lunedì 10 ottobre 2011

Telefono Arcobaleno: siti pedopornografici aumentano 47% nel 2011


Non si arresta la crescita dello sfruttamento sessuale dei bambini su internet. L’Osservatorio Internazionale di Telefono Arcobaleno ha pubblicato il report di settembre sulla pedofilia on line che, ancora una volta, testimonia le dimensioni e la costante crescita del mercato criminale più fiorente della new economy. Nei primi nove mesi dell’anno 2011, Telefono Arcobaleno ha individuato e segnalato più di 54.000 siti, arrivando a superare il totale dei siti segnalati nell’intero anno precedente. 

La maggior parte della pedopornografia parte dall’Europa, in particolare dai Paesi Bassi che, oltre ad ospitare più del 35% dei siti pedofili segnalati da gennaio a settembre (19.107), sono lo Stato che registra l’aumento più significativo di tali materiali rispetto all’anno precedente. A fruire di un’offerta così vasta, sono pedofili tecnologicamente attrezzati ed evoluti: dall’analisi di un campione degli accessi ad uno dei numerosi siti illegali individuati dagli operatori di T.A. emerge che circa 1/3 degli utenti fa uso di smartphone oppure adopera hardware e sistemi operativi di ultima generazione. 

Più della metà degli utenti, accede al sito in esame attraverso due Discussion Board, siti di discussione, utilizzati dal pedobusiness come punti assolutamente stabili di promozione e di accesso ai siti pedofili a pagamento e di divulgazione promozionale di materiali pedo-pornografici gratuiti.  Queste prime informazioni ricavate dall'analisi dei file di log di un singolo sito - dichiara Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno - evidenziano le potenzialità di tali tecniche e l'impulso che potrebbero dare alla ricerca criminologica e all'attività investigativa in materia di pedofilia". 

L’attività di hunting di Telefono Arcobaleno è finalizzata a contrastare con ogni mezzo la produzione, il commercio e la diffusione sul web delle immagini delle violenze sessuali sui bambini in una logica di assoluta priorità della tutela delle vittime. Il rapporto completo è disponibile in PDF a questo indirizzo.

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