venerdì 23 dicembre 2011

Yahoo! pronta a ridurre la propria quota di partecipazione in Alibaba


Il cda di Yahoo! Jack Ma, sta prendendo in esame la possibilità di cessione della filiale nipponica e la maggior parte della partecipazione nella cinese Alibaba. Si tratta di un accordo complesso dal valore di 17 miliardi di dollari. Con questa mossa Yahoo! vuole resuscitare il valore delle sue azioni a Wall Street. Le fonti del Financial Times rivelano che Yahoo! starebbe trattando per vendere l'intera quota di Yahoo! Japan (35%) e di scendere dal 40% al 15% nella cinese Alibaba, mentre sarebbero per il momento accantonate le trattative su una proposta separata con cui investitori del private equity dovrebbero iniettare contanti in Yahoo! e assumere un ruolo-guida nel rifondare il suo business. Alcuni investitori infatti non gradirebbero questa seconda ipotesi, secondo il Financial Times, perché implicherebbe vendere delle quote a un prezzo troppo basso e far entrare nuovi partner che isolerebbero il cda dagli azionisti più influenti. Una simile ristrutturazione si è resa necessaria a fronte delle crescenti difficoltà di Yahoo! nel competere con concorrenti del peso di Google e Facebook. Le transazioni valuterebbero la quota di Yahoo! Japan a 5 miliardi di dollari, mentre il 40% in Alibaba avrebbe un cartellino di 12 miliardi, anche se non tutte le fonti concordano su questa valutazione così elevata. Alibaba Group è una famiglia di aziende Internet-based che include mercati online che facilitano business-to-business del commercio internazionale e nazionale della Cina, piattaforme di pagamento al dettaglio e, motore di ricerca dello shopping e servizi di cloud computing. Il gruppo è stato fondato nel 1999 da Jack Ma, un pioniere che ha contribuito a rendere Internet accessibile, affidabile e vantaggioso per tutti. Il Gruppo di Alibaba raggiunge gli utenti di Internet in oltre 240 paesi e regioni. Alibaba Group, comprese le sue affiliate, impiega oltre 25.000 persone in circa 70 città di Cina, India, Giappone, Corea, Regno Unito e Stati Uniti.

Via: Corriere Comunicazioni
Foto: Tragazine

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