lunedì 10 giugno 2013

Datagate, svelata l'identità della fonte Nsa: è un ex tecnico della Cia


Il Guardian ha rivelato l'identità dell'informatore dello scoop sul programma di controllo delle comunicazioni "Prism". Giovane, volto pulito e sguardo sveglio, è Edward Snowden il 29enne ex tecnico della Cia che è la "talpa" della più grande fuga di notizia sull'intelligence Usa. Edward Snowden lavora in un contractor privato del settore difesa, la Booz Allen Hamilton e da Hong Kong racconta al "Guardian" la scelta di rivelare l esistenza e la pericolosità di "Prism". 

"Anche se non hai fatto nulla di male vieni osservato e registrato, ogni anno la capacità di immagazzinare dati aumenta di molto. Basta una chiamata ad un numero sbagliato per consentire all intelligence di scavare nel tuo passato e identificare ogni amico con cui hai parlato". "Il pubblico ha diritto ad una spiegazione su quanto sta avvenendo - aggiunge - e sono pronto a sostenerlo in qualsiasi sede, non sto cambiando i fatti, li descrivo per come sono, sta poi al pubblico decidere in proposito".

L'ex tecnico della Cia ha quindi chiarito: "Se avessi voluto davvero nuocere agli Stati Uniti avrei potuto decretare la fine del sistema di sorveglianza in un pomeriggio ma non era questa la mia intenzione". Snowden non cela le difficoltà che lo aspettano, si dice sicuro che non tornerà mai a casa, che "forse chiederà asilo all Islanda. Lui ha lasciato tutto, uno stipendio da 200.000 dollari all'anno e la fidanzata alle Hawaii, e ora teme per i suoi familiari. 


"Questi pericoli mi accompagneranno per il resto della vita, non può essere altrimenti dopo aver sfidato il più potente servizio di intelligence del mondo, se mi vogliono prendere ci riusciranno ma è un prezzo che accetto di pagare perché ho scelto di vivere liberamente, stando a posto con la coscienza". Il primo ministro britannico David Cameron, rispondendo alle domande sul cosiddetto "Datagate" nel Regno Unito, ha detto che "l'intelligence britannica opera nell'ambito della legge".

Cameron ha detto al Guardian: "Cerchiamo di essere chiari. Non possiamo fare un commento sui servizi segreti in esecuzione. Viviamo in un mondo pericoloso e viviamo in un mondo di terrore e terrorismo. Io credo che sia giusto che abbiamo ben organizzato i servizi segreti per tenerci al sicuro". Ha detto di aver discusso la questione con il ministro degli esteri inglese William Hague. Downing Street ha anche detto che GCHQ ha operato nel rispetto della legge.

Ieri Hague in un'intervista aveva affermato che "i britannici non hanno nulla da temere", ma rispondendo a precise domande, non aveva né confermato né smentito le presunte attività dei servizi britannici legate al sistema americano "Prism" usato per il recupero e il controllo di dati su Internet, precisando che non sono previsti commenti sulle attivitià di intelligence. In realtà, come ha rivelato un altro informatore alla EFF, esisterebbero già strumenti definiti "splitter" - in grado di intercettare il traffico Internet.



Obama ha definito i programmi di sorveglianza "una modesta intrusione nella privacy dei cittadini" necessaria per assicurarne la sicurezza. "Fino a ieri non avevamo mai sentito parlare di Prism". Così il fondatore e amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg, ha personalmente ribadito sul suo account l'estraneità del social network nell'affair dei dati spiati in Usa. "Facebook - ha scritto Zuckerberg - non è e non è mai stato parte di un programma Usa, o di altri governi, che abbia accesso diretto ai nostri server". 

E ancora, ha proseguito l'ad di Facebook "non abbiamo mai ricevuto richieste o ordinanze del tribunale da alcuna agenzia governativa di informazioni o dati, come è successo a Verizon. Se le avessimo ricevute le avremmo comunque fortemente respinte". "Quando i governi ci chiedono dei dati - ha quindi proseguito Zuckerberg - esaminiamo attentamente le richieste per assicurarci che seguano sempre le procedure corrette nel rispetto delle leggi. Solo allora noi procuriamo le informazioni sempre in linea con le normative". 

L'ad ha quindi spiegato che Facebook "continuerà a combattere sempre per mantenere le sue informazioni sicure" e ha sollecitato i governi a "essere più trasparenti nei programmi mirati alla sicurezza pubblica". "E' l'unico modo - conclude il messaggio - per proteggere le libertà civili delle persone e di creare nel lungo termine quella società libera e sicura che tutti noi desideriamo". Gli occhi sono dunque ora puntati sui leader mondiali, compreso il presidente americano Barack Obama.



Fonte: TMNews
Via: AGI
Foto dal video

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