martedì 3 luglio 2012

Sendai, Google e Twitter in Giappone: open data contro disastri naturali


Condividere le informazioni in Rete per permettere ai cittadini di reagire subito in caso di disastro naturale. È l'obiettivo degli esperti riuniti a Sendai, in Giappone: da qui, la zona più colpita da sisma e tsunami del 2011, parte l'invito ai governi a condividere le informazioni, punto di partenza per creare servizi che aiutino chi è in difficoltà. Come Person Finder, sviluppato da Google e usato proprio in Giappone.

Google Person Finder aiuta le persone a riconnettersi con gli amici e persone care in seguito a catastrofi naturali e umanitarie. "Subito dopo la catastrofe si potevano scoprire le strade bloccate e quando venivano liberate dalla macerie, in tempo reale grazie alle foto caricate dagli utenti sulle mappe" spiega Masanori Goto, ingegnere di Google. In partnership con un operatore di telefonia mobile, con Honda e Tokyo gas, il gruppo ha perfezionato il servizio.

Ora si scopre anche dove è interrotta la fornitura di luce, gas e acqua. James Kondo, country manager di Twitter Japan, avverte il governo giapponese: "Familiarizzi con il concetto di open data, renda pubbliche tutte le informazioni e permetta a chiunque di accedervi". Nel marzo del 2011 l'esecutivo fu criticato per non aver diffuso tempestivamente le notizie sulla fuga radioattiva a Fukushima.

Secondo un recente rapporto dell’EUTimes.net, le autorità giapponesi hanno segnalato il rischio del cedimento completo del reattore 4, con la conseguenza che 40 milioni di giapponesi si troverebbero in "pericolo estremo" di avvelenamento da radiazioni; questo provocherebbe l’evacuazione di molte città dell’est, Tokio inclusa, per evitare l’intossicazione dovuta alle radiazioni esterne.

La fuga radioattiva non spaventa soltanto il Sol Levante, anche gli Stati Uniti, infatti, corrono gravi pericoli. Per l'Onu, rappresentato da Margareta Wahlstrom, bisogna cambiare: "In molti Stati, Giappone compreso, le persone che devono gestire le crisi non hanno le informazioni che servirebbero, e queste mancano anche ai cittadini". L'invito è a correre ai ripari, condividendo i dati e spiegando agli utenti come usarli.



Via: TM News

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