mercoledì 11 gennaio 2012
MyPermissions.org, pulire account social media da app indesiderate
Un nuovo sito Web facilita l'onere di capire quali autorizzazioni si hanno dato nell'account Facebook, Twitter o Flickr, e aiuta a revocare qualsiasi applicazione che potrebbe essere troppo invasiva o potrebbe mettere in pericolo i propri dati online. Se si ha un account con uno dei suddetti tre social network, o con Google, Yahoo!, LinkedIn, Dropbox o Instagram, MyPermissions.org dirà i permessi concessi alla varie applicazioni in esecuzione su ogni servizio. Basta collegarsi al sito MyPermissions.org mentre si è loggati ad uno dei servizi e cliccare sull'icona corrispondente. E' un sito semplice, ma importante dati i problemi che sorgono quando le applicazioni (spesso quelle dannose) hanno libero accesso a informazioni private sul computer o dispositivo mobile. Facendo clic sul link per vedere tutte le tue applicazioni collegate, tuttavia, potreste essere sorpresi nel vedere a quante avete dato il permesso (e alle quali avete dimenticato di essere collegati). È ora possibile rapidamente revocare l'accesso dalle pagine ufficiali dei permessi. MyPermissions, dell'imprenditore Avi Charkham con base in Israele, offre anche un servizio e-mail di promemoria mensile (ifttt) che richiede agli utenti di controllare le relative autorizzazioni, ma naturalmente è possibile impostare il proprio promemoria sul calendario. Con tanti siti che richiedono le diverse autorizzazioni, è importante mantenere le difese fino al momento di scegliere l'installazione delle applicazioni bastae su un servizio. Sempre più spesso gli sviluppatori di applicazioni attivano funzioni che consentono di pubblicare elementi in automatico senza che venga utilizzata l’applicazione, basta dare il consenso la prima volta e, il più delle volte sbadatamente, si autorizza la pubblicazione automatica di contenuti. Assicurarsi di esaminare sempre attentamente le autorizzazioni, e se richiedono l'accesso a dati personali che non fanno stare sicuri, rinunciare all'installazione.
Via: Mashable
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