giovedì 26 gennaio 2012
Fbi in cerca di aziende per tenere sotto controllo Facebook e Twitter
L’Fbi vuole mettere sotto controllo Facebook, Twitter e i social network e ha deciso di cercare aziende che realizzino un sistema di monitoraggio continuo. Lo rivela la rivista ‘New Scientist’, citando un documento pubblicato lo scorso 19 gennaio, che mostra come il Federal Bureau americano voglia usare le informazioni veicolate sui siti per rispondere meglio a crisi ed emergenze e magari anche prevederle. Il Bureau, secondo la rivista, ha invitato possibili appaltatori del sistema di monitoraggio a rispondere al bando entro il 10 febbraio. L’obiettivo dell’Fbi è quello di ottenere un sistema capace di cercare automaticamente materiale “disponibile pubblicamente” su Facebook, Twitter e altri social network tramite parole chiave legate a terrorismo, operazioni di sorveglianza, crimini online e altri di ‘interesse’ criminale. Gli agenti federali Usa sarebbero allertati nel momento in cui la ricerca producesse le prove di incidenti, minacce emergenti o eventi straordinari e potrebbero mostrare i tweet o l’altro materiale ricavato dal sistema su una mappa, cui aggiungere altri dati, tra cui l’ubicazione delle ambasciate Usa, le installazioni militari, dettagli di precedenti attacchi terroristici e quanto ripreso dalle telecamere locali del traffico. Dal documento emerge inoltre che l’Fbi vuole usare i social media per individuare specifici utenti o gruppi, analizzarne movimenti, vulnerabilità, limitazioni e possibili azioni avverse. Già dal 2010, secondo quanto prova un documento riservato del dipartimento di Giustizia e ottenuto, grazie al Freedom of Information Act (FOIA), dall'Electronic Frontier Foundation (EFF), la conduzione delle indagini viene effettuata utilizzando piattaforme come Facebook, LinkedIn, MySpace e Twitter. Sempre nel 2010 la Casa Bianca aveva preparato un progetto di legge per obbligare Facebook e Skype a fornire comunicazioni degli utenti. Nei giorni scorsi l'Fbi ha chiuso Megaupload, scatenando le proteste di utenti e hacker.
Via: ANSA
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