sabato 31 marzo 2012

Facebook: a breve 1 miliardo di utenti, cambiate privacy policy in sordina


Da qualche settimana il social network si prepara a raggiungere il traguardo di un miliardo di iscritti. Certo, al conteggio vanno sottratti profili falsi, abbandonati o doppi, ma sicuramente il servizio offerto da Palo Alto ha dalla sua qualche centinaio di milioni di utenti reali; solo Mark Zuckerberg sul suo profilo è seguito da oltre 12 milioni di persone, grazie alle quali, di amicizia in amicizia, può praticamente raggiungere qualsiasi persona sulla piattaforma. 

La domanda che si pone Fan Page Tech nasce dunque spontanea: "è mai possibile che in 4 giorni il post ufficiale di Facebook in cui il sito annuncia il cambiamento dei termini di privacy e trattamento dei dati personali non abbia raggiunto i 7000 commenti?"

Il numero non è a caso, è il "traguardo" scelto da Facebook, oltre il quale il social network si sarebbe impegnato a consultare tutti i suoi iscritti in merito a questa piccola rivoluzione nelle privacy policy. In effetti l’argomento è abbastanza spinoso e in questo periodo sembra essere la bestia nera dei big che operano in rete, a partire da Google che sulla questione è in guerra aperta con l’Europa da settimane. 

Auspicabile quindi che agli utenti sia concesso di esprimersi sulla materia, cosa che il team di Palo Alto ha prontamente fatto, con un post ufficiale pubblicato sulla piattaforma. La conditio sine qua non perchè il suffragio venisse esteso a tutto il mondo degli iscritti era però che il post superasse i 7000 commenti, un traguardo risibile per un sito che vanta quasi un miliardo di utenti.

Eppure, incredibile ma vero, i commenti sono stati poco meno di un migliaio. Nasce quindi il sospetto che Palo Alto abbia fatto passare la notizia un pò in sordina, quanto basta per venire ignorato in una piattaforma dove le assurdità più incredibili ed inutili ricevono centinaia di migliaia di like, commenti e condivisioni. 

D’altro canto da sempre il social network ha introdotto novità in corso d’opera in barba all’opposizione degli utenti, come ad esempio la nuova Timeline, che a "prescindere da ogni novità puntualmente tornano a popolare la piattaforma in maniera 'caprina', al massimo borbottando qualche malumore e lanciando qualche imprecazione nei confronti del povero ingegnere di Harvard", scrive ancora Fan Page Tech.

"Nel caso in questione non vengono inserite novità particolarmente rilevanti ma il modus operandi di Facebook - prosegue Fan Page Tech - fa capire in quale scarsa considerazione vengano tenuti gli utenti, a cui si finge di voler concedere un potere che in realtà sono ben lungi dall’avere". 

Emblematico il punto 14.4 del documento sulla nuova privacy policy (rinominata tatticamente data-use policy); se per qualsiasi servizio online, attraverso l’iscrizione si aderisce ai termini e al regolamento interno (dopo averne preso visione), ora su Facebook è sufficiente l’utilizzo per confermare di essere d’accordo con le norme che lo amministrano, anche se queste mutano durante il tempo senza alcuna approvazione da parte degli utenti (se non il loro continuare ad usufruire del servizio stesso).

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