sabato 23 giugno 2012

Google lancia il portale per salvare oltre 3.000 lingue in via di estinzione


Un sito Internet destinato a preservare le lingue in via di estinzione. Lo ha lanciato il gigante delle Rete Google che parla di "progetto per salvare le lingue in pericolo". "Documentare le oltre 3.000 lingue che sono sul punto di sparire è una tappa importante per preservare la diversità culturale, rendere onore al sapere dei nostri antenati e dare strumenti di studio ai nostri giovani", sottolinea Google.

"Le tecnologie possono sostenere questi sforzi, aiutando le persone a creare registrazioni di alta qualità dei loro antenati, spesso gli ultimi locutori della loro lingua, mettendo in contatto comunità disparate sui social network e facilitando lo studio delle lingue", precisa l'azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin. Le tremila lingue sull'orlo dell'estinzione sono in partica la metà degli idiomi parlati nel mondo.

Il portale dedicato a questo progetto contiene una serie di video in cui vengono registrate alcune persone che si esprimono in ciascuna delle diverse lingue identificate fra quelle "in pericolo". Il progetto è patrocinato da ALD (Alliance for Linguistic Diversity). Il progetto culturale, scientifico e tecnologico, dà la possibilità a tanti volontari di contribuire in crowdsourcing, in comunità.


E la tecnologia può dare un valido aiuto fornendo, ad esempio, la possibilità di registrare in alta qualità i discorsi di parenti più anziani, spesso le ultime persone in grado di parlare lingue in via d’estinzione, oppure collegando le comunità della diaspora attraverso i Social Media. Tra le prime persone ad aver contribuito al progetto c’è Daryl Baldwin, membro della Tribù Miami dell’Oklahoma.

Nei prossimi mesi, la gestione del sito sarà affidata a un laboratorio universitario, l'Istituto per la tecnologia e l'informazione sulle lingue dell'Università del Michigan dell'est, e al Consiglio culturale dei popoli primi (First Peoples' Cultural Council - fpcc). Il progetto è sostenuto dalla fondazione filantropica Google.org che invita altre organizzazioni a partecipare all'iniziativa.



Via: TM News

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