.” 


Per trovare un punto di riferimento, Showalter ha esteso la sua ricerca molto oltre il sistema di anelli, scovando in un’immagine ripresa da Hubble un puntino bianco abbastanza evidente situato a oltre 100.000 chilometri da Nettuno, tra le orbite delle lune Larissa e Proteo. Il ricercatore ha in seguito analizzato oltre 150 fotografie di Nettuno ottenute da Hubble tra il 2004 e il 2009, dove lo stesso puntino bianco compariva più e più volte. 

Showalter ha potuto in questo modo calcolare un’orbita circolare per la nuova luna, che risulta compiere una rivoluzione completa attorno a Nettuno ogni 23 ore. Come abbiamo detto, la designazione provvisoria della nuova luna è S/2004 N 1, e resterà tale fino a quando l’Unione Astronomica Internazionale non sceglierà un nuovo nome, attingendolo presumibilmente dal pantheon delle antiche divinità marine, come è stato fatto finora. 

Molte delle lune che vediamo oggi orbitare attorno al pianeta si sono probabilmente formate dopo che Tritone, la più grande, si è stabilizzata nella sua inusuale orbita retrograda rispetto a Nettuno. Di dimensioni vicine a quella della nostra Luna, Tritone può essere un pianeta nano ghiacciato proveniente dalla fascia di Kuiper ai bordi estremi del Sistema Solare, catturato dalla gravità di Nettuno. Questa cattura ha con ogni probabilità mandato in frantumi il sistema di satelliti che Nettuno poteva eventualmente già possedere.


Fonte: INAF
Foto credit: NASA

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