giovedì 16 giugno 2011

Usa, attacco hacker di Lulz Security al sito governativo della Cia


Attaccato il sito internet della Central Intelligence Unit (CIA), l'agenzia di spionaggio per l'estero degli Stati Uniti. A rivendicare l'attacco informatico il gruppo hacker Lulz Security. Con questa sigla il famigerato gruppo di pirati informatici ha rivendicato su Twitter l'attacco al sito pubblico della Cia, che ieri sera è rimasto inaccessibile per quasi due ore. Il sito avrebbe riscontrato problemi di funzionamento e sarebbe diventato inaccessibile da alcune citta' come Londra, New York, San Francisco e Bangalore. 

A quanto si apprende, i pirati informatici non sarebbero riusciti tuttavia ad estrapolare alcun dato sensibile. "Tango down - cia.gov", hanno scritto gli hacker in un post su Twitter, aggiugendo: "For the Lulz". Il gruppo, responsabile in precedenza di altri blitz di pirateria informatica, ha diffuso il messaggio nel tardo pomeriggio di ieri. Gli stessi hacker avevano rivendicato gli attacchi informatici contro il Senato americano, la rete televisisva PBS e contro Infragard, un'organizzazione che lavaora per l'Fbi. 

La Cia si è limitata a commentare con uno stringato: "Stiamo verificando queste notizie". Gli analisti che si occupano di sicurezza hanno minimizzato però il senso di questi attacchi, dicendo che gli hacker stanno solo cercando di mettersi in mostra e attirare l'attenzione il più possibile. Nel caso dell'attacco alla Cia, gli hacker non sarebbero  in grado di accedere ai dati sensibili semplicemente violando il sito ufficiale, ha detto Jeffrey Carr, esperto di intelligence informatica. 

"Tutto quello che stanno facendo è dire guardate quanto siamo bravi", ha detto Carr. "L'obiettivo di questi ragazzi è solo quello di creare imbarazzo e di dire il vostro livello di sicurezza fa schifo". Interruzioni di questo tipo sono spesso il risultato di attacchi DDoS. Gli assalti di questo genere richiedono poca abilità. Lo scorso fine settimana, il gruppo di hacker aveva rivendicato un raid anche contro il sito del Senato Usa. Lo scorso 2 giugno, Lulz Security aveva reso noto di avere attaccato il sito della SonyPictures.


Fonte: The Register
Via: Reuters

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