lunedì 26 dicembre 2011

Ricercatori Usa Air Force indagano sul computer quantico olografico


La United States Air Force sta lavorando alla costruzione di un proprio prototipo di quantum computing, adottando il principio degli ologrammi, con parti off-the-shelf e alcune lastre di vetro. Un articolo pubblicato sul Physics ArXiv descrive la teoria che sta dietro il loro metodo (qui il documento PDF). Il concetto di base è di utilizzare la luce per trasmettere l'informazione quantistica utilizzando gli interferometri, strumenti che cambiano la frequenza delle onde di luce, per poi ricombinarle ed ottenere effetti particolari.

In questo caso, come dispositivi  per alcune operazioni quantistiche dove l'output di un interferometro serve da input per il successivo. Il problema con questo metodo, però, come il blog MIT Technology Review fà notare, è che essi "sono notoriamente volubili". Essi spiegano che "i fotoni offrono una grande promessa nel trattamento di informazione quantistica (QIP), data la loro robustezza di decoerenza". 

Ma questa fonte di forza è anche la loro più grande debolezza, poiché tale debole interazione con il resto del mondo rende difficile elaborare le informazioni in essi contenute. Nonostante ciò, possono essere utili per costruire un computer quantistico, soprattutto se gli interferometri fragili usati per elaborare i dati contenuti venissero resi più durevoli. E' qui che gli ologrammi entrano in gioco.

I ricercatori suggeriscono che è possibile codificare qualsiasi algoritmo quantistico in un ologramma unico, e hanno determinato lo spessore del materiale olografico. Il blog del MIT Technology Review sostiene che l'approccio ha due svantaggi importanti: non è scalabile, ed i dispositivi non sono riprogrammabili. Comunque ci sono un certo numero di applicazioni emergenti del tipo affidabili, ma a bassa dimensionalità di calcoli quantistici che questi dispositivi potrebbero eseguire. 

Questi includono i bus di memoria quantistica, circuiti quantistici di correzione degli errori e relè quantistico di distribuzione delle chiavi. Questo approccio ha il vantaggio di essere edificabile con le attuali tecnologie e componenti, sostiene Technology Review. I ricercatori dicono che "siamo ben oltre alla comprensione di questi dispositivi da una prospettiva teorica, tuttavia, siamo proprio all'inizio in via sperimentale".


Via: ZD Net

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...