giovedì 23 maggio 2013

Tempi risposta sito Web: nuova ricerca rivela rischi sottovalutazione



Ritardi, anche minimi, nei tempi di risposta del sito possono avere un impatto considerevole sulla soddisfazione del cliente e sul numero di pagine visitate, così come sui tassi di conversione e di abbandono del sito stesso[1]. Una percentuale sorprendente di aziende (il 32%), nonostante sia al corrente di questo rischio, non monitora - o non sa se il proprio sito aziendale sia monitorato - su base 24x7. Questi nuovi dati sono emersi dalla ricerca mondiale e indipendente condotta da Vanson Bourne e commissionata da Borland, società Micro Focus (LSE: MCRO.L).

A conferma dell’assenza di monitoraggio delle prestazioni dei siti web, spesso di prima generazione e risalenti alla metà degli anni novanta, uno sconvolgente 26% di CIO – proveniente da 590 organizzazioni di tutto il mondo - ammette di non essere a conoscenza dei tempi di risposta del sito aziendale, in relazione ad operazioni anche molto critiche, tra cui gli acquisti e le transazioni online e la possibilità di recupero dei dati degli utenti registrati. 

In particolare, le società che operano nei servizi finanziari, nel retail e nei media/intrattenimento ammettono di avere scarse informazioni rispetto a transazioni da e-commerce di grandi dimensioni – rispettivamente solo il 23%, 24% e 25%. La soddisfazione del cliente è a rischio per l’80% delle aziende. 

Quando si tratta di fronteggiare un problema: 
• Il 72% degli intervistati ammette di non essere tempestivamente informato riguardo alle problematiche del sito 
• L’80% degli intervistati non sempre è in grado di risolvere le problematiche del sito, prima che arrivino al cliente; questa percentuale cresce nei settori dei media/intrattenimento e dei servizi finanziari (rispettivamente il 90% e 87%)

Con le applicazioni web da mobile la situazione peggiora
• Il 34% dei CIO non considera i tempi di upload del sito da dispositivi mobili e il 36% non effettua controlli sulla velocità delle applicazioni da mobile
• E questo nonostante gli stessi intervistati affermino che lascerebbero dopo pochissimi secondi un sito che non abbia adeguati tempi di risposta 

Le aziende sono poco preparate ai picchi di traffico e non amano il testing 
Nonostante il 79% dei CIO sia al corrente dell’eventualità di picchi nel traffico web - provocati, ad esempio, da promozioni in particolari periodi dell’anno - il 44% di loro non effettua simulazioni di performance del sito o attività di testing. Questo avviene spesso per mancanza di comunicazione tra marketing e reparto IT:
• Il 69% dei CIO non è a conoscenza delle promozioni marketing e, conseguentemente, non può pianificarle per garantire migliori prestazioni del sito 
• Il 73% degli intervistati non è a conoscenza di specifiche attività di lancio, prima che esse avvengano 

Valentino Magri, Solution Consulting Team Leader di Micro Focus Italia, ha dichiarato: “Gli utenti, al giorno d’oggi, evitano i siti con tempi lunghi di risposta. Questi risultati sono dunque molto sorprendenti; l’88% dei navigatori ha una scarsa propensione a visitare nuovamente un sito web dopo un’esperienza negativa e quindi, conservare un approccio di tipo passivo rispetto alle prestazioni del proprio sito web significa correre gravi rischi in termini di reputazione e, per i siti di e-commerce, anche in termini di ricavi. Questo risultato dimostra come un sito web dalle prestazioni elevate rappresenti un vantaggio competitivo per le aziende, perché consente di offrire un’esperienza positiva all’utente e le aiuta a vincere la gara della fidelizzazione e acquisizione di nuovi clienti”.

[1] Un secondo di ritardo nella risposta del sito equivale alla perdita dell’11% in termini di page view, del 16%di customer satisfaction e 7% di conversione verso l’acquisto. Ad esempio, un secondo di ritardo nel caricamento della pagina di Amazon costerebbe annualmente 1.6 milioni di dollari in sales (Aberdeen Group)

Nota
Questa ricerca indipendente è stata condotta da Vanson Bourne nel mese di Febbraio 2013 e ha coinvolto 590 IT decision makers in nove paesi, tra cui: UK (100), Francia (100), Germania (100), Stati Uniti (100), Brasile (100), Australia (35), Nuova Zelanda (15), Hong Kong (15) e Singapore (25). Gli intervistati provenivano da aziende con mainframe e con oltre 501 dipendenti, in diversi settori industriali. E' possibile visionare i risultati della ricerca a questo link

Informazioni su Borland
Fondata nel 1983, Borland Software Corporation è un fornitore mondiale di soluzioni per la gestione dei requisiti, del testing e dei cambiamenti. Parte di Micro Focus Ltd,  membro FTSE 250, Borland offre strumenti aperti e flessibili per gestire l'intero ciclo di vita dello sviluppo di applicazioni e consente alle aziende di costruire software migliore più rapidamente. Per ulteriori informazioni, visitare www.borland.com. Per saperne di più sui prodotti Borland Silk potete visitare: http://www.borland.com/silkportfolio

Informazioni su Micro Focus
Micro Focus, membro di FTSE 250, offre soluzioni innovative che aiutano le aziende ad accrescere il valore del patrimonio applicativo esistente. Le soluzioni Micro Focus di Enterprise Application Modernization, Testing e Management consentono di adottare architetture nuove e moderne in modo rapido ed efficace, riducendo costi e rischi. Per ulteriori informazioni: www.microfocus.it 

Fonte: Prima Pagina

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