venerdì 22 marzo 2013

Cibi contraffatti, nei laboratori italiani dove si studia il Dna Barcoding


Dalla mozzarella blu, alla carne di cavallo spacciata per bovina, ai cinghiali al Cesio radioattivo, i casi recenti di contraffazione alimentare hanno riacceso il dibattito sulla qualità del cibo che finisce sulle nostre tavole. Siamo andati a vedere, al dipartimento di Biotecnologie dell'Università di Milano-Bicocca, come gli scienziati italiani vanno a caccia di anomalie negli alimenti, pericolose per i consumatori, grazie alla tecnica del "Dna Barcoding". Massimo Labra, coordinatore del gruppo di ricercatori. 

"Con questa tecnica - spiega - noi siamo in grado di tracciare gli alimenti quindi d'identificare la presenza di certi animali, di certe piante in determinati alimenti perché leggiamo nel loro Dna la specie d'appartenenza . Una volta letto il suo Dna, andiamo a confrontarlo con le nostre banche dati e se non corrisponde significa che siamo davanti a un'anomalia ovvero a una frode alimentare. Per esempio questa è l'analisi del palombo, nella prima riga c'è il campione in banca dati che corrisponde al palombo certificato, questo invece è uno squalo differente e dunque una specie contaminante".

Se l'anomalia c'è, ad esempio nel caso di carne di cavallo al posto di quella bovina, scatta l'allarme e partono le segnalazioni per fare analisi più approfondite e verificare l'eventuale pericolosità allergenica o addirittura tossica dell'alimento, come ci spiega il ricercatore Maurizio Casiraghi. "I cavalli da corsa - dice - vengono spesso trattati con farmaci perché non vengono mangiati quindi è molto importante che un cavallo da corsa non finisca nella linea dell'alimentazione". 

Solo nei primi 6 mesi del 2012 i carabinieri del Nas hanno effettuato oltre 17mila controlli e almeno un terzo degli alimenti è risultato non conforme a quanto dichiarato dai produttori. E in riferimento alla notizie provenienti dalla Francia sulla carne di pecora macellata in Gran Bretagna con la tecnica della "separazione meccanica", che non è autorizzata per queste tipologie di animali, il Ministero della Salute precisa che le indagini sulla tracciabilità escludono la commercializzazione del prodotto sul mercato italiano.



Fonte: TMNews
Via: Ministero della Salute

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