mercoledì 11 luglio 2012

Spazio: nuovo sistema meteorologico prevede intensità tempeste solari


Un nuovo sistema di ‘previsioni meteorologiche spaziali’ potrebbe prevedere l’arrivo delle tempeste solari più intense, in modo da limitare i danni alle sofisticate apparecchiature che sono in orbita intorno alla Terra. Il progetto è opera della University of Delaware di Newark ed è descritto sulla rivista “Space Weather”. Il sistema utilizza sensori di neutroni posizionati al Polo Sud in grado di stimare l’intensità della radiazione prodotta da un flare solare, oltre a prevedere il momento in cui le particelle potrebbero arrivare a colpire la Terra.

Le tempeste solari sono difficili da predire e gli attuali satelliti che osservano il Sole non riescono a produrre stime accurate di quando le radiazioni arriveranno o di che forza avranno. I sensori di neutroni per decenni sono stati usati per stimare il tasso dei raggi cosmici e di altre particelle che colpivano l’atmosfera terrestre. Gli scienziati hanno studiato i dati raccolti dai sensori di neutroni dell’Antartide durante 12 tempeste solari particolarmente forti che si sono avute fra il 1989 e il 2005.

I ricercatori sono così riusciti a estrapolare una stima del comportamento dei protoni che provenivano dal Sole, in termini di energia e di velocità con cui colpivano la Terra. In questo modo, sono stati capaci di fornire una stima della massima quantità di danno da radiazioni che ci si può aspettare da un flare solare. Un’informazione che potrà, per esempio, aiutare gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale a schermarsi oppure che potrà avvisare per tempo gli ingegneri in modo da spegnere, per precauzione, i satelliti in caso di tempesta solare.

Lo scorso 5 Luglio,  il Solar Dynamics Observatory della NASA ha ripreso un'immagine di un forte brillamento solare di classe M6.1, esploso alle 13:44 (ora italiana). Secondo i funzionari della NOAA, il flare ha innescato un black-out radio moderato. L'eruzione solare proveniva da una regione attiva denominata “AR1515”, che è stata particolarmente dinamica durante la scorsa settimana, producendo ben 12 brillamenti di classe M in sole 24 ore. La regione attiva ha delle dimensioni di 100.000 chilometri di lunghezza, e ha prodotto inoltre numerose espulsioni di massa coronale.


Fonte: AGI
Via: Space

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