venerdì 23 dicembre 2011

Mozilla rinnova accordo con Google, partnership per prossimi 3 anni


Google continuerà ad essere il motore di ricerca predefinito in Firefox. L'accordo di collaborazione tra Mozilla, produttore del browser, e il motore di ricerca Google era scaduto in novembre, ma ne è stato annunciato il rinnovo per altri tre anni. "Con questo accordo pluriennale, Google Search continuerà ad essere il provider di ricerca predefinito per centinaia di milioni di utenti di Firefox in tutto il mondo," ha affermato Gary Kovacs, CEO di Mozilla. 

"Mozilla è stata un partner prezioso per Google nel corso degli anni e ci auguriamo di poter continuare questa partnership grande negli anni a venire", ha dichiarato Alan Eustace, Senior Vice President di ricerca, Google. Rinnovo non scontato, dal momento che Google, nel frattempo, si è posizionato con forza nel mercato dei software per la navigazione online e avrebbe anche potuto decidere di favorire la propria creatura a danno di Firefox. 

Un contratto che è costato lunghe trattative prima di chiudersi e che ha fatto temere il divorzio tra le due società. Per il browser open source sarebbe stato un problema serio, dal momento che circa l'86% degli introiti arrivavano esattamente dalla partenrship col colosso di Mountain View. Non è dato sapere, al momento, se il contratto commerciale abbia subito ritocchi dal punto di vista finanziario, dato che i termini specifici sono soggetti a obblighi di riservatezza tradizionali e le società sono libere di non rivelarli.

Chrome, il browser di Google, conquista utenti ogni giorno che passa. Secondo le statistiche più recenti pubblicate da StatCounter, Chrome ha superato Firefox di un soffio per quota di mercato. Al momento resta improbabile una politica rigidamente indipendente da parte di Google, che cerca di restare fedele al proprio ruolo di finestra sul Web. Il motore ha finora dimostrato di preferire un percorso inclusivo o di apertura, rispetto, per esempio, alla politica di Apple per il proprio circuito di servizi e dispositivi.

Via: La Stampa

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