giovedì 4 ottobre 2012

Un anno fa scompariva Jobs, l'intervista perduta disponibile anche in Italia


Guru del mondo globalizzato e icona della creatività contemporanea o solo massima espressione del capitale che non produce più posti di lavoro per la classe media. O forse tutte e due insieme. Come scrive l'agenzia di stampa Adnkronos, a un anno dalla scomparsa di Steve Jobs il mondo non ha ancora deciso come giudicare il fondatore della Apple.

Per anni, dai primi anni '80, i prodotti della Apple, in testa il Macintosh, sono stati il necessario attrezzo e status symbol di chi usava il computer per attività più creative di chi si accontentava di un Pc, di chi era disposto a spendere di più per acquistare ed esibire un oggetto con un design innovativo e prestazioni migliori per montare film, comporre musica o inventare nuovi spazi.

Con l'iPod e l'iPhone l'azienda di Cupertino negli anni 2000 è riuscita a diventare brand di massa, quanto e più della Coca cola, e non più solo marchio di culto. L'evento dell'anno per gli hipster di tutto il mondo, e quindi per i consumatori che ambiscono a esserlo, oltre che per i possessori di azioni della Apple, era stata per anni la presentazione del nuovo nato della famiglia da parte di Jobs, in polo e pantaloni neri seriali.

Nei giorni successivi alla sua morte il 5 ottobre dello scorso anno, Steve Jobs è stato pianto pubblicamente da tutti, come era accaduto con Lady D. Migliaia di persone hanno lasciato fiori, candeline e messaggini a Cupertino e di fronte gli Apple store di tutto il mondo, come fecero dopo il 31 agosto del 1997 i fan della principessa triste. Barack Obama commemorò Jobs come l'eroe del sogno americano.

Il discorso che aveva pronunciato ad Harvard, un inno alla capacità di reinventarsi, di seguire i propri sogni e sopravvivere alle proprie malattie, divenne in breve tempo 'virale', uno dei più cliccati su YouTube. Lo slogan ''stay hungry, stay foolish'' però non durò molto. Pochi mesi dopo la sua morte, tuttavia, emerse grazie a un'inchiesta giornalistica il trattamento dei lavoratori cinesi alla Foxconn.

E alla vigilia del primo anniversario della scomparsa, l'intervista perduta, pubblicata da Feltrinelli Real Cinema, è un reperto che riemerge dopo vent'anni di oblio. L'intervista è di Bob Cringely e risale al 1995. "Sedici anni fa, mentre lavoravo alla mia serie Triumph of nerds, intervistai Steve Jobs - racconta Bob Cringely, autore del documentario -. Settanta minuti di intervista esclusiva in un momento chiave della vita di Jobs.

L’intervista, con una introduzione di Riccardo Staglianò. Riemerge fortunosamente da un garage un’intervista del 1995 a Steve Jobs, raccolta in un momento chiave della sua vita e della sua carriera. Uno sguardo quasi archeologico sugli albori di Jobs, di Apple e dell’informatica e una visione nitida sul suo futuro. Che è il nostro oggi.  Steve Jobs. Disponibile sotto forma di DVD con libro annesso al prezzo di 12,66 euro.



Via: Adnkronos

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