martedì 3 gennaio 2012
Google costretta a punire Chrome e sé stessa nell'algoritmo di ranking
Google costretta a punirsi da sola. Ieri, la notizia che dei blogger sono stati pagati per utilizzare tattiche SEO spam per aumentare il page rank delle ricerche del sito di Google Chrome. Centinaia di articoli a pagamento, molti dei quali totalmente incoerenti, sono stati utilizzati per promuovere Chrome. Almeno uno di loro ha violato le norme di Google contro i link a pagamento. Come il guru di Google search Matt Cutts scrisse nel 2009, "la divulgazione chiara della sponsorizzazione è fondamentale, e che include la diffusione dei motori di ricerca. Se il link in un post pagato pregiudicherebbe i motori di ricerca, tale legame non deve passare il PageRank (ad esempio utilizzando l'attributo nofollow)". Fortunatamente per l’azienda di Mountain View però, l’imbarazzo è stato smorzato dal fatto che la responsabilità sulla violazione sarebbe da attribuire ad Unruly Media, società esterna che Google ha assunto per promuovere Chrome: in parte colpevoli anche i blogger, visto che i link dai post pagati avrebbero dovuto usare il tag rel="nofollow" per non andare a influenzare il PageRank. Cosa che non tutti hanno fatto. Il risultato di tutto ciò è che Google si è vista costretta a punire Chrome, e quindi sé stessa, nell’algoritmo di ranking.
Come spiegato allo stesso Search Engine Land: "Abbiamo indagato e stiamo provvedendo manualmente a degradare www.google.com/chrome, abbassando il PageRank del sito per un periodo di almeno 60 giorni. Ci sforziamo di porre l’attenzione sulle linee guida per webmaster di Google per fornire migliori risultati di ricerca agli utenti. Mentre Google non ha autorizzato questa campagna, e non ci sono più violazioni alle nostre linee guida, crediamo che Google debba tenere uno standard più alto, quindi abbiamo preso un’azione decisa come faremmo contro qualsiasi altro sito". Un’azione che sicuramente contribuirà a togliere l’imbarazzo a Google, anche alla luce del fatto che come dicevamo non è diretta responsabile. Anche se qualcuno vorrà sicuramente metterci un pizzico di malizia in più pensando alla premeditazione. Lo stesso errore di Unruly Media su una questione particolarmente importante per Google come la promozione di Chrome suona effettivamente strano. Una volta scoperto il fatto comunque, era inevitabile che Google trattasse quello di Chrome come avrebbe fatto con qualsiasi altro sito per evitare di scatenare un vespaio di polemiche.
Fonte: Readwriteweb
Via: Downloadblog
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