domenica 10 aprile 2011

50 anni fà la missione spaziale di Yuri Gagarin, primo uomo in orbita


"Let's go", poi Jurij Alekseevic Gagarin parte sul razzo Vostok che lo porta in orbita. E' il 12 aprile 1961, sono le 9,07 del mattino, ora di Mosca. Lui ha solo 27 anni. Ed è il primo uomo al mondo ad andare nello spazio. Il viaggio, 50 anni fa, dell'allora maggiore Jurij Gagarin dura poco meno di due ore ma è una missione che cambia il corso della storia. 

Dopo il lancio, passano lunghi minuti di silenzio, poi, alle 9,12 Gagarin fa sentire la sua voce: "Vedo la Terra, è azzurra". Nessuno ha più dimenticato queste parole. E alle 10,02 la radio ufficiale sovietica annuncia solennemente la notizia al mondo. Durante il volo, Gagarin compie un'intera orbita ellittica attorno alla Terra, raggiungendo un'altitudine massima di 302 km e una minima di 175 km. 

Il viaggio del cosmonauta dà all'Urss un primato tutto da spendere nella corsa ingaggiata con gli Usa. Gagarin viaggia ad una velocità di 27.400 km all'ora e per questa missione sceglie il soprannome "Kedr", Cedro", che ha usato durante il collegamento via radio. Gagarin è stato celebrato per anni, in suo onore è stato eretto a Mosca nel 1980 un monumento alto 40 metri, costruito in titanio. 

Lo stadio della città ucraina di Chernihiv è intitolato a lui. Pablo Picasso gli ha dedicato una serigrafia dal titolo "Etude Pour Yuri Gagarin". In suo onore un asteroide è stato intitolato "1772 Gagarin". E perfino la Swatch ha prodotto un orologio modello "Yuri". Gagarin è stato soprannominato il "Cristoforo Colombo dello spazio" e "Icaro redivivo", eppure sono stati sollevati alcuni dubbi sul fatto che sia stato effettivamente il primo uomo ad andare nello spazio. 

I radioamatori italiani fratelli Judica Cordiglia, infatti, avrebbero registrato, oltre ai rumori provenienti da vari satelliti sovietici, anche le ultime parole di ignoti cosmonauti perduti nello spazio nel corso di missioni segrete, sia precedenti che successive a quella di Gagarin, missioni delle quali l'Unione Sovietica non ha mai rivelato nulla. 

Ma su questi misteri ha però sollevato dubbi James Oberg, ex ingegnere della Nasa e giornalista, sottolineando che una base statunitense ha captato segnali durante il volo di Gagarin ma non di altri ipotetici cosmonauti che sarebbero stati lanciati prima di lui. Dopo il cosmonauta russo, decine di altri uomini sono andati in orbita, ma quel primo viaggio scandisce un cambio di passo alla conoscenza umana, consegnando Gagarin all'immortalità della storia.



Via: Adnkronos

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