venerdì 24 maggio 2013

Cartucce stampanti, ricerca rivela luoghi comuni e poca informazione


Secondo quanto emerso da una ricerca condotta a livello europeo da Lexmark International Inc. (NYSE: LXK), una migliore conoscenza dei prodotti di consumo delle stampanti laser può aiutare le aziende a risparmiare sui costi associati ai processi di stampa. L’indagine, per la quale la ditta ha raccolto le risposte di impiegati di tutta Europa[1] per verificare il grado di conoscenza dell’utilizzo delle cartucce in azienda, ha svelato una scarsa diffusione di informazioni corrette a riguardo.

Tra i rispondenti, tre su quattro affermano di non avere idea di quante pagine sono in grado di stampare con la cartuccia che utilizzano abitualmente. L’84% in Europa e il 71% degli intervistati in Italia, non sa quante stampe può produrre dopo che appare l’avviso di “Toner in esaurimento”. Per quanto riguarda i costi relativi ai prodotti di consumo, il 50% a livello europeo crede che il costo della cartuccia sia direttamente proporzionale al costo per pagina stampata (in Italia la percentuale scende al 42%) e, il 28% pensa che il riciclo di una cartuccia esausta sia un servizio a pagamento. 

Inoltre, secondo tre rispondenti su cinque la qualità di stampa risulta inferiore via via che il toner si esaurisce. La ricerca mette in luce i numerosi luoghi comuni diffusi tra gli utenti in materia di prodotti di consumo per stampanti laser e rivela in generale una conoscenza limitata in merito a tali prodotti. Tuttavia, emerge che una migliore comprensione delle funzionalità delle cartucce consentirebbe agli utenti di prendere decisioni più consapevoli sui prodotti che acquistano così da ottenere il miglior rapporto qualità prezzo.

“La nostra indagine dimostra che in molti hanno ancora poca conoscenza delle caratteristiche e potenzialità dei materiali di consumo e mette in evidenza punti di vista non corretti in merito alle funzionalità e ai costi”, ha dichiarato Massimiliano Tedeschi, Amministratore Delegato di Lexmark Italia. “Se alcuni di questi aspetti potevano essere condivisibili in passato, oggi grazie alla tecnologia molto è cambiato. Il costo per pagina è sempre più basso, mentre il rendimento, l’affidabilità e la sostenibilità crescono per tutta la durata della cartuccia”.

A fronte dei risultati di questa ricerca, Lexmark suggerisce alcuni consigli utili in risposta ai luoghi comuni circa l’utilizzo delle cartucce di stampa:

1. La qualità di stampa peggiora se il toner è quasi esausto. 
Esistono molti dispositivi laser che, a fronte del segnale “Toner in esaurimento”, riscontrano una diminuzione della qualità di stampa. In questi casi, per raggiungere un livello di stampa migliore si è costretti ad agitare più volte il toner. Il 68% degli intervistati in Italia dichiara di utilizzare ancora questa pratica. Esistono però sul mercato cartucce come Unison, il toner di Lexmark che vanta un nuovo sistema integrato “shake free”, in grado di garantire qualità di stampa elevata fino al totale esaurimento, segnalando il numero esatto di pagine che restano da stampare con il toner rimanente.

2. Sostituire la cartuccia non appena compare il messaggio “Toner in esaurimento” comporta uno spreco di toner. 
Nella maggior parte dei casi, un sensore indica la quantità di toner rimanente inviando all’occorrenza il messaggio “Toner in esaurimento”. Se la cartuccia viene sostituita subito si rischia che parte del toner venga sprecata. Ma questo non vale per tutte le stampanti. Oltre alla segnalazione “Toner in esaurimento”, quando il livello diventa veramente basso, i nuovi dispositivi Lexmark mostrano a video il numero stimato di pagine rimanenti così da evitare possibili perdite di toner per l’utente.

3. Il messaggio “Toner in esaurimento” è standard e non tiene in considerazione i comportamenti di stampa individuali come il numero di pagine medie stampate. 
In effetti, questo vale per molti dispositivi sul mercato. Tuttavia, esistono alcune stampanti, come i più recenti dispositivi Lexmark, in grado di analizzare le abitudini di stampa e utilizzarle per calcolare in maniera puntuale il numero delle pagine rimanenti. Questo dà agli utenti un maggiore controllo e quindi valore aggiunto.

4. Il costo per pagina è direttamente proporzionale al costo della cartuccia. 
Questa affermazione è falsa. Il costo per pagina è il risultato del prezzo di vendita della cartuccia associato al numero indicato di pagine stampate. Quindi, il numero di pagine da stampare indicato spesso aumenta più che proporzionalmente rispetto al prezzo. In altre parole, si può affermare che maggiore è il prezzo della cartuccia, maggiore è il numero di pagine stampate che possono essere prodotte e minore è il costo complessivo per pagina.

5. Non è possibile indicare il numero restante di pagine da stampare. 
Questo era senz’altro vero in passato. Oggi, alcuni dei più recenti dispositivi sono in grado di identificare con maggiore precisione i livelli del toner. Alcune stampanti producono addirittura dettagliati messaggi di “Toner in esaurimento” indicando anche il conto alla rovescia delle pagine ancora disponibili da poter stampare.

[1] Lexmark ha intervistato 664 impiegati di undici Paesi, tra cui Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Sud Africa, Spagna Svezia e Regno Unito. La ricerca è stata completata nel mese di gennaio 2013.


Fonte: Lewis Pr

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