domenica 7 aprile 2013

Yahoo: vietato il telelavoro ai dipendenti ma i log possono ingannare


Recentemente il nuovo CEO di Yahoo Marissa Mayer ha vietato il telelavoro da casa per i propri dipendenti e la decisione ha generato molte polemiche. La decisione è stata presa dalla Mayer quando ha dato una semplice occhiata ai log della VPN di Yahoo (come riportato da Business Insider) e i dati non erano confortevoli. Sembra che i dipendenti di Yahoo non si collegassero alla rete aziendale per lavorare da casa e i registri delle VPN possono essere utili per analizzare la produttività dei propri dipendenti, i dati della navigazione online possono essere ancora più incisivi. 

Un imprenditore pertanto potrebbe semplicemente dare una "occhiata" ai log generati dalle soluzioni di web security per scoprire non solo quanto tempo i propri dipendenti "spendono" navigando in internet, ma addirittura sapere in maniera granulare quali siti accedono e per quanto tempo. Tutto vero e l'operazione può essere effettuata anche nel totale rispetto della privacy, peccato che a volte i log mentono o possono dare delle indicazioni false e fuorvianti. 

Prendiamo per esempio il caso dei siti di Social Network come Linkedin, Facebook, Twitter o Pinterest. Se andiamo ad analizzare i log di qualsiasi soluzione di filtraggio web, nessuna di esse è in grado di dare una visione veritiera ed accurata della reale attività online dell'utente, perché? La vostra soluzione di monitoraggio non sta cercando di ingannarvi, ma è semplicemente un effetto "collaterale" di come funziona. 

Quando un utente visita una pagina web on-line molto spesso la pagina web mostra un pulsante Mi piace (I Like) di Facebook, o il pulsante Tweet di Twitter. Il software di web filtering registra due attività internet: la richiesta per la pagina effettivamente visitata, e una richiesta per l'immagine Facebook Like da visualizzare. L'utente non sta effettivamente navigato su facebook.com, ma il browser ha bisogno di accedere a facebook.com per recuperare l'immagine. Poiché entrambe le attività sono registrate, la vista dell'attività dell'utente è errata. 

L'utente non ha visitato Facebook, ma questo è quello che dicono i log. Naturalmente, questo è un problema. Se siete un manager e volete ottenere una visione veritiera dell'attività internet del vostro dipendente… non potete fare affidamento sulle soluzioni di filtraggio web e magari prendere decisioni drastiche come quella adottata dalla signora Mayer. Per Rawstream, vendor di soluzioni di web security, lungi dal voler criticare la decisione di Marissa, anche perché a quanto sembra è stata basata su un altro tipo di log, i dati registrati dai software sono sì importanti, ma devono anche essere interpretati nella maniera corretta.

Come disse Albert Einstein: I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. L’insieme dei due costituisce una forza incalcolabile. In ogni caso, non perché in Rawstream sono più bravi o furbi degli altri, ma proprio perché come start-up stanno cercando di rilasciare una soluzione il più possibile affidabile, hanno risolto il problema alla radice: Rawstream registra solo una visita a Facebook, Twitter, LinkedIn, Pinterest e altri siti di social media, quando l'utente ha effettivamente visitato questi siti. Questa funzione è disponibile in questo momento, basta scaricare l'ultima versione del Rawstream User Agent.


Fonte: Rawstream

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