giovedì 4 ottobre 2012

Cassazione, stop a catene di Sant'Antonio e siti Web esca: sono fuorilegge


Al bando i siti Web senza propositi di commercio, ovvero i cosiddetti "siti esca". Per la Corte di Cassazione la famigerata Catena di Sant'Antonio, il veicolo più classico per attrarre soggetti facendo leva sulla sensibilità o sull'avidità degli stessi, allo scopo di incrementare la platea di riferimento per un dato servizio, è da ritenersi "fuorilegge".

La formula delle catene di Sant'Antonio è un fenomeno esploso sul web negli anni e sfrutta il "Phishing" per diffondere false promozioni e falsi servizi. Una decisione che rischia di far partire innumerevoli cause contro quelle aziende che usano i multilevel marketing per incrementare la loro rete di introiti.

L'individuo che collabora con un'azienda che distribuisce i suoi prodotti attraverso un sistema di Network Marketing è da considerarsi un imprenditore indipendente. Come tale, non è normalmente subordinato da obblighi di fatturato né da soglie massime di reddito.

La legislazione italiana non definisce esplicitamente il multilevel marketing (MLM), pone invece norme volte ad evitare strutture piramidali o catene di Sant'Antonio, già regolate dalla legge 173 del 2005. Nella fattispecie, la Suprema Corte ha confermato la sentenza 37049/2012 impugnata dagli imputati.

In alcuni casi le catene di sant'Antonio, che chiedono di inoltrare il messaggio ad un particolare indirizzo sono utilizzate per alimentare il fenomeno illegale dello spam. Avviando una catena di questo tipo, lo spammer potrà estrarre (con l'utilizzo di appositi software) un gran numero di indirizzi e-mail validi, da rivendere a caro prezzo.

Questi dati verranno utilizzati per l'invio di messaggi indesiderati pubblicitari o truffaldini. Una variante più moderna della catena di Sant'Antonio è lo schema di Ponzi. Questi sistemi in Italia sono illegali, trattandosi di movimenti di denaro per i quali non esiste modalità di dichiarazione.

L'MLM è un metodo di distribuzione di prodotti e servizi che ha la finalità di permettere a chiunque di diventare un distributore e di creare una rete di distributori senza consistenti investimenti in denaro. Come tale, non è normalmente subordinato da obblighi di fatturato né da soglie massime di reddito.


Fonte: AGI
Via: Leggi Oggi


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