sabato 26 febbraio 2011

Raggiunta la saturazione, rallenta la crescita di Facebook e Twitter


Mentre Facebook continua a consolidare il proprio ruolo di più importante sito al mondo di social networking, eMarketer ha stimato che più della metà degli utenti Internet negli Stati Uniti hanno effettuato l'accesso al sito almeno ogni mese a partire dalla fine del 2010. L'osservatorio di ricerca newyorchese eMarketer ha pubblicato il nuovo rapporto sulla crescita negli Stati Uniti dei network sociali Facebook e Twitter. Si tratta di circa 132,5 milioni di persone. La crescita va però rallentando. Nel 2011 la comunità online del social network di Palo Alto crescerà negli Usa del 13,4 per cento. Una decisa decelerazione rispetto all'anno passato (più 38,6%) e al 2009 (più 90,3%).


eMarketer prevede che circa il 57% degli utilizzatori del web americani navigherà su Facebook ogni mese dell'anno in corso. Tuttavia, nel 2013 Facebook attirerà soltanto un più 6,1 per cento di nuovi utenti; il numero degli user americani arriverà dunque a 152,1 milioni. A quel punto più della metà della popolazione sarà presente sul social network. Ad oggi Facebook conta più di mezzo miliardo di iscritti nel mondo. Pure Twitter è destinato a crescere, anche se meno rispetto al boom degli anni passati. Se due anni fa il servizio online registrava una crescita del 293 per cento con 13,2 milioni di utenti americani adulti, nel 2010 erano saliti a poco meno di 14,4 milioni, un più del 24 per cento.


Ciò nonostante, nel 2013 quasi 28 milioni di utenti americani, ovvero l'11,4% di tutta la popolazione adulta, si affiderà al sito di microblogging per dialogare in rete. Le stime di eMarketer sull'uso di Twitter includono gli individui di età oltre i 18 anni che accedono al proprio account Twitter, almeno una volta al mense tramite qualsiasi dispositivo, compreso l'accesso alle applicazioni di terze parti, nonché Twitter.com. Gli utenti più giovani sono esclusi a causa della mancanza di dati di terze parti in uso su Twitter da parte di coloro che sono sotto ai 18. «L'elevata distribuzione sta a significare che gli incredibili tassi di crescita sono oramai passati», si legge nel rapporto.

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