mercoledì 13 giugno 2012

Social network vietati ai dipendenti Rai, viale Mazzini: nessun bavaglio


Mentre cresce il dibattito sulle nomine Rai di Monti, il direttore generale dirama una comunicazione interna che estende a internet, in particolare Facebook e Twitter, le regole sulle "dichiarazioni agli organi di stampa", da parte di dipendenti o collaboratori Rai. A firmarle è proprio il direttore generale Lorenza Lei che il premier, in quanto ministro dell'Economia e azionista di maggioranza della Rai, vorrebbe sostituire con Luigi Gubitosi. Il documento, pubblicato da Repubblica, porta la data dell'8 giugno 2012.

"Negli ultimi tempi si è verificato un numero sempre crescente di casi in cui sono state rilasciate, con diverse modalità, da parte di dipendenti e collaboratori dell’Azienda, dichiarazioni improprie agli organi di informazione". E ancora: "Alla luce dell’evoluzione tecnologica e produttiva dei mezzi e sistemi di comunicazione, quanto stabilito (da quelle circolari) con riferimento alle dichiarazioni agli organi di informazione, deve intendersi riferito anche alle dichiarazioni rilasciate su siti internet, blog, social network e similari…"

"Non si era mai assistito ad un bavaglio in rete imposto con una circolare - commenta il senatore Pancho Pardi, capogruppo IdV in commissione di Vigilanza Rai -. Mi auguro che la Lei smentisca al più presto e che sui social la sua minaccia sortisca l'effetto contrario. Nessuno può mettere il bavaglio all’ultimo scampolo di libertà che, al momento, è rimasto".  In un comunicato congiunto Slc Cgil, Fistel Cisl, Snater commentano la circolare che il direttore generale ha emanato sulla diffusione, anche sui social network, di dichiarazioni "improprie".

"Il Direttore Generale uscente, Lorenza Lei, dovrebbe sapere che gli obblighi dei lavoratori rispetto ai comportamenti da adottare nel rapporto di lavoro, comprensivo della lealtà e della professionalità nei confronti dell'azienda, sono sanciti nel Contratto Collettivo di Lavoro come definito dalle parti e dalla legge 300 del 1970. Qualunque altro testo, per quanto protocollato, ma definito unilateralmente dall'Azienda non ha alcun valore legale nè potrebbe essere utilizzato per contestazioni disciplinari o in eventuale giudizio".

Nessun bavaglio Rai ai dipendenti in materia di dichiarazioni ai social network, le norme relative alle dichiarazioni agli organi di informazioni esistono già da tempo e sono state contestualizzate - come lo stesso Cda ha richiesto che avvenisse - alle nuove modalità di comunicazione mediatica ormai in atto. E' la precisazione che arriva in serata dall'azienda di viale Mazzini dopo le polemiche innescate da una circolare interna della direzione generale che si richiamava appunto alla normativa in vigore.


Via: Blitz Quotidiano

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