venerdì 1 febbraio 2013

WhatsApp diventa a pagamento, ma regole uso non sono mai cambiate


WhatsApp, popolarissimo servizio di messaggistica istantanea, utilizzato soprattutto da chi ha un cellulare, diventa a pagamento. La notizia è diventata un tormentone del web, scatenando un fiume di polemiche: alcuni riportano voci di presunte rivolte degli utenti, unite al boicottaggio in massa in favore di applicazioni analoghe. Più di una volta i social network si erano riempiti della bufala di "WhatsApp a pagamento", puntualmente smentita

A una lettura più attenta delle condizioni contrattuali tuttavia, si scopre che in realtà le regole sono sempre state le stesse, e che la notizia di una presunta gratuità di WhatsApp deriva più che altro dalla confusione creatasi tra gli utenti nella distinzione tra costo dell’applicazione, che di solito si paga una tantum, e costo del servizio, che è invece legato al tempo di utilizzo, e dal sistema operativo dello smartphone.

I termini di utilizzo di WhatsApp dipendono dai relativi “store on line”, ognuno con le sue specifiche condizioni contrattuali. Per gli iPhone ad esempio, l’applicazione è in vendita nel negozio iTunes al prezzo di 0,89 euro, mentre per gli altri sistemi operativi è disponibile gratuitamente. La differenza è presto spiegata: sui terminali Apple si paga il programma ma non si paga il servizio, sullo schermo dell’iPhone appare, infatti, la dicitura “validità illimitata”.

In tutti gli altri casi (esistono versioni anche per Windows Phone, BlackBerry e Symbian), il costo annuale del servizio WhatsApp è esplicitamente indicato, e ammonta a 99 centesimi di dollaro, pari a 73 centesimi di euro. Le proteste di alcuni utenti dunque, derivano da una disinformazione iniziale, e arrivano solo ora probabilmente perché, diventato popolare circa un anno fa, WhatsApp è disponibile in versione di prova gratuita per 12 mesi, che adesso sta per terminare.

La beffa dunque non sussiste, e il danno non è tutto sommato così grave: scaduti i termini di prova si può anche passare a un altro programma, oppure scegliere di spendere pochi centesimi all’anno, molto più convenienti del costo dei tradizionali sms. Ci sono anche Line e Facebook Messenger. Il successo di WhatsApp sta nel fatto che, accedendo direttamente alla rubrica telefonica, consente di rimanere in contatto in modo automatico con un maggior numero di persone.


Via: Assodigitale

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