lunedì 3 giugno 2013

Salute, nuova Sars: modalità di trasmissione e rischi del Coronavirus


Cos'è il "nuovo coronavirus", ribattezzato subito "nuova Sars", di cui in questi giorni si sono riscontrati altri due nuovi casi in Italia? Si tratta, spiega il ministero della Salute, di un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato prima nell'uomo. I Coronavirus sono una grande famiglia di virus noti per causare malattie negli esseri umani e negli animali. Negli esseri umani i sintomi vanno dal comune raffreddore alla sindrome respiratoria acuta grave (SARS). 

La maggior parte dei pazienti affetti dal nuovo coronavirus ha presentato una sindrome respiratoria acuta grave, che ha richiesto l'ospedalizzazione con febbre, tosse, affanno e difficoltà respiratoria. Molti pazienti hanno sviluppato insufficienza renale acuta, o altri danni viscerali (pericarditi). Sebbene alcuni dei casi potrebbero aver contratto l'infezione per esposizione ad animali, le informazioni disponibili sono limitate. Non è stato identificato il serbatoio animale e le indagini sulle fonti animali sono in corso. 

La stragrande maggioranza dei casi ha contratto il virus durante un viaggio nella penisola arabica senza che la sorgente sia stata specificatamente identificata. Che fare se si è soggiornato di recente nella penisola arabica? Se, nei giorni che seguono il ritorno, si presentano febbre e sintomi respiratori, si raccomanda di consultare il proprio medico segnalando l'avvenuto viaggio. Il trattamento è sintomatico, non esiste un trattamento antivirale specifico, nè un vaccino.   

Con l'esperienza acquisita con l'epidemia SARS nel 2002-2003, l'Oms ha affermato che la diffusione di questo nuovo coronavirus, in grado di causare una severa forma di malattia, crea qualche preoccupazione. Tuttavia, anche se imparentato alla lontana con il coronavirus della SARS, i due virus sono diversi. Sulla base delle informazioni attuali, infatti, sembra che il nuovo coronavirus, a differenza del virus della SARS, non si possa trasmettere facilmente tra le persone. 

La maggior parte dei casi si è verificato in persone che hanno soggiornato, prima della comparsa dei sintomi, in un paese della Penisola arabica e nei paesi vicini. Questa zona geografica è dunque particolarmente esposta a tale rischio. Dopo l'identificazione del nuovo coronavirus, l'Organizzazione mondiale della sanità e il Centro europeo per la prevenzione e controllo delle malattie (ECDC) hanno messo in atto la sorveglianza attiva per individuare i possibili casi e approfondire le conoscenze sul virus e hanno chiesto ai Paesi di fare altrettanto. 

L'OMS fornisce regolarmente informazioni dettagliate e raccomandazioni per il monitoraggio e la sorveglianza alle autorità sanitarie degli Stati membri. In Italia è attiva una rete di sorveglianza delle gravi infezioni respiratorie acute (SARI) e delle sindromi da distress respiratorio acuto (ARDS). Inoltre, con l'Intesa Stato/Regioni del 5/11/ 2009, e successivo Atto di proroga del 31/7/2012, è stata istituita la Rete nazionale per la gestione della sindrome da insufficienza respiratoria acuta grave da polmoniti da virus dell'influenza e l'eventuale utilizzo della terapia ECMO (ossigenazione extracorporea). 

La situazione è costantemente monitorata dal Ministero, che è in continuo contatto con l'OMS e l'ECDC, e pubblica tempestivamente ogni nuovo aggiornamento sul suo Portale. Le precauzioni per non essere infettati: le stesse valide per tutte le malattie infettive, tra cui il frequente lavaggio delle mani e il mantenersi a distanza dalle persone malate. L'OMS elenca tutti i casi segnalati e aggiorna il suo sito regolarmente. Consultate la pagina degli eventi epidemici all'estero.


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